E oggi non parlo di bambini, Le mie storie

Residui d’estate

Con l’inizio di settembre, da sempre ma quest’anno forse ancor di più, diciamo definitivamente addio all’estate ormai trascorsa. Certo, ci sono i fortunatissimi (o forse dovremmo chiamarli più pazienti che fortunati, visto che si sono smazzati il mese di agosto al lavoro) che le vacanze se le dedicano nel mese di settembre, ma per l’italiano… Continue reading Residui d’estate

E oggi non parlo di bambini

Il cartello sconosciuto

Il cartello sconosciuto mi attende nel Salento, in un pomeriggio uggioso e caldissimo. Siamo in viaggio da 15 giorni e abbiamo girovagato per buona parte dell'Italia... Lombardia, Emilia, Toscana, Umbria, Abruzzo, fin giù al tacco dello stivale. Uno dei passatempi durante i viaggi sul nostro vecchio camper è stato quello di capire il significato dei… Continue reading Il cartello sconosciuto

E oggi non parlo di bambini

Vademecum per effettuare una video conference al meglio

La video conference è diventata la nuova frontiera della comunicazione a distanza. Skype la fa da padrona, ma anche WhatsApp, Microsoft Teams e Zoom offrono valide alternative per parlare con più persone e vedersi a distanza. Ci sono delle regole basilari o di buon senso alle quali ci possiamo attenere quando comunichiamo a distanza e… Continue reading Vademecum per effettuare una video conference al meglio

E oggi non parlo di bambini

Italiani che odiano l’italiano

Alcuni italiani odiano l'italiano. Ne ho la prova

E oggi non parlo di bambini, Le mie storie

Questioni di trucco

Sale sul treno trafelata. Si siede di fronte a me. Il suo sguardo è annoiato, stanco. L'espressione è quella tipica dei pendolari che si affidano quotidianamente alle ferrovie italiane. Se anche incontrasse un grizzly sul sedile di fronte al suo probabilmente non farebbe una piega. Ha un colorito smorto. I capelli appiccicosi della frangia sono… Continue reading Questioni di trucco

E oggi non parlo di bambini, Riflessioni semi serie

Tiger, I love you!

Non ricordo esattamente quando sono entrata da Tiger la prima volta, eppure ricordo perfettamente il mio sguardo a palla e quella sensazione di benessere che mi prende quando mi trovo in posti quale la svedese Ikea, l'olandese Hema o l'iberica Ale Hop. Tutti posti che hanno trovato il modo di vendere oggetti originali, colorati, divertenti,… Continue reading Tiger, I love you!

E oggi non parlo di bambini

Ottimamente!

L'altra mattina, con un diavolo per capello e una sensazione di estrema frustrazione dovuta al ritardo cronico con cui ultimamente varco la porta dell'ufficio, al fatto che mi fossi dimenticata il pranzo a casa e a un isterismo da mancata e inspiegabile connessione dati, incontro un collega che non vedevo da davvero molto tempo. Ci… Continue reading Ottimamente!

E oggi non parlo di bambini, Riflessioni semi serie

Tre cose che reputo davvero inumane

Parliamoci chiaro: ci sono cose, al mondo, che sono obiettivamente inumane. La guerra, la schiavitu, la fame, lo sfruttamento dei bambini. Questi si che sono aspetti inumani della nostra umanità. Il cinismo, l'indifferenza, l'odio, la crudeltà. Sono tutte piaghe vergognose per le quali, lo dico senza imbarazzi, il genere umano meriterebbe di estinguersi. Ma quelle… Continue reading Tre cose che reputo davvero inumane

E oggi non parlo di bambini

Occhi che si parlano

Non ricordo quando l'ho vista la prima volta. Ma ricordo che, oltre ai suoi occhi grandi e a una calligrafia fluida e tondeggiante come quelle che piacciono a me, mi aveva colpito la sua espressione dura. Occhi belli, enormi, incredibilmente vivaci, ma fissi, trattenuti da qualcosa, forse, pensai. Boh. Non importava. All'inizio ha prevalso la… Continue reading Occhi che si parlano

E oggi non parlo di bambini, Le mie storie

Come eravamo: esodo estivo anni ’80

… amarcord…

mammagisella

Chi di noi era bambino negli anni ’80 le ricorda bene quelle partenze intelligenti dei primi giorni di agosto…

Per chi, come me, aveva il papà con un’attività in proprio, agosto era il mese delle vacanze: si partiva il primo e si rientrava il 31. A seconda di come cadeva il calendario potevi anticipare di uno o due giorni, ma in linea di massima il mese era completamente dedicato alle vacanze al mare che, nel mio caso, avevano come location la provincia di Salerno.

Partivamo sempre da Milano la mattina, non poi così presto, per arrivare a destinazione la sera. Anche se in realtà il viaggio verso Sud poteva essere davvero infinito a causa delle lunghe code dovute a incidenti o lavori in corso.

Il ricordo di mia mamma e mio papà che caricano le valigie in macchina e sul portapacchi ha un qualcosa di così antico e fantozziano da farmi…

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