Ieri mattina, cazzeggiando su Facebook mentre ero sul treno per andare al lavoro, ho appreso che George Clooney, assieme alla sua compagna naturalmente (che è colei che ha fatto il lavoro più grosso, come succede in questi casi), a breve diventerà genitore di due gemelli.

La collega e amica Julia Roberts lo mette in guardia, redarguendolo con la seguente dichiarazione:

«Quando si hanno in casa due bambini piccoli, bisogna avere speranza, preghiere e lacrime». 

Rimango perplessa. Cara Julia, è vero che sei mamma di gemelli da oltre 12 anni, ma ti pare questo il modo di tranquillizzare o indirizzare il nostro povero George, un tempo definito lo scapolone d’oro di Hollywood? La tua frase, peraltro, dice tutto e niente.

Ok, posso capire che vuoi nascondergli l’evidenza, ossia che piomberà nella più oscura solitudine perché la compagna si dimenticherà completamente di lui per molti lunghi mesi (d’altronde, con due piccole creature da accudire, cosa pretendi? Che si occupi ancora di te?).

Capisco anche che non vuoi svelargli la più cruda delle realtà, ovvero che può scordarsi per un bel pezzo sesso sfrenato e seratine e cenette romantiche (perché, sai, lei avrà la testa altrove e tutta la sindrome psico fisica post partum. E poi, dove li vuoi lasciare i pupi mentre ve ne andate al ristorante? Suvvia).

Ma perché parlargli di speranza, lacrime e preghiere?

Che ce ne facciamo delle speranze e delle lacrime quando i nostri neonati strillano a intermittenza durante la notte e noi realizziamo che, alle 4 del mattino, ancora non abbiamo chiuso occhio?

Perché appellarsi alle preghiere quando i nostri bambini avranno la gastroenterite o la varicella in contemporanea e noi avremmo voglia semplicemente di prendere un volo per le Hawaai?

Credimi, George, delle preghiere, delle lacrime e della speranza te ne farai ben poco nelle lunghe notti insonni e durante le giornate difficili.

Poniamo anche il caso, ragionevole direi, che tu e lei vi facciate aiutare da nonni, maggiordomi e baby sitter. I neonati in alcuni momenti avranno bisogno inequivocabilmente di mamma e papà. E in quei momenti, se proprio mi devo esprimere indicandoti tre cose di cui avrai bisogno, io ti dico:

«Quando si hanno in casa due bambini piccoli, bisogna avere pazienza, tempo e pannolini». 

La pazienza è quella dote che ti permette di non impazzire quando i loro pianti e le loro richieste avranno completamente riempito le vostre giornate e voi piomberete distrutti sul letto a tarda ora. E’ quel pregio che forse hai già, io non posso saperlo, ma che ti aiuterà a tollerare il pensiero di aver trascorso una giornata intera a accudire, pulire, cambiare, nutrire, senza trovare dieci minuti per concederti una doccia.

Il tempo è quel valore che i bambini richiedono, indipendentemente dai soldi che hai, dagli agi che regali loro o dalle ore di baby sitting che ti senti di voler pagare. Quando staranno con te i tuoi bimbi ti chiederanno tempo. Tempo per curarli, per giocare insieme, per perdere tempo. Fossero anche soltanto poche ore al giorno, saranno quelle ore che loro ti domanderanno. E in quelle ore esiste solo una regola, che si chiama dedizione. Dedizione completa.

I pannolini. Dulcis in fundo. George, io immagino che tu non riesca nemmeno a immaginarlo (anch’io faccio ancora fatica a crederci, nonostante lo abbia sperimentato sulla mia pelle) ma il primo anno di vita dei tuoi pargoli ti richiederà all’incirca 3600 cambi. Che tu scelga di utilizzare i pannolini lavabili o quelli usa e getta, che tu li faccia cambiare alla tata o che scelga di farlo in prima persona, il quantitativo per il primo anno di vita dei due neonati è da fare impallidire. Procuratene un buon numero.

Quindi, caro George, dimenticati per un istante delle preghiere, della speranza e delle lacrime. Certo, anche queste ci stanno, ci mancherebbe. Ma ancor di più, tieni sempre a mente:

PAZIENZA

TEMPO

PANNOLINI

P.S. C’è un’altra cosa che Julia si è dimenticata di dirti: quando li prenderai in braccio per la prima volta proverai un’emozione sconosciuta ma indimenticabile. Quando ti sentirai chiamare “papà” dalla loro cameretta la domenica mattina ti fionderai da loro solo per annusare il loro profumo, anche se quella notte avrai dormito magari soltanto un’ora. Quando cambierai il primo famigerato pannolino… Questo lo lascio scoprire a te.

Buona fortuna, papà di due

 

 

 

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