E oggi non parlo di bambini, Le mie storie

Residui d’estate

Con l’inizio di settembre, da sempre ma quest’anno forse ancor di più, diciamo definitivamente addio all’estate ormai trascorsa.

Certo, ci sono i fortunatissimi (o forse dovremmo chiamarli più pazienti che fortunati, visto che si sono smazzati il mese di agosto al lavoro) che le vacanze se le dedicano nel mese di settembre, ma per l’italiano medio, ancora ancorato al concetto di anno nuovo legato all’inizio dell’anno scolastico, settembre è il mese della ripartenza.

Quello che da sempre mi rende questo periodo dell’anno gradito ma malinconico allo stesso tempo sono i residui dell’estate, segni inequivocabili e riconoscibili che teniamo addosso come tracce indelebili dell’estate trascorsa dalla quale stentiamo ad allontanarci.

L’abbronzatura. Che sia abbronzatura da mare o da montagna (quella che lascia intravedere il segno della canotta e degli scarponcini) ce la portiamo addosso ancora per un po’, nell’attesa che le docce e i lunghi bagni autunnali facciano il loro corso. Alcune, grazie all’incarnato baciato dal sole, riescono a rinunciare a blush e fondotinta fino a ottobre. Mitiche!

I braccialetti. Non capita anche a voi di tenere al polso il braccialetto dell’ultimo campeggio o villaggio visitato? Un po’ come a dire: “Voglio prolungare il ricordo di quei giorni spensierati!”. E così ci capita di vedere, alla cassa del supermercato, omoni vestiti di tutto punto e incravattati, con i braccialetti fluo dell’estate trascorsa che escono dai polsini della giacca. Terribile.

L’infradito di gomma. Per molti è difficile abbandonarla. Alcuni corrono a comprarne persino di nuove, al rientro, per continuare a indossarle finché il freddo non le farà collocare definitivamente in cantina o in soffitta. Malinconico.

La treccina estiva. Simbolo inequivocabile dell’estate trascorsa al mare è lei, la treccina estiva, quella che una volta sfoggiavi al rientro da villaggi da sogno ai tropici, ma che oggi ti fanno tranquillamente su qualsiasi spiaggia della Romagna!

La camicia hawaiana e i bermuda floreali. Si sa, in estate tutto è concesso, anche un look più informale e decisamente più colorato. Prima di gettarci nel mood monotono e monocromatico autunnale, l’outfit estivo colorato e scanzonato ci è concesso ancora un po’.

Qualcuno definisce quelli che io chiamo “residui d’estate” segni o segnali riconducibili alla cosiddetta Sindrome da Attaccamento Compulsivo alle Vacanze Estive. Può darsi, ma, in fondo, che male c’è?

CLOSIN’

Cominceranno le scuole (si spera!), torneremo al lavoro, arriveranno le prime piogge… E allora, pian piano, diremo addio anche a questi dolcissimi, patetici, nostalgici residui.

Fino alla prossima estate.

3 pensieri su “Residui d’estate”

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