Leggo con un certo piacere che, nel nostro paese, il bar è ancora oggi luogo di incontro e di scambio di opinioni e informazioni, molto più dei social network. Possibile?

Possibilissimo, mi verrebbe da dire, considerando il numero di bar dislocati sul territorio del paese in cui vivo (13 per 8.000 anime). Il bar rimane ancora il posto in cui le persone si incontrano, scambiano opinioni e si fanno un’idea su quello che succede nel mondo, dalla politica all’attualità, dalle star di Hollywood alla cura dei figli.

I nostri parenti che vivono all’estero lo confermano: non c’è posto al mondo come l’Italia in cui il convivio sia alla base dei rapporti fra le persone. L’italiano è un chiacchierone e un “animale da gruppo” e questo segno distintivo del suo essere lo caratterizza fra mille. Per cui, sì, quello che leggo non mi colpisce per niente: da noi la chiacchiera da bar vince ancora sul dibattito su web, crea opinione, sveglia le coscienze, permette alle informazioni di circolare, mette in relazione le persone fra loro.

E questo mi piace, molto.

Spesso una capatina al bar è illuminante per le mamme che trascorrono il loro tempo quasi ed esclusivamente con i propri pargoli o per chi magari lavora in modalità smart working da casa e ha pochi contatti interpersonali vis a vis. Hai modo di immagazzinare in pochi minuti tante informazioni, notizie, novità su tendenze e mode anche solo stando ad ascoltare.

Ecco un esempio concreto a totale sostegno della tesi sopra esposta.

Mammagisella si reca al suo baretto preferito per trangugiare un caffè macchiato e ricaricarsi un po’. E’ sola e, entrando, tutti le chiedono dove siano i suoi piccoli. Lei racconta che due sono momentaneamente a casa con il papà e una a lezione di danza. Aggiunge che lei in questo periodo è estremamente stanca, sarà il cambio di stagione, e che è uscita per recarsi in biblioteca e restituire dei libri presi in prestito.

Queste poche dichiarazioni permettono uno scambio di opinioni fra i presenti, per lo più mamme e conoscenti, ma anche avventori sconosciuti e signori di mezz’età, che permettono a Mammagisella di incamerare le seguenti informazioni:

  • Contro la fiacchezza, certamente legata al cambio di stagione, dovrebbe assumere del magnesio.Il magnesio è un minerale che aiuta a produrre energia indispensabile per l’organismo. I ritmi frenetici che sosteniamo e lo stress bruciano le nostre riserve di magnesio e ci portano a sviluppare dei segnali specifici di carenza dello stesso quali: stanchezza immotivata, battiti cardiaci irregolari, mal di testa, sbalzi di umore…
  • Le spese sostenute per il corso di danza sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi solo nel caso n cui l’attività sportiva (dei ragazzi dai 5 ai 18 anni) sia praticata presso associazioni sportive che abbiano nella propria denominazione sociale l’espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica
  • Hanno fatto furore, sul web,  40 scatti divertentissimi in cui altrettanti papà vengono beccati mentre si prendono cura (a modo loro) della prole. Insomma: 40 motivi per non lasciare i bambini piccoli a casa da soli con i papà
  • Le biblioteche sono l’ultimo luogo di condivisione democratico e gratuito
    Pensandoci bene, i social network sono piattaforme private, le informazioni che condividiamo sono di proprietà di Facebook, Instagram, Twitter & co. Il sapere condiviso dalle e nelle biblioteche invece è di tutti

Mh… Come input ricevuti, mica male. Alla prima occasione si recherà in farmacia ad acquistare un qualsiasi intruglio a base di magnesio, si informerà poi per la detrazione delle spese del corso di danza di Dudi e andrà a vedere su internet le immagini dei papà degeneri. Pensa, infine, che dedicherà a breve un post romantico-sociologico alle biblioteche come spazio tempo di erudizione e democrazia.

Nei minuti che avanzano è seguito un brainstorming circa le attività commerciali di prossima apertura nei dintorni e il loro impatto sulla viabilità, con conclusione all’unanimità che anche da noi è prevalsa la pianificazione commerciale su quella urbanisico-ambientale. Ci scappa anche, si sa, qualche imprecazione.

Qualche signora azzarda: “C’era proprio bisogno di un altro supermercato?” e il tuttologo di turno spiega la logica della collocazione delle varie attività della grande distribuzione sul territorio.

Bene, la pausa caffè è terminata. Mammagisella saluta e rincasa con una buona dose di informazioni e spunti di riflessione da condividere con altri. L’incognita vera è: “Con quali astuzie il papà sarà riuscito a intrattenere le due belve ?”.

 

 

 

 

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