… e grazie

Qualche volta incontro qualcuno, soprattutto in ufficio (soprattutto in ascensore), che mi guarda con sospetto o meraviglia ed esclama: “Non sapevo avessi un blog”. Spesso lo dice con un’espressione che preferisco non approfondire. L’ultima volta un collega mi ha addirittura definita “scatenata blogger” (troppa grazia, grazie).

Lo so che il pensiero dei più, parenti inclusi, è normalmente: “Questa non c’ha niente da fare” (quando va bene) o anche: “Ma cosa perde tempo a scrivere? Cosa gliene torna?”.

Ecco, a scanso di equivoci, sappiate che me ne torna solo il piacere di inseguire una passione, perché da sempre scrivere mi fa sentire bene. Lungi da me alcun tentativo di notorietà (il solo pensiero di leggere davanti ad altri un mio pezzo mi fa letteralmente cacare sotto) o di lucro (non si campa di sola scrittura).

Viste queste mie sincere premesse, immaginatevi la mia sorpresa e l’orgoglio (misto a imbarazzo) che provo ogni volta che qualcuno si palesa come lettore di questo piccolo blog. In tutto questo, devo ammetterlo, Facebook fa tanto (scusi Signor Fb se spesso l’ho bistrattata). Quest’anno ho incontrato dei vecchi amici di infanzia, soprattutto uomini, che inaspettatamente si sono dichiarati lettori. Tanti altri sono perfetti sconosciuti che mi hanno trovata per caso e si sono affezionati a me. Altri sono amici che magari vedo tutti i giorni e che ancora mi sopportano, tanti sono conoscenti che si chiedono se lo faccio per lavoro (… ehm…) o per quale strano motivo. I parenti sono pochi, anche se ne ho a centinaia sparsi nel globo. La maggior parte di loro, anche i famigliari più stretti, mi snobba. Ma una sbirciatina ogni tanto la viene a dare. E questo mi basta.

Sapere che chi mi cerca mi trova qui. Insieme al fatto che una mia storia possa generare un sorriso, una riflessione, un’emozione.

E’ per questo che scrivo. Stop.

E a chi legge dico grazie.

A Stefania, che mi legge dal primo istante. A Cinzia, che commenta senza uguali e non sa la gioia che mi dà. A Marco, Pietro, Alessandro, Stefano, Matteo, Davide, che mi hanno lasciato capire che mammagisella non è solo per donne. A David e a Patrick, che leggono dall’Inghilterra e dalla Francia usando Google translate (grazie, Signor Google!). A Massimo, che mi fa sempre pubblicità. A Giulia, Elisa, Isabella, Simona. Tiziana, Antonella, Maura, Daniela, Luisa, Anna, Rossana, Luciana, Marina, Clara, Paola, Sara, Silvia, tutte splendide donne che mi sostengono e che spesso mi hanno ispirata. Ad Alessandra, che legge dal treno, mette un cuoricino e quando arriva in ufficio mi dice cosa ne pensa di quello che ho scritto.

Alla cara Roberta, che si collega a tarda sera e un suo commento non manca mai. A Nadia, amica d’infanzia con la quale ci si incontra sul web. A Fabiana, compagna di scrittura. A Katia, Margherita, Luca, Chiara, Silvia, Quarc, Carmen, Quasi, Alice, amici di blog e non solo. Alle colleghe veronesi, che sono tante e insospettabili. A Federico e Antonio, che mettono i like.

A Sergio, che mi sostiene da sempre. A Valerio, che mi ha ispirata con il suo “Quello che metti davanti è quello che sei”.

Ad Antonella, Saloua, Rossella, Claudia, Alessia, che mi incontrano davanti scuola e commentano il post del giorno. A Giampiero, che non si è mai iscritto ma che legge eccome e in qualità di papà di gemelli io lo stimo assai.

Ai parenti di Salerno, che leggono gli Amarcord e si commuovono sempre, soprattutto quando scrivo di nonno e nonna, che non ci sono più. Alle cugine lontane.

Ad Alessandra da Trento, che mi ama come una sorella, eppure non ci siamo mai incontrate, Ad Alessandra, la mia amica storica, che non ha Fb e legge dalle mail. A Cristina, l’amica di sempre.

A Lidia, la prima maestra che in seconda elementare mi trascinò nell’altra classe per leggere il mio tema davanti a tutti.

A mia mamma. Ogni tanto le stampo i post e glieli lascio da leggere (lei non sa cosa sia il web). Alla famiglia tutta e ai miei bambini, che hanno il loro concetto di mammagisella.

E a te che leggi da Hong Kong. Ti immagino seduto/a in poltrona nel tuo appartamento sul grattacielo. Credo tu sia un italiano o un’italiana expat, chissà. E’ anche per te che scrivo, perché so che ti colleghi da laggiù e anche se ne ignoro il motivo, qualcosa che ti piace in queste righe ci sarà.

A chi ha messo il like alla pagina sulla fiducia, a chi legge qualche riga e via, a chi si chiede dove io trovi il tempo, a chi aspetta l’ultimo post… A chi ride, riflette o piange.

… a tutti voi. Infinitamente grazie.


9 risposte a "… e grazie"

  1. Deve essere bello comunque sapere di poter arrivare ovunque con i propri pensieri scritti! Hai tutta la mia stima!
    Quando scrivi è come se i pensieri diventassero realtà ed è bello vedere che qualcuno scrive proprio quello che pensi tu…

    Piace a 1 persona

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