Abbiamo già più volte affrontato tematiche che hanno come protagonista la Mamma Lavoratrice, in particolare le difficoltà per arrivare al lavoro se la Mamma Lavoratrice è una pendolare, ma anche la difficile vita della Mamma Lavoratrice in trasferta, oltre alla salute mentale precaria della Mamma Lavoratrice quando viene raggiuta da quella maledetta telefonata che reca sul display il nome “Scuola materna” oppure “Asilo nido”.

Quello che ci manca, però, è l’identikit della Mamma Lavoratrice. Ossia, come riconoscerla in mezzo alle altre? Non importa che lavoro lei faccia, la Mamma Lavoratrice la riconosci perfettamente da alcuni segni particolari che la contraddistinguono:

  • E’ sempre la prima ad arrivare all’ingresso della scuola, al mattino presto: i suoi bambini sono iscritti tutti al prescuola;
  • E’ sempre l’ultima ad arrivare all’uscita da scuola. Sopraggiunge con il fiatone, sbracciandosi per farsi vedere dai propri figli che, così paonazza e sudata, non sempre la riconoscono;
  • Il più delle volte dimentica di firmare gli avvisi sul diario;
  • Ha spesso lo smartphone fra le mani, per organizzare incastri o gestire ritardi o sovrapposizioni di impegni;
  • Non conosce a memoria l’orario provvisorio né definitivo dei suoi bambini. Quando le altre mamme le chiedono: “Hai procurato i 17 turaccioli e le 25 nocciole per l’ora di matematica?”, lei non sa mai cosa rispondere, perché non ha avuto tempo recuperarli ma, soprattutto, non si era ricordata che quel giorno c’era matematica;
  • Difficilmente riesce a concedersi un caffè con le altre mamme. E’ sempre di corsa e quando non è di corsa ha mille altre cose da fare;
  • I suoi bambini hanno le merende meno elaborate rispetto agli altri. Rispetto a coloro che sfoggiano ciambelline fatte in casa o macedonie succulente, i suoi si accontentano di un mandarino da sbucciare o di un pacchetto di grissini;
  • Quando è di ritorno da una trasferta si presenta davanti a scuola con un pacchetto fra le mani, con un sorriso a trentadue denti che subito i suoi figli interpretano nel modo corretto;
  • E’ tempestata continuamente dalle richieste delle insegnanti per l’approvvigionamento di materiale di ogni genere (carta da riciclo, carta da fotocopie, ma anche altri generi di beni di consumo);
  • I suoi bambini non sono mai perfettamente abbigliati: a uno manca il cappello, all’altro i guanti;
  • Arriva all’ingresso della scuola e all’uscita in automobile perché in strada verso/di ritorno dal lavoro;
  • Ha indicato, nella pagina del diario dei recapiti per emergenza, non solo il suo numero di telefono, ma anche quello del marito, dei nonni e di tutti i parenti di primo grado;
  • Dimentica sempre di mettere in cartella il buono mensa e le tocca telefonare a scuola per sincerarsi che le maestre terranno i suoi bimbi a mangiare anche questa volta;
  • E’ l’unica che al lavoro, già il mese di gennaio, piazza la  giornata di ferie il venerdì precedente a Natale, perché sa che ci sarà la recita dei figli;
  • Ha una borsa-valigia in cui ci sta dentro di tutto perché è vero che al mattino presto va a lavorare, ma di ritorno si dedica subito ai suoi figli senza nemmeno tornare a casa. Quindi, in quella borsa c’è proprio di tutto, dal caricabatteria ai pannolini;
  • Si sente in colpa quando constata di essere arrivata per ultima all’uscita da scuola e che i suoi bambini sono rimasti ad aspettarla in compagnia della bidella. Per questo motivo, di ritorno a casa, concede loro pane e Nutella e kg di caramelle;
  • Non vede l’ora di tornare a casa per dedicarsi ai suoi bambini, anche se è stanca, sfiancata, e si è sparata 80 km di strada fra andata e ritorno.

Lo so, lo so, non ne è uscito un gran bell’identikit… Ma sappiate che la Mamma Lavoratrice è una mamma dalle mille risorse che, proprio per gli sbattimenti che la sua essenza comporta, è capace di tenerezze infinite e grandi slanci di affetto. È l’unica mamma che, nonostante prepari la merenda per i suoi figli la sera alle ventitré e spesso ne abbia davvero le palle piene di questa vita frenetica, si ricorda di attaccarci sopra un’ etichetta su cui disegna un cuoricino. E , nel farlo, sorride, perché immagina il sorriso che, l’indomani, brillera’ sul viso dei suoi bimbi.

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