Maleducazione in rosa

Una giovane donna è ancora convinta di poter cambiare il mondo con il bon ton, la gentilezza, i modi giusti. È convinta che esistano delle parole meravigliose quali grazie, prego, scusa, per favore che se usate più spesso e magari con un sorriso disteso potrebbero ragionevolmente contribuire a indirizzarci verso il bello.

È un tranquillo sabato mattina di inizio aprile quando questa giovane ( e un po’ridicola, forse) donna si reca, come sempre, con marito e figli a fare la spesa settimanale.

Si accorge di essere a secco di benzina quindi, prima di approdare al supermercato, opta per una sosta al benzinaio.

Nonostante viva in culo ai lupi in provincia, nota una coda sospetta al benzinaio, dovuta al fatto che ognuno deve servirsi da sé e poi lasciare la macchina alla pompa, senza spostarla, e entrare in un gabbiotto per pagare.

Questa gestione insana la fa riflettere. Constata che basterebbe aprire un vano al vetro del gabbiotto per permettere a chi si è rifornito di pagare mentre si avvicina con l’auto all’uscita.

Con le migliori intenzioni del caso si reca nel gabbiotto e, mentre effettua la transazione, esprime le sue perplessità alla cassiera che, a malo modo, la invita a farsi gli affari suoi.

Siccome la giovane donna è sì gentile, ma anche determinata, risponde alla donna che il suo è solo un suggerimento e che il confronto può portare a migliorarsi. Quella, indispettita, le ribadisce che non hanno bisogno della sua opinione.

La giovane donna guarda la donna con compassione ed esce dal gabbiotto, giurando che non farà mai più ritorno in quel benzinaio (vedi anche Se non sai sorridere non aprire un negozio).

Pensa che la maleducazione le dà fastidio, ma quella in rosa… ancora di più.

Dopo qualche minuto, e una veloce smadonnata verso la donna scorbutica, è insieme alla sua famiglia al supermarket a fare la spesa.

Non sa che sta per essere protagonista di un’altra vicenda simile e tutta in rosa.

Nella zona self service della frutta e verdura c’è sempre un gran casotto, soprattutto il sabato. Mentre pesa le carote la giovane donna nota una bimba in lacrime vicino alle bilance.

Si avvicina, si abbassa alla sua altezza, le asciuga le lacrime e senza nemmeno aspettare che apra bocca le dice: “Non trovi più la tua mamma?”. La piccola, di forse 7 anni, annuisce, mentre lascia scendere ancora una lacrima sulle gote.

La giovane donna abbraccia la bambina e la stringe a sé lentamente mentre i suoi bimbi, appena dietro, manco a dirlo, la guardano con aria interrogativa.

“Non ti preoccupare. La tua mamma ti verrà a cercare. Noi fermiamoci qui ad aspettarla. Com’è fatta? È bionda o mora?”. “È mora. E ha i capelli ricci” bisbiglia la bambina.

Dopo nemmeno 15 secondi una signora riccioluta si avvicina a lunghe falcate. Trascina un altro bambino per mano.

La giovane donna sorride, lascia la piccola e con una lieve spinta di incoraggiamento la indirizza verso la mamma, che redarguisce la bambina e si giustifica dicendole, incavolata, che non si era mossa da dov’era.

La giovane donna osserva la scena, insieme ai suoi bimbi tutti, e pian piano il suo sorriso si tramuta in una smorfia di dissenso. Perché nell’allontanarsi la bimba si volta a guardarla rapidamente, come a dire grazie, mentre la mamma, quella, neanche le ha rivolto la parola.

La giovane donna vuole ancora credere che si possa cambiare il mondo con la gentilezza, l’amore e il buon senso e vuole anche scommettere che queste siano doti spiccatamente femminili, eppure, quella mattina, le girano un po’ le palle…


16 risposte a "Maleducazione in rosa"

  1. Da (non più tanto giovane) donna alla quale da ragazza dicevano che faceva troppe cerimonie perché diceva troppi grazie e prego (e parliamo di oltre trent’anni fa), posso confermarti che sì, comunque con i modi e la gentilezza si cambia il mondo. Il piccolo mondo di chi apprezza, forse, ma non è poco. L’ho capito il giorno in cui una persona che lavora in un negozio, con cui non ci siamo scambiate negli anni se non quelle poche parole, vorrei… grazie, prego, buongiorno, mi ha detto “si vede la persona che è lei”. Perché poi ho capito che ci sono persone che entrano, non salutano, si lamentano, pretendono, credono tutto dovuto, neanche fossero le discendenti di madama la marchesa che si rivolgono alla loro sguattera. E in questi casi, un buongiorno e un grazie può migliorare la giornata di qualcuno, e allora ne vale la pena, anche di sentirsi un po’ ridicoli. E un’altra cosa che ho imparato è che l’educazione e la maleducazione non hanno sesso 😀

    Piace a 2 people

      1. Sì, triste più che altro perché un sorriso o una gentilezza illuminano la giornata sia a chi le regala, sia a chi le riceve. E basta così poco. (E lo dico anche a me stessa, a volta ranzida) 🙂

        Piace a 1 persona

  2. oh giovane donna, hai tutta la mia solidarietà, quella umana però, che a volte aspettarsi quella femminile è come farsi del male. Siamo portatrici di pregiudizi positivi che, purtroppo, si scontrano con la realtà. Le donne non sono più gentili e nemmeno ti trattano meglio al lavoro, non sono solidali nelle riunioni di classe. Forse, a volte, possono diventarlo davanti a un maschio aggressivo, ma non ne sono così sicura

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...