Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) in lingua italiana “finanziamento collettivo” è un processo collaborativo di un gruppo di persone che mettono insieme il proprio denaro per finanziare un progetto comune. E’ una sorta di microfinanziamento dal basso a sostegno di iniziative di vario genere: culturali, artistiche, imprenditoriali o addirittura di ricerca scientifica.

La prima volta che ho sentito parlare di crowfunding, questa pratica era riferita alla realizzazione di un progetto musicale. Ho un ottimo prodotto che vorrei pubblicare, ma non ho soldi a disposizione. Chiedo ai miei amici un piccolo contributo e, con il ricavato, mi autoproduco il mio disco. Questi amici avranno diritto ad avere il prodotto quando sarà sul mercato. La cosa mi era sembrata un tantino di cattivo gusto ma, bazzicando il mondo della musica da semplice spettatrice, ho pensato: “Mah, forse questa è la via”.

Giusto a titolo di cultura generale, nonostante i primi tentativi di crowfunding risalgano addirittura alla fine del ‘700, il primo esperimento sociale italiano ha come protagonista il giovane regista Davide Tafuni, in arte Dado Martino, che è riuscito a produrre interamente il suo film grazie a questa pratica, raccogliendo oltre 17.000 euro nelle piazze italiane (grazie a contributi di 1 euro a testa!). Il titolo del suo film è I Wanna Be The Testimonial , ed è il primo film interamente autoprodotto e distribuito al cinema. Altro record della pellicola è che conta 15 minuti di titoli finali, che sono valsi a elencare nome e cognome di ogni contribuente. Fico!

Per chi di voi si stesse chiedendo come si organizzi, in pratica, un’operazione di crowfunding, negli ultimi anni hanno preso piede vere e proprie piattaforma on line, in cui creativi e finanziatori utenti del web si incontrano per dare vita a un progetto condiviso in cui credono.

C’è un libro che sta suscitando davvero molto interesse e successo nelle ultime settimane anche perché ha visto la luce proprio grazie a un’operazione di crowfunding: si tratta di Storie della buonanotte per bambine ribelli. Il libro, che narra le storie di 100 donne virtuose che hanno reso la loro vita straordinaria, è stato ideato da due giovani imprenditrici italiane: Elena Favilli, 34 anni, e Francesca Cavallo, 33 anni.

Il loro progetto aveva ricevuto in Italia molti apprezzamenti ma, purtroppo, nessuna opportunità in termini di finanziamenti per la pubblicazione. Approdate negli Usa, le due giovani italiane hanno intrapreso la via del finanziamento via web, raccogliendo in brevissimo tempo oltre 1,3 milioni di dollari che sono serviti alla realizzazione del loro sogno.

Storie della buonanotte per bambine ribelli è il caso editoriale dell’anno e a me, onestamente, poco conta di come siano stati racimolati i soldi per produrlo:  non vedo l’ora di leggerlo insieme alle mie piccole donne e anche al mio piccolo uomo.

Questa la prefazione:

Noi ci auguriamo che queste pioniere coraggiose vi siano di ispirazione. Che i loro ritratti imprimano nelle vostre figlie la salda convinzione che la bellezza si manifesta in ogni forma e colore, e a tutte le età. Ci auguriamo che ogni lettrice comprenda che il successo più grande è vivere una vita piena di passione, curiosità e generosità. E che tutte noi, ogni giorno, ricordiamo che abbiamo il diritto di essere felici e di esplorare il mondo in lungo e in largo

Possibile che, con queste premesse, il libro non abbia trovato una casa editrice disposta a puntare su di lui? Che le due autrici abbiano dovuto solcare l’oceano non per vederlo pubblicato, ma per fare una colletta per ricavarne i fondi necessari? Non ho risposte a queste due domande, però una cosa a questo punto è certa:

Il crowfunding ci salverà!

 

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