Stereotipi di genere duri a morire

Hai voglia a rinforzare continuamente concetti quali la parità di genere, il fatto che le donne siano emancipate, che possano svolgere lavori e sport considerati maschili, che non siano più relegate a spazi di genere quali il focolare e la cucina.

Sebbene a livello globale ci siano stati progressi in termini di parità di genere e di lotta alla discriminazione, siamo ancora ben lontani dall’aver respinto tutte le forme di disuguaglianza uomo – donna. Una sbagliata cultura è ancora profondamente radicata con preconcetti e stereotipi difficili da estirpare.

Lo dimostrano i disegni e le percezioni dei nostri bambini. Bambini che sono abituati a vedere le loro mamme uscire con le amiche, organizzare viaggi e feste, prendersi una pausa, lavorare al computer, dipingere le pareti di casa e cambiare una lampadina.

Durante il progetto Impari a scuola che si è tenuto l’anno scorso, Seba e Chicchi – 5 anni – hanno rappresentato senza esitazione mamma e papà disegnando lei con la scopa o lo straccio in mano e lui stravaccato davanti alla tv.

Non so quanto siano stati condizionati nelle loro rappresentazioni dai rispettivi compagni di classe o dai discorsi che hanno preceduto il momento dei disegni, anche perché nella realtà io non sono una fissata con le pulizie e tantomeno il loro padre un videodipendente…

Sono onesta, avrei preferito il ritratto del papà impegnato a suonare la chitarra e della mamma stravaccata sul divano (che poi sono immagini molto verosimili).

Comunque, è andata così.

Quest’anno, scuola e compagni diversi, di nuovo rimango basita dai disegni che hanno fatto i bimbi in risposta alla domanda: cosa fanno papà e mamma mentre siete a scuola?

Ordunque, fatemi tirare un bel sospiro per avere il coraggio di dirlo… Chicchi ha disegnato il papà che costruisce un muro (“Ho detto che fa il muratore perché non sapevo come disegnare un computer” – ci sta), ma la mamma è di nuovo illustrata con la scopa in mano (ancora???).

Nessun segno di chitarre, libri, computer, penne, agende. Nessun segno delle nostre passioni e dei lavori effettivi che svolgiamo (sarebbero bastati 2 pc, in effetti).

Sono onesta. Con una certa preoccupazione e senza chiederglielo sono andata a cercare la stessa pagina del quaderno di Seba.

Qui ci trovo un papà alle prese con un computer (per fortuna) e una mamma che ha una padella nera in mano con appiccicato un inequivocabile uovo (cosa che mi fa pensare che anche loro sanno che non uso le padelle antiaderenti!).

Sono avvilita. Per i miei bambini sono ancora e sempre quella che pulisce e cucina. Poco importa che mi vedano andare a correre al mattino presto, guidare per poi schizzare a prendere il treno che mi condurrà al lavoro, scrivere al pc, o prendere costantemente appunti su un taccuino.

Quando chiedo spiegazioni a Seba lui mi guarda preoccupato. Credo imputi il mio dissenso a quell’uovo appiccicato alla padella. “Mamma, non è un uovo, è una frittella!”.

Sorride (pensa che io sia più contenta a cucinare frittelle che non uova…). Sorrido anch’io (preferirei anch’io cucinare frittelle se queste facessero bene alla salute…). Ma di un sorriso dolce amaro…

 


8 risposte a "Stereotipi di genere duri a morire"

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