L’abbraccio

Il nuoto è fatica, è impegno, è dedizione, è disciplina.

È tempo che si sottrae a cose più divertenti da fare, è il cloro che ti brucia gli occhi, è l’acqua che ti rimane nelle orecchie, è la cuffia che stringe, è il freddo d’inverno quando ti tocca mettere il berretto di lana e il caldo d’estate che ti secca la gola.

Oggi il nuoto è tutto questo e molto di più perché oggi il nuoto è anche lacrime che bruciano sul viso, perché la ripresa dopo l’estate è dura ed è tutto in salita e tu in quella piscina non ci vorresti entrare. Anzi faresti davvero di tutto per non entrarci, oggi.

Eppure da quelle porte scorrevoli ci entriamo, perché lo sport fa bene, perché l’impegno è preso, perché non ti puoi tirare indietro proprio adesso e lui è là che ti aspetta perché dopo tanti anni sarà di nuovo il tuo allenatore e io lo so.

E mentre ci avviciniamo a lui tenendoci per mano, la sento perfettamente la tua mano che si ritrae; le sento tutte le tue lacrime che ingoi insieme al tuo groppo in gola. Lo avverto perfettamente il tuo disagio e non posso fare altro che tirarti un pochino con quella mano perché so che tu in quella vasca non ci entreresti.

Ed è proprio lì che lui ti vede. Ci si avvicina lentamente, si abbassa e si mette alla tua altezza e ti chiama Ludo, così come ti chiamava quando avevi appena tre mesi e diceva che avevi gli occhi oceano mare. Ti dice Che piacere averti qui e ti abbraccia in un abbraccio lungo, caldo, morbido e forse eccessivo per chi ci guarda dagli spalti. E tu pure lo abbracci stretto, ed è strano che tu lo faccia, per come sei fatta. E lì avverto che il tuo pianto si frena e le tue lacrime si fluidificano e che la tensione si allenta mentre la paura svanisce. Tutta insieme.

Si alza appena e si mette alla mia altezza per dirmi che anche lui per la prima lezione di nuoto quest’anno si è sentito emozionato e le sue gambe hanno tremato davvero e io non posso fare a meno di notare un’incontrollabile emozione nei suoi occhi, che davvero dicono quello che le sue parole stanno dicendo.

Lo guardo con stupore e con incanto perché ammiro la sua dedizione per un lavoro che forse per lui è più di un lavoro, perché anno dopo anno lui in piscina c’è sempre e i bambini li guarda davvero con meraviglia, tutti, anche se non sono figli suoi.

E li osservo dagli spalti, mentre penso questo, lui a bordo vasca e lei immersa in una nuova avventura che ha accolto a cuor sereno e le permette di andare sott’acqua, misurarsi con sé stessa e ascoltare calma il suo stesso respiro.

Anche a me è concesso di sorridere adesso che la tensione è svanita e passo tutta la lezione in piedi, a osservarli dagli spalti. Sono nove anni che lo vedo insegnare nuoto a bordo vasca e chissà da quanti anni lo fa. E a chi lo definisce un semplice allenatore di piscina io replico che lui non è solo questo, perché è in primis un grande, grande maestro, Alessandro, e non solo di nuoto.


4 risposte a "L’abbraccio"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...