Avete presente quando ci rechiamo in un qualsiasi ufficio pubblico e ci rivolgono la fatidica domanda: “Data di nascita?”. E’ una domanda alla quale rispondiamo in automatico, come fosse un’informazione che ci hanno fornito insieme al nostro corredo genetico. UNO SEI SETTANTASEI, nel mio caso. E’ una data che mi piace molto, una sequenza di numeri spigolosi e tondeggianti per i quali provo simpatia.

La numerologia mi attira da sempre e, al di là del significato esoterico dei numeri, ognuno dei membri della mia famiglia è nato in un giorno, secondo me, bello.

I miei ragazzi sono nati in Primavera, tutti e tre, in un periodo dell’anno caratterizzato dal clima mite e da giornate tiepide che allietano il cuore. Il 23 maggio Paco e Chicchi e il 5 giugno Dudi.

Fra i loro compleanni, quasi a metà strada, c’è quello di mamma, il primo giugno e, un po’ più in là, l’ultimo della serie ma non troppo distante, quello di papà, il 24 giugno, quasi come a chiudere il cerchio di un incasellarsi continuo di compleanni e candeline. Quasi a proteggerci.

Siamo nati tutti in date, diciamo così, “normali”, ancorché il concetto di normalità sia del tutto arbitrario e piuttosto rischioso perché implica dei preconcetti o pregiudizi pericolosi. Ma andiamo oltre, perché oggi il mio pensiero va a chiunque porti sul proprio documento una data scomoda, non bella, s-f-i-g-a-t-a per intenderci…

Avete presente quei giorni dell’anno, per così dire, un po’ particolari, per ragioni storiche o culturali o, anche, sociologiche? Eccoli, rigorosamente in ordine di sfiga:

La sfiga minore: le due settimane centrali di agosto. Chi è nato in uno di questi giorni è destinato, fin dalla primissima infanzia, a non festeggiare il compleanno perché tutti i suoi amici sono in vacanza: Il più delle volte, a onor del vero, è in vacanza pure lui. Soltanto alcuni genitori benevoli (mi riferisco ai bambini della materna o delle elementari) permettono i festeggiamenti al rientro a scuola, i primi di settembre.

La sfiga storica: l’11 settembre. E’ una new entry degli ultimi 15 anni. A chi non evoca terrore, angoscia, ansia la data dell’11 settembre? Pare impazzi da qualche anno la domanda “Cosa stavi facendo quel giorno quando hai appreso la notizia delle Torri Gemelle?”. Chi è nato l’11 settembre, ormai da qualche anno, non è poi così entusiasta della sua data di nascita ed è costretto a rivivere l’immagine del crollo delle torri in TV a ogni compleanno.

La sfiga nera: il 2 novembre. Poche parole a riguardo: chi può essere felice di compiere gli anni il giorno dedicato alla Commemorazione dei Defunti?

La sfiga della mangiatoia: il 25 dicembre. Il povero tapino che è nato il 25 dicembre oltre a essere costantemente bersagliato da esclamazioni che immaginerete, del tipo: “Oh…  Come Gesù Bambino…”, oppure: “Potevano chiamarti Natalino!”, è  costretto per  tutta la vita, a meno che non incontri persone particolarmente sensibili sul suo cammino, a ricevere un regalo unico. Sia per Natale, sia per il compleanno.

La sfiga delle sfighe: il 29 febbraio. Se non abbiamo commentato lo stato d’animo di chi compie gli anni il giorno dei morti, perché proferir parola a riguardo dei poveretti che festeggiano il compleanno una volta ogni quattro anni? Al di là delle facili battute della gente (che posso soltanto immaginare) immagino la frustrazione nel non trovare il proprio giorno di nascita sul calendario se non ogni tanto… Insomma, una data che, il più delle volte, non esiste…

Che amarezza…

E a voi piace la vostra data di nascita?

 

 

 

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