Educare senza punire è davvero possibile? (Secondo me no)

Anche se quando la incontro sul treno delle 8*20 sono già di cattivo umore perché significa che ho perso il treno giusto, quello delle 8*04, le chiacchierate con la mia amica Nicoletta sono sempre proficue e dense di spunti di riflessioni su argomenti vari, incluso quello dell’educazione dei figli.

EDUCARE SENZA PUNIRE?

Spesso ridiamo all’uscita dell’ennesima pubblicazione del libro perfetto sull’educazione dal titolo altisonante che suona sempre un po’ così’: “Come crescere bambini felici”, “Manuale della mamma che ogni bimbo vorrebbe”, “Il libro dei bravi genitori”.

Pare negli ultimi anni abbia spopolato “Punire non serve a nulla. Educare i figli con efficacia evitando le trappole emotive” di Daniele Novara.

“Punire non ha nulla a che fare con l’educazione.

Le punizioni sono elementi estranei ai processi educativi, non hanno nessuna chance di favorire davvero la crescita dei nostri figli.

Meglio puntare sulla buona educazione, sulle mosse giuste e sull’organizzarsi bene.”

Caro Signor Novara, lei ha figli?

No, perché, qualora non ne avesse, ma anche qualora ne avesse, vorrei vederla all’opera con la sua lezione sulla buona educazione e giusta organizzazione dinnanzi a un figlio che ti ha appena distrutto la cucina, o che ha imbrattato il muro della via o ancora che è stato prepotente con un amico.

I BAMBINI VANNO PUNITI!

Io penso, e so benissimo di essere impopolare, che se si comportano in modo irragionevole o non come dovrebbero i bambini vadano puniti.

I bambini devono sapere che, se commettono un errore, saranno puniti.

Certo, concordo sul fatto che i genitori debbano stabilire delle regole, educare correttamente, far capire ai propri figli l’importanza dei valori della vita comune. E ci mancherebbe, quale genitore sosterrebbe il contrario?

Io i principi di Daniele Novara non li discuto, anzi: lui è bravissimo a spiegare passo dopo passo come creare un ambiente familiare in cui punire non sia più necessario, partendo da alcuni semplici punti di base: costruire il corretto gioco di squadra fra i genitori; adattare richieste e indicazioni all’età dei figli, dall’infanzia all’adolescenza; dare un sistema di regole chiaro e trasparente; stabilire la giusta distanza relazionale.

Perché, con la buona organizzazione, educare senza punizioni si può.

I principi sono giusti, auspicabili e sacrosanti.

Ma quando, nonostante tutto questo e nonostante i migliori auspici, i nostri figli sbagliano lo stesso, perché non dovrebbero essere puniti?

LA GIUSTA PUNIZIONE

Attenzione, a scanso di equivoci voglio precisare che per punizione non intendo legnate sulle mani, supplizi pubblici o altre torture insopportabili.

Intendo invece un’azione immediata, concreta, privata e, soprattutto, comprensibile e sopportabile per il bambino, che abbia valenza di “rinforzo negativo” (giusto per scomodare Pavlov) e che lo scoraggi dal ripetere l’azione sbagliata.

La giusta punizione, appunto.

Anche solo un piccolo gesto, quale metterlo nell’angolo, o a riflettere su quello che ha fatto (male).

Lo scopo di una punizione dovrebbe sempre essere di natura educativa, il bambino cioè deve capire le conseguenze della sua azione e riflettere su quello che ha fatto prendendo consapevolezza di aver sbagliato.

COME DEVE ESSERE LA GIUSTA PUNIZIONE?

La giusta punizione deve essere immediata, perché non serve a nulla dire al bambino: “Stasera quando rientra papà vedi!”. Ad azione sbagliata corrisponde una punizione legata all’evento in corso, nel momento giusto.

Deve essere, inoltre, praticabile.  Inutile minacciare punizioni esemplari che poi non vengono portate a termine, del tipo: “Non guarderai la TV per un mese”. Meglio riservare le punizioni a quelle rare occasioni in cui i bambini sbagliano, ma portandole avanti fino in fondo.

Poi, occorre che la punizione sia privata. E’ controproducente e frustrante per il bambino essere punito in maniera plateale davanti ad altri. Se il bimbo si sente umiliato, non vivrà la punizione come un evento giustificato dalla sua mancanza, ma come un attestato di incapacità e la sua autostima ne subirà un danno notevole.

