Lo SmartWorking ai tempi del Coronavirus

Non si è mai parlato tanto di SmartWorking come nell’ultimo periodo. Persino mia madre, che non è mai riuscita a pronunciare questa parola, è tutta uno SmartWorking di qua e SmartWorking di là. La potenza dei media…

Sono fortunata, lavoro in un’azienda in cui già da tempo questa modalità di lavoro è consolidata. Ma, diciamocelo chiaramente, ai tempi del Coronavirus anche la modalità di SmartWorking è cambiata, innanzitutto perché qui si tratta di SmartWorking prolungato (mica uno o due giorni a settimana) e poi a casa insieme a te ci sono gli altri componenti della famiglia.

Se hai un consorte, un compagno o una compagna adulti, basterà mettersi in due stanze diverse per non darsi fastidio. Ma se hai dei figli non proprio grandicelli al punto di capire che devono dare il meno fastidio possibile, come ti puoi organizzare per evitare la crisi di famiglia?

Ecco quello che sto sperimentando personalmente in questi giorni  (mi riferisco a bambini al di sopra dei 4 anni di età):

– I bambini devono capire che è importante che mamma e papà si concentrino nel proprio lavoro e che questo non significa che  non hanno voglia di stare con loro, bensì che devono dedicarsi ai propri impegni proprio come se fossero in ufficio.

– I bambini vanno indirizzati: a inizio mattina, predisporre un planning dettagliato almeno fino all’ora di pranzo, che preveda attività di vario genere a intervalli approssimativamente di mezz’ora/un’ora ciascuna (qualche esempio di attività: ginnastica, corpo libero, acquerelli, disegno la mia famiglia, leggo un libro, scrivo un racconto, compongo.un puzzle, costruisco la mia casa …)

– I bambini vanno responsabilizzati: devono sapere che se i genitori riescono a lavorare decentemente è anche merito loro, perché loro sanno organizzarsi bene e comportarsi da bravi ragazzi.

– I bambini vanno gratificati: a ogni cambio attività bisogna dire loro se hanno fatto bene (e hanno fatto bene, altrimenti gli altri punti elenco potrebbero subire dei cambiamenti, eheheh…).

– I bambini vanno tenuti buoni con del cibo: quando subentra la noia o il calo di attenzione, tipo a metà mattina, bisogna prevedere una pausa (di solito la pausa merenda la metto già nel planning). Più la pausa è golosa, più loro riprenderanno volentieri le loro attività dopo la pausa. Quindi, via libera a un dolcetto o a uno snack, anche se a casa nostra questo è il momento della macedonia (certo, con parecchio zucchero!).

– I bambini vanno addestrati: bisogna insegnare loro che quando avvertono quel trillo di telefono un po’ metallico, è il segnale che una call è in arrivo. A quel punto mamma e papà dovranno parlare con altre persone e loro rimanere in perfetto silenzio. In questo caso lo sguardo perentorio con occhi iniettati di sangue dei genitori che si chiudono a chiave della stanza dove è collocato il pc, può aiutare.

– I bambini devono svolgere le loro attività in un’altra stanza, fatto salvo per quei lavoretti che richiedono concentrazione e mutismo assoluto (penso al disegno libero, alle operazioni di matematica o alla lettura).

– I bambini devono sapere che, anche se mamma e papà stanno lavorando in un’altra stanza, sono lì con loro e per le emergenze possono essere disturbati (per la serie: non aspettiamo che bruci la casa prima di avvertire mamma e papà).

– I bambini non devono azzardarsi mai a scambiare gli strumenti di lavoro di mamma e papà per giochi o aggeggi a loro disposizione (ne va la configurazione dello schermo o -peggio ancora- la reputazione del lavoratore per mail inviate erroneamente o audio improponibili con voci infantili. Panico!).

– I bambini devono avere la sensazione di essere componenti di una squadra coesa, dove ognuno fa del suo meglio per resistere a questo isolamento forzato. Poco conta se la mamma abbia da giorni quel mollettone in testa, il papà prepari risotto al parmigiano da lunedì a pranzo e le insegnanti stiano meditando di assegnare dei compiti tramite registro elettronico. 

– Infine, i bambini devono sapere che il primo dei due genitori che terminerà i suoi impegni si dedicherà a loro. E in quel momento, stop a telefonate di lavoro, mail e conference call.

Ecco, questo è per me il vademecum minimo per resistere allo SmartWorking prolungato con family al completo.

Certo, siamo solo a giovedì…

Certo, il part time di uno dei due può aiutare, perché per buona parte del pomeriggio i bambini potranno uscire di casa e dire stop al plannig di cui sopra!

Ah, dimenticavo… Sarebbe meglio che i bambini non sapessero dell’esistenza della webcam sul pc di mamma e papà. Eventualmente munirsi di cover per webcam… Non si sa mai!!!


7 risposte a "Lo SmartWorking ai tempi del Coronavirus"

  1. Grande Gisy! Noi corrispondiamo esattamente alla tua descrizione, domani seguirò il tuo suggerimento del pianificare le attività di Jacopo durante la mattinata 😉 E speriamo che lunedì ricominci la scuola perché i bambini ne hanno bisogno assoluto! Un abbraccio 😘

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  2. Mi associo a Lorena … è sempre bello leggere il tuo blog … strappa un sorriso e la testa annuisce mentre legge! Avanti tutta con lo Smartworking! 💪

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  3. È sempre un piacere leggere il tuo blog😊Noi oggi ci siamo inventati il pranzo con pic nic in giardino. Fortunatamente i ragazzi più grandi dormono per buona parte della mattinata…mentre il piccolino è subito in pista e, come dici tu, occorre un planning per combattere la noia. Ci aggiorniamo a settimana prossima di Smart working 😅

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