Il fallimento della chat di famiglia

L’idea mi è venuta chiacchierando con la mia amica Antonella. Mentre lei mi parlava della sua chat della famiglia, mostrandomi la foto del gruppo che la ritraeva in una meravigliosa foto d’altri tempi assieme alle sue sorelle e alla sua mamma, io pensavo: “E perché noi non abbiamo una chat di famiglia?”.

La domanda stessa che mi sono posta avrebbe dovuto indurmi a trovare semplici ma inequivocabili risposte quali:

  • Mia madre manco usa lo smartphone, figuriamoci istruirla all’uso di whatsapp!
  • Se anche mia mamma avesse acconsentito all’uso di un sistema di messaggistica istantanea, l’impresa di istruzione sarebbe stata così lunga da permetterci di comunicare agevolmente soltanto nel 2025
  • Io e i miei familiari più stretti facciamo fatica a comunicare normalmente vis a vis, figuriamoci in chat

Ecco, diciamo che per l’ennesima volta non ho voluto dare retta a ciò che la mia coscienza mi stava suggerendo e quindi la soluzione più semplice e immediata è stata quella di escludere mia mamma dai componenti della possibile chat e di comporre il gruppo con i soli tre superstiti: mio padre, mio fratello e la sottoscritta.

Trovare il nome del gruppo è stato ben più semplice che nominare il gruppo delle mamme dell’asilo (“Che nome ci diamo? Genitori classe blu? Classe blu scuola materna? Noi della blu? Blu e basta?). L’ho chiamato “I Novellos”. D’altronde il nostro cognome è Novello e l’unica che non si chiama così è mia mamma,che è fuori dalla chat.

Molto bene.

Il problema si è presentato quando, al momento della creazione del gruppo, ho dovuto scegliere una foto da assegnargli. Noi siamo gente che fa foto di famiglia soltanto in occasioni epiche, quindi prevalentemente a matrimoni o compleanni speciali. L’ultima di questo genere risale ai 70 anni di mio papà, ma non ce l’ho salvata.

Opto quindi per una foto neutra, diciamo evocativa, presa dal web. Siccome le associazioni mentali occorre farle sempre a mente fredda e visto che sono sul treno mentre mi sto cimentando in questa impresa, guardo fuori dal finestrino e l’unica immagine che mi viene in mente pensando alla mia famiglia è quella della Famiglia Addams!

La cerco e la trovo subito sul web e sono talmente divertita da ridere da sola come una perfetta idiota, per il piacere dei pendolari vicini che mi guardano incuriositi.

Il gruppo è fatto. Esordisco con un “Ciao” a cui seguono in soli due minuti i puntualissimi ” Ciao” di mio papà e di mio fratello. Divertita, annuncio:”Ho creato il gruppo così possiamo scriverci”. Il dramma, però, adesso era che cosa dirsi, quindi ho optato per un “Tutto ok?”. “Tutto ok” scrive uno. “Tutto apposto” dice l’altro. Il sipario si chiude con mio fratello che è dotato di grande lucidità e di capacità di sintesi che constata che finalmente, grazie al gruppo, potremo comunicare.

A distanza di dieci giorni dalla fondazione de ‘I Novellos’ decreto, ahimè, il fallimento della nostra chat di famiglia. In questi dieci giorni, oltre a qualche battuta circa il torneo di matematica al quale mio nipote ha partecipato, siamo riusciti a scambiarci soltanto domande minime e inutili quali “Come va?” oppure “Tutto bene?”.

D’altronde il mio cuore me l’aveva suggerito subito che c’era una differenza enorme fra la mia famiglia e quella di Antonella. I Novello si vogliono bene ma faticano a parlare fra di loro vis a vis… figuriamoci in chat…

CLOSING

Il gruppo, però, io non lo chiuderò. Attendero’ che anche mamma sia pronta per la chat (!). Continueremo a scambiarci informazioni minime e domande assolutamente inutili. E poi ho scoperto che mio papà mi chiama Bambina anche per iscritto, anche se ormai ho quasi 42 anni e la cosa mi fa sorridere sempre. Nel frattempo, magari, cerco di cambiare la foto del gruppo.


15 risposte a "Il fallimento della chat di famiglia"

  1. devo dire che la chat della family funziona, ho tre figli (uno all’estero) e tre nipotini, messaggiamo con una certa frequenza, ci teniamo aggiornati sulle novità e qualche volta, dopo cena, siamo tutti connessi, in tal caso ci andiamo di messaggi vocali. Ecco, potresti insegnare a tua madre come usarli, sono comodi e non deve mettersi lì a scrivere, inoltre sono pure più rapidi e di maggiori contenuti.

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  2. Per ragioni tecniche abbiamo una chat io mia sorella e mia madre. Riuscire a spiegare WhatsApp a mia madre quasi ottantenne ha richiesto un anno di duro lavoro. Ma ora il concetto è chiaro e la chat funziona… Ma. Mia madre si confonde e risponde in chat a messaggi con mia sorella e viceversa. Talvolta scrive solo la parte finale del suo pensiero così noi non capiamo un accidenti. Insomma, la chat è come le comiche. Non vi rinuncerei per niente al mondo

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  3. Troppo carino, divertente e allo stesso tempo catastrofico. Non potrei neppure io, già è complicato comunicare vis a vis, in chat, tra l’altro dovrei escludere i miei genitori, sarebbe un fallimento. La famiglia Addams ci fa un baffo. 😂😂😄😄

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