Le ultime prime volte

Le prime volte emozionano, incantano, mettono alla prova e, il più delle volte, anche i brividi.

Il primo giorno di scuola, la prima pagella, il primo bacio, la prima vacanza da soli, il primo esame, la prima casa, il primo giorno di lavoro… Chi non se le ricorda? Quante emozioni in queste prime volte che constato, con un certo sollievo ma anche con un pizzico di malinconia, di aver già vissuto a pieno.

E le ultime volte?

L’ultimo bacio (mia amata bambina – cit.), l’ultimo esame, l’ultimo giorno di scuola, l’ultimo abbraccio, l’ultima settimana di vacanza. A differenza delle prime volte, le ultime volte non sempre si presentano per quello che sono. Alle volte purtroppo te ne accorgi dopo – o tardi – che quei vissuti erano, in realtà, delle ultime volte. E mentre le vivevi, ahimè, non lo sapevi. Quasi sempre le ultime volte lasciano l’amaro in bocca. Alle volte pensi che avresti potuto prepararti meglio se lo avessi saputo prima. Vabbè.

E le ultime prime volte?

Per questioni squisitamente anagrafiche normalmente le ultime prime volte si vivono assieme alla comparsa dei primi capelli bianchi. Sono quelle prime volte che ti si palesano davanti agli occhi e tu ti accorgi che – molto probabilmente – nella tua vita non ne registrerai più.

Spesso non riguardano te, ma le persone che ti stanno intorno. A me capita con i bambini, che cominciano a diventare grandi. Non sono più quegli abbozzi di personcine che erano fino a qualche tempo fa. Sono dei “bambini veri”, con le loro preferenze e i loro caratteri ben definiti.

Quest’anno, grazie a loro, ho vissuto diverse ultime prime volte. Le vivo intensamente, con emozione, ma anche con malinconia e con un sorriso che non è esattamente di entusiasmo, ma che si confonde con la commozione e il senso dell’inevitabile passare del tempo.

Faccio un esempio.

In questi giorni Chicchi ha imparato ad andare in bicicletta senza rotelle. Dudi l’ha già fatto da anni e Seba qualche settimana fa. Lei era l’ultima della famiglia che mancava. C’è qualcosa di dolce e fatale nelle prime pedalate. Fino a un minuto prima non sapevamo andare in bicicletta e dopo pochi istanti voliamo liberi e incredibilmente sciolti e lo sapremo fare per tutta la vita. Quando Chicchi si è staccata ho provato quel preciso sentimento di magia e dolcezza, ma ho anche pensato che quella era l’ultima volta che assistevo alla prima pedalata in autonomia di uno dei miei bimbi.

Perché non ce ne saranno più.

Ho pensato che da quel momento tutti noi eravamo in grado di cavalcare una bici. Ho sorriso, mi sono commossa. Sto invecchiando, senza dubbio.

Fra pochi giorni mi attenderà l’ultimo primo giorno di scuola di Seba e Chicchi.

Dopodiché, di prime volte di questo genere non ne vivrò più.

Mi attenderà anche l’ultimo primo giorno di Dudi alla scuola elementare (l’anno prossimo sarà alle medie).

A luglio ho chiuso con la scuola dell’infanzia, dove ho assistito agli ultimi primi inserimenti, alle ultime prime gite, agli ultimi primi pianti convulsi mentre andavo via (di questi ultimi credo se ne ricordano anche tutti i vicini del circondario).

Ecco, questo penso in questi giorni. Ci sono e ci saranno tante prime volte ancora e altrettante – se non di più – ultime volte.

Ma una cosa è certa: così tante ultime prime volte, mai come quest’anno ne ho vissute.


8 risposte a "Le ultime prime volte"

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