Occhi che si parlano

Non ricordo quando l’ho vista la prima volta. Ma ricordo che, oltre ai suoi occhi grandi e a una calligrafia fluida e tondeggiante come quelle che piacciono a me, mi aveva colpito la sua espressione dura. Occhi belli, enormi, incredibilmente vivaci, ma fissi, trattenuti da qualcosa, forse, pensai. Boh.

Non importava. All’inizio ha prevalso la curiosità, la sintonia, un susseguirsi di tentativi di avvicinamento che ci ha fatte conoscere e, a piccoli passi, amare. Quell’amore tipico di noi donne, che si intreccia pian piano e poi diventa una fitta trama.

I nostri sguardi hanno cominciato a rincorrersi e a parlarsi con facilità, usando un alfabeto semplice e che non aveva bisogno di ulteriori parole. La sensazione era quella di conoscersi davvero da sempre e di potersi dire tutto, al di là di tutto. Di ballare il walzer in piazza senza aver preso una sola lezione in vita propria e di riuscirci molto bene.

Che i nostri occhi si parlassero ha lasciato profondamente colpite entrambe, fin da subito. E questo mistero, che è rinchiuso nell’impercettibile alzarsi di un sopracciglio, è noto soltanto a noi due. Perché tu da fuori davvero non lo diresti mai che i nostri occhi si parlano. E che si parlano in questa maniera qui.

E lei è bella al di là del suo sguardo. Che è disteso oggi, quando incrocia il mio. Che non è più sul chi va là, perché ha perso quella durezza dell’inizio, perché si fida senza aprire bocca. E mi parla di tutto e mi accoglie e si lascia accogliere.

E lei è un essere così meravigliosamente speciale che legge sempre quello che scrivo e mai, giuro mai, mai una volta mi ha chiesto chi fosse questa o quell’altra persona di cui ho parlato nelle mie storie. Lo fa per riserbo, mi ha detto una volta.

E anche adesso che si riconoscerà in queste righe sbilenche, ecco, io sono certa che non sgomitera’ per esibirsi, anzi non mi dirà nemmeno nulla credo, perché il suo animo è semplice e non ha bisogno di inutili clamori.

E io per questo le voglio bene e la tengo qua. E quando ci vediamo – e quando ci vedremo – ai nostri occhi basterà incrociarsi un solo istante per capirsi, per rincorrersi e ridere appena, complici come sempre, con quell’impercettibile alzata di sopracciglio che è come un battito d’ali ed è solo nostra.


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