#adotta1blogger è una rete di blogger, un laboratorio liquido per fare sistema e veicolare informazione, formazione e cultura attraverso la condivisione e la partecipazione attiva. Per contribuire a cambiare le cose, migliorandole… (nonostante Blogger sia una parola davvero troppo grossa per me…. Ne faccio parte). La carissima Paola Chiesa, la fondatrice, propone, a chi lo voglia fare, di contribuire al compleanno della community con un post. 

Sono ancora in tempo?

Ehm… Sì, ok sono le 22.30. Ce la faccio, sì, ok.

Vado.

E’ da questa mattina che mi riprometto di scrivere questo post ma, nell’ordine, il lavoro, il ritardo del treno, il ritiro dei bimbi dal nido, il ritiro della grande da scuola, il pellegrinaggio tutti insieme alla lezione di danza, la capatina al parco, il mantecare un risotto con la salsiccia, l’apparecchiare la tavola e il riassetto completo della casa hanno minato e offuscato il mio intento mattutino.

Al di là di queste piccole peripezie che altro non sono che sfumature di ordinaria e noiosissima quotidianità, ho sentito a un tratto di non riusscire a farcela. Non solo ho letto post bellissimi e inarrivabili, oggi, nella mia comunità (e fra questi cito soltanto la cara  Enigmamma, questo di Avvocatolo e la deliziosa scoperta di Ignoranteconstile), ma, soprattutto, mi è venuto da chiedermi: “Cos’altro posso aggiungere io che oggi non sia stato detto?”.

Ecco, concedetemi un coming out. Faccio parte della community e ne sono davvero orgogliosa. Onorata, anzi. Sono stata adottata tre volte da amici virtuali spettacolari che mi hanno concesso una coccola condividendo tre post a me molto cari (uno semi serio, uno legato all’emancipazione della donna e uno nostalgico sugli anni ’80, che non linko perché il mio intento in questo momento non è di riproporveli…). Ma… Aiuto, non so come dirlo… Sono un membro del gruppo inattivo!!!

(Ecco l’ho detto).

Nonostante siano passati dei mesi dalla mia prima adozione, non ho ancora avuto il coraggio di adottare a mia volta. Eppure ci sono tanti, tantissimi post che ho amato e che mi sono rimasti nel cuore. Il più delle volte sono stata bruciata sul tempo da blogger sicuramente più attivi e performanti di me che mi hanno fregato l’adozione (maledetti loro). Altre volte i blogger del mio cuore mi sono accorta che non hanno un profilo facebook e questa cosa mi ha messo in crisi. Avrei potuto adottarli lo stesso? E loro? Come l’avrebbero presa?

Ecco. Questo è quello che sto pensando da questa mattina: Come in ogni comunità che si rispetti anche  #Adotta1blogger (che, diciamolo, è una comunità virtuale virtuosa!) è popolata da persone attivissime, da altre meno attive, da altre ancora che leggono, assaporano e riflettono standosene un po’ in disparte.

E che, magari, oggi, avrebbero davvero voluto scrivere un post da condividere. Che magari ci hanno pure provato, ma non l’hanno pubblicato. O che hanno pensato che tanto era già stato detto tutto. O che non hanno trovato il tempo per farlo (per poche ore rischiavo di rientrare in questa categoria).O che son stati colti da un attacco di timidezza o dal cosiddetto blocco dello scrittore. O, semplicemente, che hanno preferito leggere, nutrirsi, arricchirsi grazie ai contributi degli altri.

Io voglio dare  voce, con questo post che mi pare, a dire il vero, non avere né capo né coda, a tutti loro. A tutti noi. E dirvi che, in questa comunità, nonostante io non contribuisca granché, mi sento a casa. E anche se non parlo tanto ci sono, eccome se ci sono! Mi sento spesso coccolata. Mi sento interessata a capire, scoprire, approfondire, conoscere mondi e linguaggi che non sono i miei. Mi sento accolta, anche se il mio è un blog davvero minuscolo. E qua dentro ho conosciuto persone davvero, davvero  speciali.

Non pensavo fosse possibile, nel mondo virtuale, condividere tanto. E tutto a titolo gratuito. Scusate se è poco.

Ok, penso che il mio tempo sia scaduto.

Oh, da domani parto con le adozioni, eh???

p.s. Un grazie speciale va alla cara Chiara Bertora, che mi ha trascinata qui dentro.

 

 

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