Il blog è morto

Dudi: Mamma, da quanto tempo hai il blog?

Io: Mh… Dal 2014

Dudi: E quante volte alla settimana scrivi sul blog?

Io: Mh… Non scrivo ogni settimana, ma all’incirca ogni 15 giorni, più o meno. Ci sono mesi che scrivo di più, mesi che scrivo di meno.

A questo punto Dudi esce dal bagno e mi lascia con i miei pensieri.

Uno dei motivi che mi ha spinta – anni fa – ad aprire un blog, è stata la passione per la scrittura. All’inizio erano post semplici, sempre a tema “mammesco”. Solo dopo mi sono accorta che il blog era un’ottima palestra sia per ritagliarmi del tempo per me sia per migliorare la qualità della mia scrittura. Ho quindi cambiato prospettiva, ho iniziato a raccontare anche delle piccole storie.

Non scrivo soltanto per avere visite e like sui social. Studio e mi impegno costantemente e questo mi serve per il mio lavoro e per stare bene con me stessa. Perché chi ha un blog deve sapere scrivere bene e avere sempre qualcosa di nuovo da dire.

Detto questo, anche se non me l’hai chiesto, bimba mia, io spero che ti appassionerai alla scrittura, perché parlare e scrivere bene è un obiettivo di per sé nobile. Per me la soddisfazione più grande è quando magari vado a bermi un caffè e un perfetto insospettabile mi dice che ha letto un post e quello che ne pensa. Oppure quando un collega mi ferma in corridoio per commentare qualcosa che ho scritto (qualche collega donna mi dice anche che i miei post la fanno piangere, spero nel senso buono del termine!). O rivedere, magari dopo tanti anni, un vecchio amico che mi dice che mi segue dalla pagina Facebook e io questo proprio non me l’aspettavo (non so se si tratta di sindrome dello strofinaccio, cit. Roberta Marasco, ma penso sempre che gli uomini non mi leggano…).

E anche se dico sempre che il blog è morto, perché il blog richiede tempo, qualità, studio e dedizione da parte di chi scrive, ma anche tempo, attenzione e curiosità del lettore in un’epoca infausta come la nostra, a me scrivere sul blog piace sempre ed è per questo che – anche se questo è un blog minuscolo e che parla di piccole cose – io lo tratto come un gioiello prezioso.

Buon 2020, quindi, mammagisella – il blog delle piccole cose, anche se il titolo di questo post non è, certo, di buon auspicio.

E a te, Dudi, auguro di scovare presto, magari nel luogo più recondito e insospettabile, il tuo piccolo o grande gioiello prezioso.


13 risposte a "Il blog è morto"

  1. Condivido il pensiero del blog.. è importante poter sentirsi se stessi in questo spazio dedicato alla nostra essenza interiore ma, è altrettanto importante e costruttivo, trovare altri blog stimolanti con cui confrontarsi e leggere le varie esperienze di vita. 😊

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  2. Il blog lo devi tenere come diario di viaggio. Perché racconti a te stessa le piccole grandi conquiste che fai. Ti serve per ricordarti chi sei. Se fai così il blog non morirà mai. Può essere condiviso o più o meno visitato ma se la premessa sei “tu” , sarai tu a decidere quando terminare l’esperienza. Un canale Youtube o realizzare un disco è la stessa cosa. Tutto dipende dal perché lo fai e dal valore che dai alla “testimonianza”. [tuo marito] ✌

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  3. Io sono più prosaico. Per me il blog è uno scatolone dove ripongo quello che mi passa per la testa. Scrigno prezioso? Obiettivamente penso di no, però un divertimento che fa bene alla mente sì. In po’ come la Settimana Enigmistica d’estate! 🤣

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    1. Gioiello prezioso in senso figurato. Tutto ciò che ti permette di esprimerti e appassionarti per me è un gioiello prezioso….😘 sulla settimana enigmistica sfondi una porta aperta….

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