Sono finalmente riuscita a vedere Oceania, la nuova avventura d’animazione dei Walt Disney Animation Studios e ne sono rimasta davvero entusiasta. Considerando che sono sempre piuttosto critica sul genere, e le mie recensioni lo dimostrano, lo definirei un piccolo capolavoro e qui vi spiego il perché.

LA TRAMA

Vaiana  (nella pellicola originale è Moana, ribattezzata Vaiana onde evitare imbarazzanti confusioni con la nostra italica Moana), figlia del capo villaggio dell’isola di Motu Nui, è fin da piccolissima innamorata e attratta dall’Oceano. La giovane desidera ardentemente solcarne le acque alla ricerca della propria identità e perché sente di poter dare un futuro migliore al suo popolo. Per fare questo, però, deve trasgredire le regole del villaggio, che impediscono a chiunque di spingersi oltre il confine del reef, la barriera corallina.

Vaiana scappa di casa e inzia così una avvincente missione in cui incontrerà Maui, semidio e pasticcione eroe in disgrazia, che la guiderà nella sua ricerca insegnandole l’arte della navigazione. Affronteranno ostacoli e creature spaventose e, ognuno alle prese con la ricerca della propria affermazione e identità personale, riusciranno nell’intento di riportare il cuore alla sua proprietaria, la Madre di tutte le isole, e salvare così Oceania.

Indomita, testarda e ribelle, Vaiana porterà così a compimento, dopo innumerevoli peripezie e con tanta fatica e forza di volontà, il suo sogno di salvezza per l’isola e il suo popolo. 

Il film è ispirato, in parte, ai racconti della tradizione orale e ai miti delle culture delle isole del Pacifico.

Ho cercato di svelare solo sommariamente la trama, che raccontata così sembra persino banale, perché desidero soffermarmi sulle sensazioni che il film ha suscitato in me, tutte positive naturalmente.

NON CHIAMAMOLA PRINCIPESSA!

E’ lei stessa a dirlo, a un certo punto: Non sono una principessa, sono la figlia del capo villaggio!”, colei che è stata scelta per dare una svolta al futuro della sua terra e del suo popolo. La storia della riccioluta polinesiana è lontana anni luce da quelle delle principesse Disney del passato. Qui non solo nessun principe è atteso, ma i maschi, addirittura più che in Frozen, sono quasi dei mezzi da usare, o anche degli ostacoli da dover superare, per la piena realizzazione di sé.

LE FATTEZZE DEI PERSONAGGI

Ciò che più mi ha colpito a inizio film è che mi sono ritrovata a pensare: “Miii, quanto sono grassoccelli questi qui, guarda che gambe tozze che hanno”, il che la dice lunga anche sul mio condizionamento psicologico in termini di sex appeal e forma fisica. Anche qui, siamo lontanissimi dalle fattezze fisiche delle fanciulle Disney del passato smilze, slavate e filiformi. Vaiana è una genuina ragazzotta dalle forme morbide che si piace così com’è anche con la caviglia un po’ grossa; il padre è un omone con parecchi chili in più e pure la nonna, figura determinante di cui parlerò oltre, non è certo una vecchina denutrita.

LE ALTRE DUE DONNE, PERSONAGGI SIGNIFICATIVI

Le altre due figure femminili di spicco del film sono la mamma e la nonna di Vaiana. La mamma, che inizialmente appare come figura di poco rilievo, è colei che aiuta Vaiana a intraprendere il suo viaggio. Quando l’ho vista porgere alla figlia la borsa per partire mi sono emozionata e ho pensato che ogni mamma desidera sempre la piena realizzazione dei sogni dei propri figli, anche se questi li porteranno lontano da lei. Poi c’è nonna Tala, che si autodefinisce la matta del villaggio, ma sembra essere l’unica a comprendere e incoraggiare il desiderio di Vaiana di scoprire cosa c’è oltre il reef e lasciarsi guidare dall’Oceano.  Come dice lo sceneggiatore “Nonna Tala è la custode delle antiche storie, conosce la storia del suo popolo e capisce quanto sia importante che Vaiana persegua i suoi sogni. Però non le dà mai le risposte. Lascia che sia Vaiana a trovare la sua strada“. Doppiata da Angela Finocchiaro, è davvero un personaggio chiave irresistibile.

IL VIAGGIO DI FORMAZIONE

Ormai lo sapete, sono da sempre appassionata dai romanzi di formazione. Il viaggio rappresenta da sempre uno degli archetipi del percorso di formazione del sé. Quello di Vaiana non è soltanto un’impresa eroica che la condurrà verso la libertà e il proprio riconoscimento. E’ un vero e proprio viaggio di formazione in cui la fanciulla prende coscienza del proprio destino, decide di partire, si mette alla prova, supera mille difficoltà e conosce sé stessa. Solo attraverso questo percorso fatto di fatica, dedizione e forza di volontà, compirà la sua missione.

UN BELLESEMPIO PER BAMBINE E BAMBINI

Vaiana non è alla ricerca di un principe di cui innamorarsi o che la faccia innamorare. È alla ricerca di sé stessa.

Vaiana è intraprendente, risoluta e forte. E anche se deve prendere lezioni da Maui per imparare a navigare, alla fine riuscirà a farlo benissimo da sé e a raggiungere il suo intento. Giusto per dire che, quando una donna lo vuole, può spaccare il mondo. Mica male.

LA COLONNA SONORA

Provo una profonda idiosincrasia per i musical in generale e per le troppe canzoni che infarciscono spesso i cartoon della Disney. In Oceania le canzoni, sì, lo ammetto, sono molte, eppure non mi hanno infastidita per nulla. Sono giunta alla conclusione che i testi sono belli e densi di significato e probabilmente anziché essere un “di più” concorrono in maniera importante alla narrazione stessa.

Per gli appassionati del genere, le musiche di Oceania sono di Lin-Manuel Miranda, Mark Mancina e Opetaia Foa.

VALE IL BIGLIETTO DEL CINEMA

In perfetto stile Disney – Pixar anche Oceania è preceduto da un cortometraggio significativo e molto ben fatto, dal titolo “Testa e Cuore”.

Testa e Cuore racconta il conflitto interiore di un uomo di mezza età logorato dalla vita moderna e dall’alienante lavoro ripetitivo in ufficio, in cui i desideri e le speranze elaborate dal suo cuore vengono puntualmente bocciate dal cervello.

La visione del corto lascia in bocca quel sapore dolce amaro legato al conflitto fra la sfera più pragmatica e quella più spensierata delle nostre esistenze e alla presa di coscienza che soltanto l’equilibrio fra queste due sfere può condurci verso la felicità.

E, come dico io, per la felicità ognuno usa la sua personalissima tazza da the… 

PER FINIRE…

… Che cosa fate ancora lì seduti?

Correte al cinema, quelli per vedere Oceania sono soldi ben spesi

(anche quando hai il gemello n. 1 che si strafoca tre kg di pop corn senza interruzione, la gemella n. 2 che già a metà film frigna perché vuole tornare a casa, la figlia settenne che si è stravaccata sulla poltroncina manco fosse di ritorno dai lavori forzati e il consorte che si lamenta per la troppa pubblicità pre-film).

… Va tutto bene… Buona visione…

 

 

 

 

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