Quella delle Storie della buona notte per bambine ribelli è una storia da raccontare. Due outsiders italiane hanno realizzato il loro sogno in California: pubblicare un libro che racconta le vite di 100 donne straordinarie, puntando su un pubblico giovane e ricettivo e facendo tutto da sole (grazie al Crowfunding, una sorta di autofinanziamento dal basso).

Le 100 storie non raccontano di principi azzurri e castelli incantati, ma di donne che hanno fatto qualcosa di grande dimostrando forza e coraggio, pur partendo da una posizione di svantaggio, ossia, appunto, l’essere femmina.

Nel libro c’è un po’ di tutto: pittrici, scienziate, sportive, partigiane, astronaute, studiose provenienti da ogni parte del globo, che hanno in comune una vita eccezionale, spesso dove nessuno se lo sarebbe aspettato.

Solo per citarne alcune (ma il libro è davvero un susseguirsi di storie straordinarie e che vanno lette tutte, dalla prima all’ultima):

Si parla di Irena Sendlerowa (eroina di guerra), una ragazza di Varsavia che allo scoppio della guerra aiutò moltissimi bambini ebrei affidandoli a famiglie cristiane, dando loro nomi cristiani. I nomi originali li conservò dentro a dei barattoli di marmellata che affossava in un giardino. Alla fine ne salvò 2500 e molti di questi riuscirono poi a ritrovare i loro genitori naturali grazie a quei bigliettini ritrovati.  Quando le chiesero perché lo avesse fatto, lei rispose che suo padre, quando era piccola, le aveva detto: “Irena, se vedi qualcuno che sta affogando, devi tuffarti per salvarlo, qualunque sia la sua nazionalità o religione”.

Sonita Alizadeh (rapper) ha 10 anni quando i genitori decidono di venderla in sposa. Lei di una sola cosa è  certa: non vuole sposarsi, bensì  studiare, scrivere e cantare canzoni. A 16 anni scrisse una canzone Rap molto aspra intitolata “Spose in vendita” e la carico’ su You Tube. Il video divenne virale. Lei famosissima. Vinse una borsa di studio per studiare musica negli Usa.

Wilma Rudolph (atleta) è una bambina che si ammalò di poliomielite da piccolissima. I medici le dissero chiaro e tondo che sarebbe stato difficile tornare a camminare, mentre la madre le promise che ce l’avrebbe fatta. Wilma amava lo sport, correre e saltare e la sua mamma la invitava ad allenarsi ogni giorno, mentre continuava le sue cure di riabilitazione. Wilma alle Olimpiadi del 1960 fece 3 record del mondo. Dichiarò: “I dottori mi dissero che non avrei camminato. Mia madre mi disse che ce l’avrei fatta. Ho creduto a mia madre”. Commuovente.

Ho citato queste tre storie a puro titolo di esempio, ma ogni pagina merita una riflessione, un sorriso, un’incitazione a ogni donna a provarci, anche quando il proprio obiettivo sembra davvero irraggiungibile.

Secondo me il libro è un gioiello. Delle critiche che ha ricevuto me ne frego (anche perché  non le condivido) e sto procedendo di tre racconti a sera, propinati non solo alle mie figlie femmine, ma anche a Paco, che è un maschietto e resta in ascolto assieme alle sue sorelle al momento della messa a nanna.

Le tre storie le scelgono loro, in base alle illustrazioni o ai nomi delle protagoniste.

Dicevamo delle critiche: la scrittrice Michela Murgia, che ha una sua trasmissione sui RaiTre, ha aspramente criticato il libro con tre argomentazioni che però mi sento di contestare.

Ecco la prima: rivolgendosi primariamente alle bambine, il libro finisce per cadere nella contraddizione di un sessismo alla rovescia, escludendo i maschi dalla fruizione.

La seconda è che il registro usato dalle autrici è riduttivo poiché una sola pagina per ogni personaggio non rende la profondità dei contenuti, scadendo nella banalizzazione.

Infine, la terza critica della Murgia è rivolta alla figura di alcune donne che non avrebbero diritto di stare nel libro, perché figure controverse, negative.

Cara la mia Murgia, ecco perché non sono d’accordo con te:

Il titolo, ovviamente, è  una pura operazione di marketing e nulla vieta di leggerlo o farlo leggere anche ai maschietti. Lo faccio anch’io per non cadere nel tranello del sessismo alla rovescia. Insomma, contrariamente a ciò che indica il titolo, il libro può  essere letto da bambine, bambini e, udite udite, anche adulti. Ah, dimenticavo: può  essere sfogliato anche al mattino e non solo all’ora della buonanotte.  Tiè.

Il linguaggio è  semplice e le storie sono brevi non per sminuire la complessità delle protagoniste, ma perché il libro nasce pur sempre come narrativa rivolta a dei bambini e la logica è  quella di far stare ogni storia nello spazio di una pagina.

Le storie, infine, narrano vicende eccezionali e perché devono essere per forza sfavillanti o esemplari? Mi viene in mente quando ho pubblicato un post dedicato alle mie bimbe citando la vita di Louise Veronica Ciccone come un’impresa grandiosa e alcuni mi hanno criticata dicendo che la condotta della Ciccone non sarebbe virtuosa. Ok, ma la storia di Madonna non è  forse straordinaria, al di là  delle sue frequentazioni e della sua morale?

Direi che le critiche, o almeno, queste critiche al libro non  sussistono. Quindi, ve lo garantisco, procuratevelo, leggetelo, regalatelo. Non ve ne pentirete!

CLOSING

Ieri sera, durante la lettura, Dudi ha esclamato:”Mamma, un giorno ci sarò  anch’io su questo libro?”.

Certo, se lo vorrai.

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