Non ditelo a nessuno. Sono sfinita. Arrivo a fine giornata completamente sfatta e senza la minima voglia di muovere un dito. Non so se è il cambio di stagione, il debito di sonno degli ultimi tre anni o chissà cosa, comunque il risultato è uno stato psico fisico davvero precario.

Se ne accorgono persino i bimbi, dolci anime. Ieri Dudi mi ha detto: “Hai la faccia stanca”. Io ho minimizzato, ma l’immagine che lo specchio mi ha rispedito indietro ha confermato senza dubbi quello che lei, sincera, aveva notato.

Così, onde evitare danni da mancata concentrazione o da eccessiva fiacchezza, oggi lascio agli altri le corse sfrenate che in realtà mi indispongono pure quando sono al top. Oggi io procedo con lentezza.

Ebbene sì.

Oggi pocedo con lentezza, hai capito bene. Non spingere, please. Anzi, se vuoi sorpassare fallo pure, mi sono messa apposta nella corsia di destra per non dar fastidio né causare inutili rallentamenti al frenetico rotolio del mattino.

Oggi procedo con lentezza, posso permettermelo, per una volta. E se a Paco o a Chicchi scappa la pipì mentre siamo in macchina, accosto e li faccio scendere. E oltre ad annaffiare il prato ci facciamo pure una bella risata.

Oggi procedo con lentezza. E in stazione mi concedo un caffè. Macchiato, morbido e cremoso. Desidero sorseggiarlo lentamene e assaporarne il gusto fino al centro della lingua. Anche a costo di perdere il treno.

Oggi procedo con lentezza. E chiamo quell’amica che non sento da mesi, perché non c’è mai tempo, perché sono di fretta, perché è tutto una corsa. E chiamo anche mia madre,  io che  mi sveglio all’alba, anche se so che lei sta ancora dormendo e mi smadonnerà dietro, pensando che sia successo qualcosa.

Oggi procedo con lentezza. Chiamo a raduno i bimbi e taglio le unghie piano piano a ognuno di loro. E racconto loro la solita storiella dei cinque cuginetti, snocciolando le dita dal pollice all’indice. E penso che, per fare tutto di fretta, sono mesi che mi perdo la magia di questa storiella e dei loro sorrisi.

Oggi procedo con lentezza. Mescolo piano gli ingredienti di una storia che voglio scrivere da un po’. Poi mi accorgo che ho sbagliato e ricomincio da capo. Così, giusto per il gusto di farlo.

Oggi procedo con lentezza. E dico a Dudi di prendersela comoda, che non casca il mondo se ancora non è capace di allacciarsi bene le scarpe e che per ogni fiocco che lei non sa fare ci sono mille pregi e qualità del suo carattere che mi fanno pensare che un’altra come lei non la troverei nemmeno in capo al mondo.

Oggi procedo con lentezza. Mi fermo a osservare il lavorio delle formiche che stanno occupando casa nostra per capire il profondo mistero del loro pellegrinare. E non voglio cacciarle, voglio solo ammirarle.

Oggi procedo con lentezza. E camminerò a passo lento fino a sera. Osservando gli altri proseguire veloci,. E sorriderò, assaporando il tempo dolce dell’attesa che ormai non ci concediamo più. Poveretti noi.

 

 

Annunci