A noi bambini degli anni ’80 piacevano le uova

A noi bambini degli anni ’80 piacevano le uova.

Le uova di Pasqua intendo. Oltre a quelle caramellate fuori e con cioccolato fondente dentro che si potevano acquistare in panetteria, c’era il classico uovo di Pasqua avvolto in carta colorata che notoriamente era di due tipi: al latte o fondente.

Il mondo di noi bambini si divideva fra chi amava il cioccolato scuro e chi quello chiaro.

La sorpresa che potevi trovare nell’uovo era davvero un’incognita. Ai tempi nessuno aveva pensato a differenziare per genere o per età (è per questo che mio cugino Mario mi regalò quello che un anno trovò nel suo uovo: due splendidi orecchini d’argento che ricordo ancora).

Quindi ti beccavi il tuo uovo e te la vedevi bene dal lamentarti se ci trovavi dentro un gioco da maschi se eri una bimba. Ti mangiavi il cioccolato e finiva li.

Il top della diversità era rappresentato da coloro che ricevevano il coniglio o la gallina di cioccolato (a me li faceva avere la mia zia della Svizzera), anche se in questi la sorpresa non c’era. Poco male.

Ecco l’annuncio shock: oggi non tutti i bambini amano l’uovo di Pasqua. E questo dice già tutto.

La grande distribuzione ringrazia e si impegna per trovare alternative valide al prodotto di cui sopra.

Dopo averli differenziati per gusto (cioccolato al latte, fondente, bianco, variegato, mandorlato e chi piu ne ha più ne metta), hanno pensato di differenziali per genere. Rosa per le bimbe, azzurro per i bimbi. All’interno sorpresa dedicata (sia mai che il maschietto trovi la bambolina e la femmina un carro armato!).

Come se questo non bastasse, hanno deciso persino di metterla all’esterno la sorpresa! Un bell’uovo come gli altri. Ma con il peluche, la bambola o il robot legato all’esterno, giusto per sapere ancora prima di aprirlo quale sarà la sorpresa (sempre se di sorpresa si può ancora parlare…).

Siccome ancora non si era dato libero sfogo alla fantasia, hanno deciso a questo punto di trasformare l’uovo di cioccolato in uovo, si, ma di plastica. Un uovo gigante e pieno di giochi all’interno. Fino a qui almeno il concetto di uovo come simbolo della vita era ancora preservato.

Nei giorni scorsi la scoperta ancora più shock, che mi ha colta fra le corsie del supermercato. La Kinder ha optato per un prodotto che è l’antitesi dell’uovo di Pasqua: il mezzo metro di Kinder.

Sì. Non fate quella faccia. La Kinder ha debellato con il suo “mezzo metro” il concetto di uovo e anche il concetto di sorpresa. L’ unica certezza che rimane è il cioccolato. Il prodotto, infatti consiste in un certo numero di barrette Kinder (una ventina) allineate in sequenza fino a raggiungere il mezzo metro di lunghezza.

Mezzo metro di cioccolato. Senza lo straccio di una carta colorata. Senza una misera sorpresa. Non ditelo a noi bambini degli anni ’80.

È la fine….

Buona Pasqua.


2 risposte a "A noi bambini degli anni ’80 piacevano le uova"

  1. Addirittura il mezzo metro di cioccolato. Non sanno più cosa inventarsi. Mia mamma teneva le carte dell’uovo per usarle sopra i mobili della cucina per preservarli dalla polvere e dallo sporco. Noi avevamo un uovo a testa , io e mio fratello, lui fondente, io al latte. Poi si passava sempre in un pasticceria di Nova Milanese a comprare l’agnello in marzapane.

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