Ho lavato le cartelle

“Brava!” diranno i più.

“E non l’avevi ancora fatto?” diranno gli igienisti.

“Ehmbè?” risponderanno gli altri.

Visto che la cosa si fa lunga, ho pensato di svuotare le cartelle e di sistemare libri e quaderni di scuola nei cassetti in cameretta. Non mi ero accorta che possedessero così tante cose (sarà che vederle accumulate tutte insieme le fa sembrare davvero una montagna!).

Ho pensato che non c’era motivo di tenere le cartelle in giro, la casa è minuscola e occorre avere spazio, soprattutto adesso che siamo costretti a questa convivenza forzata 24h/7. Ho staccato i carrellini e svuotato bene tutte le tasche prima di gettarle in lavatrice.

Ho scoperto che Chicchi teneva tutti i minuscoli pezzi di gomma per cancellare nel taschino superiore, assieme a un mucchio di bigliettini ricevuti dalle sue amichette. Erano stipati tutti insieme, come piccole reliquie. Nella tasca di sotto, una mela rossa (credo un residuo di merenda, boh) e tanti monconcini di pastelli colorati, forse quelli che pian piano si consumavano e non aveva il coraggio di buttare. E poi, sempre nella tasca inferiore, una bussola. Sì, una bussola. Una minuscola bussola che non so neanche da che parte sia sbucata fuori. E chissà come, aveva deciso di mettersela in cartella… Ho pensato che era stato il suo piccolo segreto per orientarsi fra i misteri e i vicoli bui della prima elementare.

Ho scoperto che Seba temperava le matite colorate direttamente nella tasca inferiore della cartella, ma non mi sono incazzata come avrei fatto di solito. Ho sorriso e scosso la testa. Ho scoperto che disegnava (chissà, forse durante l’intervallo) e piegava i suoi fogli più e più volte fino a renderli dei piccoli pacchettini che ficcava nel taschino. Ad aprirli bene si notano teschi, robottini stilizzati e, maledetto lui, tentativi di scrittura di parolacce (per questo devo redarguire il mio consorte, che dà il cattivo esempio in famiglia). Ho trovato, infine, la borraccia ancora piena di acqua, certo non ha pensato di svuotarla, contava di tornare presto a scuola.

La cartella di Dudi non l’ho potuta sistemare, è una ragazzina ormai, ma so che tiene anche lei nelle tasche i bigliettini che si scambia con le amiche e spero anche quelli che ogni tanto le ficco io di nascosto nell’astuccio. Siamo solite scambiarci pensieri sdolcinati. Finché dura…

Ho svolto queste operazioni di nascosto, lentamente, pensando che il #coronavirus mi regalava il tempo necessario per dedicarmi al riordino, a una cosa che probabilmente avrei continuato a rimandare, magari fino alla fine dell’anno scolastico (e chissà quella mela a fine anno!). Ho assaporato questo momento di scoperta come mai avrei fatto in un pomeriggio qualsiasi, di quelli in cui corri da una parte all’altra, accompagni i bimbi in palestra, in piscina o al parchetto, per rincasare in fretta e metterti ai fornelli in una corsa continua.

Ho pensato che era un regalo prezioso quello di scoprire che i bambini avevano scelto di custodire segretamente delle cose per loro importanti nella loro cartella. Mi sono anche chiesta che cosa avrei conservato io nella mia. Mi sono seduta sul bordo della vasca e ho rigirato fra le mani quella piccola bussola, pensando che forse dovremmo tenerne tutti una fra le nostre cose, per tentare di orientarci, per trovare la giusta via.


9 risposte a "Ho lavato le cartelle"

  1. encomiabile il riordino, però io immagino la faccia dei tuoi figli, non credo siano stati contenti di veder svelati i loro tanti piccoli segreti, le innocenti manie,gli oggetti-talismano (tenerissima la bussola).
    la cartella, per loro, è un luogo sacro.
    🙂
    ml

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  2. Bella metafora per descrivere l’assurdità di un momento che ci tiene in bilico e che, anche, ci cambierà per sempre. perchè, come dici tu, cara Gi, già un po’ ci sta cambiando. parlo elle piccole cose. Dei dettagli, Delle bussole delle nostre esistenze. Grazie per il bel racconto.
    P

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