Dannate etichette!

Tempo fa ho espresso la mia contrarietà all’uso delle penne cancellabili a scuola.

Sia messo agli atti che mi oppongo con altrettanta determinazione (anche se poi, ogni anno, vengo attanagliata dai sensi di colpa e mi allineo come gli altri) all’usanza di etichettare il materiale scolastico.

Penne, matite, gomme, cartelline, quaderni, righelli, astucci, pastelli, compassi, regoli, colle. Tutto. Tutto deve essere etichettato.

Si raccomanda di etichettare tutto il materiale scolastico. É la frase che campeggia sui primi avvisi scuola-famiglia.

Non sarebbe meglio insegnare agli alunni a prendersi cura delle proprie cose?

“Ma sei impazzita?”, mi redarguisce la mia amica che fa la maestra, come se avessi bestemmiato. “A fine giornata le bidelle raccolgono decine di matite, gomme e penne da terra. Come fai a sapere di chi sono?”.

Un bambino non si accorge che le cose gli cadono a terra? Cade una cosa. La raccolgo. Può capitare di perdene una, ma non decine!

Bah.

Mi convinco che allora sia giusto etichettare.

Mi dedico all’attività durante la notte. Ore e ore a incollare, tagliare, controllare.

Sulle etichette non basta segnate il nome. Preferibilmente va indicata anche l’iniziale del cognome. I genitori che hanno scelto nomi poco comuni sono avvantaggiati (possono omettere l’iniziale del cognome).

I piu sfigati sono quelli che hanno chiamato i figli con nomi chilometrici (ehm..). La grandezza del nome sull’etichetta è inversamente proporzionale alla lunghezza del nome di battesimo. Più il nome è lungo piu la scritta è piccola, tanto che alla fine nemmeno i bambini stessi riusciranno a leggere che cosa c’è scritto!

Chiunque a questo punto potrà controbattere: “Cosa sarà mai mettere qualche etichetta qua e là?”. Ecco, è qui che ci si sbaglia. Un astuccio attrezzato contiene diciotto matite colorate e diciotto pennarelli. Più tutto il resto. Sommiamo poi il materiale in aggiunta e libri e quaderni. Il conto è presto fatto. E se i bambini sono due, tre, quattro? Pietà!

Poi.

Le etichette dureranno tutto l’anno? No! Il supplizio dell’etichettatura andrà effettuato più volte durante l’anno.

Quindi consiglio di predisporre numerose etichette in aggiunta fin da subito.

Che tu le produca a mano, da tipografia o da un sito internet non commettere l’errore di ragionare in difetto. Preparane almeno il doppio di quelle che ti servono!

Le etichette resisteranno a lungo sul materiale di cui sopra? No! I più arguti oltre all’etichetta ci passano sopra almeno mezzo metro di nastro adesivo per fissarla meglio. Alle volte il pastello in questione diventa una specie di hot dog.

Le etichette serviranno ai bambini ad avere più cura delle proprie cose? No! Perche sapranno che anche se perderanno le cose qualcuno.gliele riporterà (si spera).

Le etichette faranno si che le bidelle trovino meno oggetti in terra a fine giornata? No. Troveranno sempre decine di penne e matite e smadonneranno come sempre.

Dopo tutte queste sfilze di No io mi chiedo: non sarebbe meglio insegnare ai bambini ad aver cura delle proprie cose? A non fidarsi dell’etichetta per capire di chi è quella penna? A non delegare a maestre e bidelle l’odioso compito della raccolta da terra dei propri oggetti?

CLOSING

Ho incontrato una mamma a pochi giorni dall’inizio della prima elementare della sua bimba che mi ha confessato di non essersi ancora dedicata all’attività di etichettatura. Credo ignori il carico di lavoro (ci sono genitori che si portano avanti già dal mese di luglio). Il suo sguardo era un misto di senso di colpa e di orrore.

Io la capisco perfettamente.

Io non la invidio (ho già provveduto al rientro dalle vacanze).


4 risposte a "Dannate etichette!"

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