Lo sguardo del padre

Lo riconosci a distanza lo sguardo del padre.

Ti sembrerà uno sguardo complesso, sfuggente o assurdo, dipende, ma una cosa è certa: lo sguardo del padre è decisamente differente da quello della madre.

Tante volte ha a che fare con il fatto che si rivolga a un figlio maschio piuttosto che a una figlia femmina. In quel caso lo sguardo assume sfumature diverse e può essere più o meno morbido, complice o severo.

Al di là di questo, lo sguardo del padre è sempre e altrettanto avvolgente. E parte dalla consapevolezza profonda di essere nettamente diverso da quello materno.

Quasi a dire: “È vero, rimango un passo indietro rispetto a lei, eppure, credimi, quanto ci sono dentro anch’io in questa cosa qua!”.

Quello che più mi colpisce, però, è lo sguardo del padre verso i suoi figli ormai adulti. Troppo semplice, infatti, parlare dello sguardo carico di orgoglio, amore, tenerezza, innamoramento, gratitudine che un uomo ha nei confronti del suo bambino o della sua bambina.

Parlo, invece, dello sguardo del papà ormai anziano, navigato, rinsecchito che si rivolge ai propri figli diventati grandi. Uno sguardo che rimane carico di emozioni potenti e che va oltre.

Ho in mente lo sguardo di mio padre quando è nata la mia prima figlia. Non ho mai visto mio padre piangere, giuro. Mai. Eppure quel giorno lui si è chinato su di me – su di noi – ci ha guardate un solo istante – le sue bambine – e si è messo a piangere. Ed era talmente strano quel suo sguardo che io in realtà, nonostante in quel momento mi sentissi completamente confusa e ammaccata, mi chiedevo solamente se mio padre, lì accanto a me, stesse davvero piangendo oppure ridendo. Ancora oggi mi è rimasto il dubbio.

Ho in mente lo sguardo di quel padre che, al tavolo di quel localino che dà buona musica, mi sussurra che sta aspettando suo figlio. Ha già ordinato anche per lui un piatto di patatine fritte, assieme a un hamburger. E’ felice di quella sorpresa che gli farà e ride come un bambino. Quando il figlio varca la porta del locale lui se lo mangia con gli occhi, gli sposta la sedia e, con trasporto, rovescia tutte le sue patatine fritte nel piatto di lui, ancora intonso e completamente stracolmo. Per completezza, il figlio era un serioso uomo in carriera vestito di tutto punto e di almeno 40 anni suonati. Il suo bambino.

Ho in mente lo sguardo di quel padre che vuole difendere i suoi bimbi. Portarli via da un presente di errori. Dare loro un futuro migliore. E’ pronto a tutto per i suoi bambini. Anche solo qualche anno prima non l’avrebbe potuto immaginare. Perché non era padre. Perché vedeva lontano ma mai davvero oltre. Adesso lo sa che per i suoi bambini sarebbe disposto davvero a tutto.

Poi ci sono quelli che padri non sono. Ma che hanno un’anima grande. Una capacità di giustizia e di empatia nei confronti delle persone che li circondano. Coloro che hanno uno sguardo paterno e di benevolenza a prescindere. Non sono molti, ma se li incontri li riconosci subito. Perché sono uomini giusti. Perché anche loro, sembra incredibile lo so, hanno quello sguardo lì.

A ognuno di questi padri, a ognuno di questi uomini, di questi meravigliosi e immensi sguardi, dedico il mio sorriso oggi.


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