Per essere comprensibile, la punizione deve essere alla portata del bambino. Non si può pretendere da lui qualcosa che non è ancora in grado di fare o di comprendere. E il motivo della punizione deve essergli chiaro e, eventualmente, illustrato dall’adulto. “Ti sto punendo per questo motivo…”.

Inoltre, la punizione deve essere sopportabile. Non deve ledere l’autostima del bambino o mortificarlo. Per essere ricordata, la punizione, deve mantenere un carattere di eccezionalità e suscitare una piccola emozione negativa.

Ciò che è fondamentale ricordare è che la punizione non deve essere rivolta al bambino in quanto tale portandolo all’umiliazione, ma deve essere diretta al comportamento sbagliato in modo da tutelare il bambino come persona.

… E QUINDI?

Infine, occorre premiare l’impegno. E alla prima occasione in cui i bambini dimostrino di aver capito e di aver cambiato atteggiamento, bisogna subito ripristinare la pace e complimentarsi con loro, con una coccola e una lode.

Perché la giusta punizione funziona quando si è in grado di fare tanti e bei complimenti se l’interlocutore si comporta nel modo giusto.

ANCHE GLI ADULTI VANNO PUNITI!

Il rispetto delle regole attraverso l’applicazione delle punizioni funziona bene anche con gli adulti.

Se ci pensiamo bene nei paesi del nord si rispettano rigorosamente le regole del vivere civile. E sapete perché? Perché chi sbaglia paga (e alle volte anche parecchio) e la volta dopo non persevera. Nei paesi in cui, invece, la pena non è certa o la multa non è contemplata, si continua a sbagliare. Semplicemente perché non si è puniti!

CLOSING

Essere puniti, ovvio, non piace a nessuno. Però la giusta punizione aiuta. Aiuta a capire, prendere coscienza e a non perseverare!

 

 

 


25 risposte a "Educare senza punire è davvero possibile? (Secondo me no)"

  1. Non do giudizi perché davvero non so quel atteggiamento terrei, mio figlio oramai è adulto e io, osservando i bambini di adesso, li vedo più irrequieti, meno sereni, più difficili, davvero mi sentirei in imbarazzo, perché ho come l’impressione cha abbiano bisogno di maggiori certezze e di più stabilità. I tempi sono cambiati…

    Piace a 1 persona

  2. Sono d’accordo e l’hai spiegato benissimo. Poche e trasparenti regole e punizioni private al bisogno, a mio parere necessarie. Io vedo anche che funzionano.. lui ha il tempo di riflettervi da solo e quando torna lo fa con convinzione e chiede scusa.

    "Mi piace"

  3. Uff…argomento difficile. Anche io prima di diventare madre pensavo che il buon esempio, insegnare l’empatia, spiegare ed, al limite, punire in modo blando sarebbe bastato…ed é stato così per 4-5 anni e poi…l’indole la puoi mitigare ma non eliminare, e se da quell’orecchio proprio non ci sente (perché poi cominciano a mettere in discussione ciò che dici o a prendere ad esempio la nonna che non fa così come te, mamma…) allora diventa difficile evitare uno scontro…prima a parole…e poi ahimè anche fisico. Mia figlia ha tante qualità:è vivace, creativa, generosa. Ma ha il grosso difetto di non ascoltare, soprattutto se quel consiglio non le va a genio, non calcola mai le conseguenze (anche quando le sono state spiegate più volte)…quindi sì, da un paio d’anni le prende ogni tanto, e ci sto di schifo, ma non so più come fare.

    "Mi piace"

  4. Sono perfettamente d’accordo su tutto Gisy! Bellissima la sottolineatura che va punito e denigrato il comportamento in quel contesto e NON il bambino come persona! “Hai fatto una cosa sbagliata, non sei sbagliato tu. Riflettici con calma nella tua cameretta e quando sei pronto vieni e ne riparliamo” . Condivido pienamente. I bambini hanno bisogno di guide, di binari relativi alle fondamentali regole sociali e alle responsabilità che via via possono assumersi. Il muro che fiancheggia i binari, fa capire cosa accade se si vuole deragliare!

    "Mi piace"

    1. si si. Pavlov è quello dell’addestramento dei cani. Che però vale anche per gli umani. .. Azione giusta=rinforzo positivo. Azione sbagliata=rinforzo negativo (io educo così anche mio marito… ahahah…)

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...