Ha aspettato ben tre giorni dall’inizio della scuola a introdurla nella chat di classe l’amministratore del gruppo.

Corrono le 13.15 del 15 settembre 2017 quando, forse durante la pausa pranzo o più probabilmente dopo il ritiro dei bambini da scuola, l’administrator aggiunge un numero sconosciuto alla chat della classe terza.

Tutte le mamme on line si domandano a chi corrisponda questo nuovo numero. Possibile che ci sia qualche mamma non ancora nel gruppo (ci sono, ci sono, maledette loro)?

Il mistero dura, ahimé,  solo pochi minuti.

Alle 13.21 la sconosciuta si presenta:

Sono la mamma di Anacleto, nuovo alunno della terza B.

Grazie per avermi inserita.

SMILE

A questo punto seguono messaggi extra chat.

La mamma di Antonio chiede alla mamma di Giovanni: “E questa chi è?”.

La mamma di Gertude domanda alla mamma di Pancrazio: “E’ arrivato un nuovo alunno?”

La mamma di Alessia dice alla mamma di Enrico: “E’ quella che abbiamo visto ieri dal panettiere!”. “Chi, quella col sedere grosso?” replica l’altra.

Di seguito, 17 messaggi nell’arco di 2 minuti e trentasette secondi.

Le mamme italiane, notoriamente riconosciute come le più maleducate al mondo, quelle che tante volte non si salutano pur conoscendosi o che fanno finta di non conoscersi anche se si sono viste mille volte davanti scuola, nella chat di classe sono carine, garbate, simpatiche, super educate.

“Benvenuta”, la prima mamma rompe il ghiaccio.

“Ciao”, scrive un’altra mamma.

“Ciao benvenuta”, digita un’altra, dotata di capacità di sintesi.

“Ciao, SMILE”, qui scatta la confidenza.

“Ciao, SMILE”, si ripete un’altra.

“Benvenuta”, dice un’altra, tornando su toni più formali.

“Ciao, DOPPIO SMILE”, esagera un’altra mamma.

E via con messaggi simili.

Nessuna strafà. Nessuna si spinge oltre.

Niente cuoricini, bacini, manine che salutano. Al massimo uno smile o due, giusto per mostrarsi simpatiche (tanto poi davanti scuola nessuno la saluterà comunque).

Qualcuna sta cercando il nome della mamma misteriosa su Facebook, così, giusto per vedere che faccia ha.

Io spero soltanto che la mia amica Silvia, che non è  un’utente evoluta WA e già  una volta ha confuso la chat scrivendo volgarità  irripetibili e offensive nel gruppo sbagliato, non si ripeta.

Alle 13.23 il supplizio ha fine.

La mamma di Anacleto chiude il girotondo delle ovvietà con un sobrio:

Grazie

mettendoci, però, accanto, l’emoticon con le mani che applaudono (che la sottoscritta, da perfetta rognosa, interpreta come una velata presa per i fondelli).

Nonostante il ringraziamento della nuova arrivata, seguono ancora cinque o sei “Ciao” o “Benvenuta” a scoppio ritardato, messaggi di quelle mamme che non sono sul pezzo.

Attorno alle 14.30 cala il silenzio.

La mamma di Anacleto è entrata nel gruppo.

CLOSING: I papà  non sono contemplati perché, come è noto, non fanno parte dei gruppi WA di classe o se ne fanno parte (per sventurate vicende o perché inseriti a tradimento dalle consorti) non vi partecipano.

 

 

 

 

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