Una volta i mercatini di Natale erano quelli dell’Alto Adige: Bolzano, Merano, Bressanone al massimo.
Organizzavi la gita ai mercatini con un mese di anticipo, normalmente per il ponte dell’Immacolata, né  troppo a ridosso del Natale, ma nemmeno un mese prima, perché  l’atmosfera doveva essere proprio quella li e se alla fine  fioccava pure  il gioco era fatto.

Passavi 4 ore in macchina in autostrada, sosta in autogrill inclusa, 2 ore in coda per accedere alla ridente località  (perché non eri mica l’unico ad aver fatto questa pensata, eh?) e arrivavi giusto in tempo per berti un bicchiere di vin brulé, acquistare due cianfrusaglie e una fetta di strudel a una delle bancarelle e scappare via, perché al  ritorno ti aspettava la stessa trafila di coda, sosta, coda dell’andata.

Quando eri di nuovo a casa, la sera, con le labbra screpolate per il freddo e il naso gocciolante, pensavi che era stata davvero una sfacchinata ma che ne era valsa la pena. Questa gita aveva il fascino dell’esotismo. I mercatini erano una scusa banale per andare via, prenderti del tempo per te e respirare un po’ di sana atmosfera natalizia

Oggi i mercatini sono ad ogni angolo Non più  in montagna, in paesini caratteristici dai prati innevati. I mercatini di Natale sono ovunque, persino a Lurago d’Erba e al Carrefour di Assago. E, soprattutto, dei mercatini di Natale  è  cambiata la connotazione temporale: non più  a partire dal ponte dell’Immacolata,  ma da novembre inoltrato in poi.

Una sola cosa non è  cambiata dei mercatini natalizi: l’inutilità  degli oggetti acquistati.

Ecco una sommaria classifica degli oggetti inutili che non riuscirai a non acquistare ai mercatini di Natale:

  • la pallina trasparente decorata con la tecnica del decoupage. Vuoi non resistere alla tentazione di regalarne una a tua zia o al tuo collega di scrivania? Chi la riceve, di solito, la aggancia all’albero di Natale anche se non è  in tinta con le altre decorazioni;
  • la candela profumata. L’essenza è  talmente intensa e il prezzo così invitante che di solito ne compri almeno tre e, se sei furbo, chiedi pure lo sconto;
  • la formina da biscotto a forma di renna. Non importa se non hai mai fatto un biscotto in vita tua. Arriverà  il momento in cui ti collegherai al sito di Giallo Zafferano per scaricare la ricetta per i biscotti allo zenzero;
  • la tovaglia plastificata a sfondo rosso con immagini stampate di vischio e bacche. Credo che ogni commento in merito sia superfluo;
  • la sciarpa di flanella o la pashmina. Ai mercatini di Natale questo articolo  la fa da padrona. La sciarpa la compri sempre, ogni anno, a prescindere dalla persona a cui la regalerai;
  • la tazza con soggetto natalizio. Tutti odiano questo genere di tazza perché  la puoi usare quel mese soltanto e il giorno dell’Epifania, mentre smadonni nel sistemare tutte le cianfrusaglie natalizie negli scatoloni, ti devi ricordare di riporvi dentro anche quella;
  • il grembiule a tema natalizio. Credetemi, non c’è nulla di più triste da acquistare per Natale (sempre che non lo acquistiate per voi!). La persona che riceverà questo regalo vi maledirà per tutta la vita e cercherà di riciclarlo appena possibile (cioè l’anno prossimo). A meno che voi, menti perverse, non abbiate fatto ricamare sopra anche il nome di battesimo della persona in questione;
  • l’angioletto di terracotta. Chi non l’ha acquistato almeno una volta? Normalmente, già durante il viaggio di ritorno dal mercatino, l’angioletto si rompe in mille pezzi;
  • la stella di Natale (intendo la pianta). Solitamente si tratta di un ramo senza radici conficcato nella terra di un vaso di terracotta. Tu non lo sai, ma morirà dopo circa sette giorni (e potrai immaginare il perché);
  • il carillon. Di solito è un abete addobbato che gira su sé stesso sulle note di una canzone natalizia. Questa musica si può sopportare soltanto fino al 26 di dicembre. I bambini ambiscono a prenderlo fra le mani per capire da dove esce quella musichetta. Le mamme lo collocano sulla mensola più alta della cucina e ogni anno, riponendolo nella scatola il giorno dell’Epifania, ringraziano il cielo che il bambino non l’abbia distrutto;
  • la palla di vetro con neve. Capovolgendola, la neve si muove in un vortice impazzito. Collocandola su un piano, la neve cade giù. Fin da bambina l’oggetto mi ha affascinato, ma oggi mi auguro di non riceverla perché uno dei miei bambini potrebbe usarla come bomba a mano.

Buoni Mercatini di Natale a tutti!!!

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