Non urlare

Dicono di non urlare con i bambini.

Non urlare, mantieni la calma.

Ok.

Va bene.

Alle 8 del mattino va bene.

Alle ore 16, quando li ritiri da scuola… va bene.

Dicono di seguire la regola delle tre C.

Calma.

Coerenza.

Costruttività.

Va bene, vada per le tre C.

Erano belli i tempi in cui la mia vicina di casa affermava: “Non l’ho mai sentita urlare una volta con i bambini la Gisella”.

Una volta si che ero Calma. Ero Coerente con i miei studi di Scienze dell’Educazione. Ero Costruttiva.

Conoscevo perfettamente gli effetti della violenza verbale. I traumi che può causare, le frustrazioni che può suscitare.

Sulle urla, il pedagogista Daniele Novara ci ha scritto perfino un libro, “Urlare non serve a nulla” (BUR, 2014). Sintetizzando al massimo, il suo pensiero è questo: i nostri ragazzi non hanno bisogno di adulti urlanti, ma di adulti forti, fermi, che diano regole.

Ma, ditemi voi: questo viso angelico come fa a non trasformarsi nella più fedele riproduzione dell’Urlo di Munch quando, all’ora della buonanotte, proprio in quel momento in cui dovrebbe essere una mamma amorevole e ammirevole, trova un’intera scatola di glitter mischiata a mezzo barattolo di colla vinilica colante nell’abitacolo di una camionetta giocattolo incollata irreversibilmente al tappeto della cameretta?

Le uniche parole con la C che mi vengono in mente non sono belle e non sarebbe corretto scriverle qui, visto che i bimbi ormai leggono il blog.


2 risposte a "Non urlare"

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