Dimmi come pronunci la parola ROBOT e ti dirò chi sei

Certe volte, ormai lo sapete, mi sento in difficoltà quando parlo con i ragazzi, un po’ come quando mia mamma negli anni ’80 pronunciava le parole sofà, paltò o perdindirindina e mio fratello e io ridevamo additandola come se fosse una tardona.

Ci sono parole oggi andate in disuso, o perché quell’oggetto non esiste più (penso al gettone telefonico, alla macchina da scrivere o al portabollo) oppure perché soppiantate da termini stranieri (ne abbiamo già parlato, basti pensare alle parole leggins, glitter o sneackers). Se solo mi azzardo a pronunciare il termine superato i ragazzi sghignazzano (e non poco).

C’è, però, un termine che sfugge alle logiche di cui sopra, ma che, se pronunciato con l’accento messo da una parte piuttosto che dall’altra vi catapulterà immediatamente nell’insieme delle babbione (o dei babbioni) oppure, viceversa, dei moderni.

ROBOT

Se lo pronuncerete come si scrive sarete al top. Degli autentici fighi. Se lo pronuncerete con l’accento sulla o finale (alla francese, per capirci) sarete definiti out, babbioni, tardoni.

Per noi cresciuti a pane e Gig Robot D’Acciaio è una vera mazzata. I giovani non dicono robò bensì robot. E ti correggono pure.

E qui ho detto tutto.


8 risposte a "Dimmi come pronunci la parola ROBOT e ti dirò chi sei"

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