Beati erano i tempi in cui mi recavo al cinema e l’età media degli ospiti in sala superava i trent’anni perché oggi, e negli ultimi 5-6 anni a questa parte, sono attorniata prevalentemente da minorenni. Così è stato anche lunedì scorso.

Ero davvero incuriosita dall’uscita di  “La Bella e la Bestia” (il film) che, come forse sapete, è il mio classico Disney preferito e quando Dudi mi ha chiesto di accompagnarla non ci ho pensato due volte. In un balzo eravamo già  in sala.

Inutile dilungarsi sulla trama, che ognuno di noi conosce: Belle è una ragazza indipendente, che vive in un paesino sperduto della Francia della seconda metà del ‘700 con il suo papà, alla quale non interessa trovare un fidanzato da sposare, anche se crede nell’amore. A lei bastano i libri, in un’epoca che non incita esattamente le ragazzine alla lettura, e la sua passione le permette di intraprendere così viaggi fantasiosi ed emozionanti in paesi lontani. Questo è il motivo per cui la fanciulla viene additata come “strana” dalle persone del villaggio dal quale lei, ovviamente, sogna di andare via. Mettiamoci pure un corteggiatore rozzo e pieno di sé e il quadro è fatto. L’incontro con la Bestia le cambierà la vita per sempre, insegnandole ad andare oltre le apparenze perché la vera bellezza è invisibile agli occhi.

Da molto tempo la Disney aveva in mente di creare una serie di “live action” basandosi sui grandi classici, ma mentre con Cenerentola abbiamo assistito a un adattamento della storia iniziale, in questo caso il remake è davvero fedele all’originale.

Nel film diretto da Bill Condon la protagonista ha il volto di Emma Watson, che tutti noi ricordiamo come la streghetta di Harry Potter, la Bestia quello di Dan Stevens, Gaston è impersonato da Luke Evans.  C’è poi il discusso Josh Gad nei panni di Le Tont, fidato e unico compagno di Gaston. Nell’originale figurano poi voci note prestate agli oggetti animati, da Ewan McGregor (Lumiére) a Ian McKellen (Tokins) passando per Stanley Tucci e Emma Thompson.

I motivi per cui andare a vedere il film

Innanzitutto, salvo per un paio di passaggi che sono serviti ad allungarne la durata, come dicevo poco fa, il film è davvero molto fedele al cartone originale. Cosa che non avrei mai detto, pensando ai personaggi del castello che prendono vita (penso a Lumière, Tockins e Mrs Brick) o ad alcune scene topiche tipo la prima cena di Belle a castello.

Seconda motivazione. In un’epoca quale la nostra, dove tutto è apparenza, il messaggio cardine della storia rimane invariato e fa più o meno così: “Non lasciamoci ingannare dall’apparenza e dai pregiudizi, perché la vera bellezza si trova nel cuore”. Assaporare una storia che ce lo ricorda può giovare.

La sceneggiatura. Spettacolare. Gli angoli caratteristici del paesino francese, gli interni del castello, il bosco tenebroso… Tutto è perfetto.

Alcune interpretazioni. La mia nota di merito personale va al Gaston interpretato da Luke Evans, bello, vanesio e auto ironico. A tratti persino più simpatico che nel cartone. Stessa considerazione per il lavoro fatto con Le Tont, un personaggio certo non di spicco nel cartoon, ma che qui emerge in tutta la sua simpatia e autenticità (guadagnandosi pure il titolo di primo personaggio gay della storia Disney. Ma questa è, appunto, un’altra storia).

Gli effetti speciali si sprecano e il risultato è lodevole. Quelli utilizzati per animare gli oggetti del castello, dal candelabro Lumière alla tazzina di nome Chicco, sono superlativi. Ho trovato incantevole il passaggio dell’assalto di lupi nel bosco al papà di Belle.

I motivi per cui non andare a vedere il film

Ahimè, spiace dirlo e farei davvero tutto per non dirlo, ma Emma Watson, che sulla carta aveva tutti i numeri per incarnare Belle con successo (grande popolarità fra i giovanissimi oltre all’altissima reputazione dovuta al suo ruolo di ambasciatrice Onu per i diritti delle donne) non restituisce la passionalità e la complessità della figura della protagonista. Mi aspettavo una recitazione più fluida, caratterizzata da ardore e passione, mentre la Watson appare un po’, per così dire, “tiepidina”. La scena del ballo finale è evocativa. Là Belle dovrebbe dare il meglio di sé, sognare e far sognare e avere la sensazione di spaccare il mondo, mentre nel film appare spaesata, statica, impacciata. Peccato.

Ho letto di critiche rivolte anche all’attore che interpreta la Bestia, eppure non mi sentirei di essere tranchante verso di lui.

Il doppiaggio italiano zoppica parecchio. Alcune canzoni in italiano sono state modificate e, sebbene l’arrangiamento resti fedele alle melodie originali, i testi sono stati cambiati per rimanere in sincro con il labiale degli attori. E senza un risultato ottimale, aggiungo io. Insomma, canzoni con metriche forzate e lontane dal ricordo che ogni spettatore porta nel cuore.

Closing

La pellicola Disney è uno dei  film d’animazione più amato da sempre. Non lo dico solo perché adoro questa favola. Per me La Bella e la Bestia rimarrà il cartoon del 1991. Mentre sprofondavo nella poltroncina del cinema mi chiedevo: “Perché voler replicare a tutti i costi la magia di una storia che, nel cartoon, era già perfetta?”. Non per niente la pellicola Disney si era portata a casa, ai tempi, ben due Oscar. Ed era il 1991.

… Per saperne di più…

Titolo: La Bella e la Bestia (The Beauty and the Beast)

Regia: Bill Condon

Sceneggiatura: Stephen Chbosky, Evan Spiliotopoulos

Fotografia: Tobias A. Schliessler

Interpreti: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad, Kevin Kline, Hattie Morahan, Haydn Gwynne, Gerard Horan, Ray Fearon, Ewan McGregor, Ian McKellen, Emma Thompson, Nathan Mack, Audra McDonald, Stanley Tucci, Gugu Mbatha-Raw

Nazionalità: USA, 2017

Durata: 2h. 09′

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