Lei è Lei.

Sono certa che potrei chiamarla alle tre di notte e mi risponderebbe.

Che potrei raccontarle miserie e follie della mia esistenza senza vergognarmene.

Che sarei disposta ad aiutarla e difenderla a spada tratta, sempre, anche qualora lei non ne avesse bisogno o anche nel caso avesse fatto una gran cazzata (l’amicizia è cieca, si sa).

Che potrei salire su un treno e raggiungerla per brindare a un suo successo o per piangere insieme di un suo insuccesso.

Che potrei lasciarle i bambini senza esitare, anche se loro non la conoscono, perché di lei mi fido.

Allo stesso modo, lei si farebbe in quattro per me.

Mi verrebbe in aiuto in qualsiasi circostanza, ne sono certa.

Mi chiamerebbe all’alba per annunciarmi un’importante novità della sua vita (e io non la manderei a quel paese per avermi svegliata).

Sì, Gisellì, un’amica vera, abbiamo capito, e allora? Che ce stai a ddì?”

mi sembra di sentirla la voce fuori campo della mia amica romana.

Sì. Esatto, un’amica vera.

Ci sono persone che occupano un posto davvero importante nel nostro cuore, perché quel posto se lo sono conquistato con le piccole attenzioni di ogni giorno.

Però c’è un fatto.

Noi ci siamo conosciute anni fa.

E nonostante io la consideri estremamente preziosa, la senta quotidianamente, più volte al giorno anche, con telefonate, messaggi vocali o Whatsapp, nonostante la viva come un piccolo punto fermo nella mia vita ingarbugliata e conosca vita morte e miracoli della mia giornata…

Io questa amica l’ho incontrata fisicamente si è no 4 volte.

Quando ci penso mi viene da sorridere.

Proprio oggi ho letto un post su Facebook in cui una donna dichiarava di aver trovato una vera amica. Un’amica che sapeva esserci quando se ne aveva bisogno, un’amica che sapeva dire la cosa giusta al momento giusto. Un’amica a distanza, che lei non aveva mai incontrato, ma che occupava un posto molto importante nel suo  cuore.

E io ho capito perfettamente che cosa intendeva e anche per quale motivo sentiva il bisogno di confessare quella cosa lì.

Perché è una cosa che sembra strana. Essere profondamente amiche senza toccarsi, senza condividere lo stesso spazio. Anche solo 10 anni fa una cosa del genere sarebbe stata impensabile. E invece oggi si può  stare vicini anche da lontano. Io confermo.

Perché l’amicizia è un valore che non ha confini. Che si nutre prima di tutto di condivisione, passione, parole, confidenze, comprensione. La dimensione spaziale e la presenza fisica, anche se sono indubbiamente componenti importanti, credo siano secondarie.

Della mia amica non conosco il profumo, le manie, le abitudini. Non so se si rosicchia le unghie quando è nervosa o se si tocca i capelli mentre parla.

Eppure… Riesco a capire come sta anche solo dal suo tono di voce, so come scrive quando va di fretta, conosco bene il suo inconfondibile accento. Certo, quando mi manda i messaggi vocali la strozzerei (e lei lo sa. Credo lo faccia apposta!). Ma questo mi permette di sentire il timbro della sua voce.

Quando lei sta bene mi fa sentire bene.

Quando io sto male mi offre la sua spalla.

Pensare di confidarle un segreto o una perplessità  mi viene naturale.

Fidarmi e accogliere la sua fiducia è la colla che ci ha unite dal primo istante.

E poi quando le parlo mi sento sempre profondamente capita e so che lo stesso è per lei.

Se fossimo vicine sarebbe certamente ancora più bello. E forse ci saremmo riconosciute più facilmente e anche prima.

Ma essere consapevole che la nostra amicizia sia una piantina rigogliosa cresciuta in condizioni anomale me la fa sentire ancora più preziosa.

Forse questa cosa qua si chiama @micizia… L’amicizia ai tempi della rivoluzione digitale!

 

Annunci