“Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.”

Aiuto, leggo il libro di Aldo Cazzullo, intitolato “Le donne erediteranno la terra” su suggerimento di un amico.

Aldo Cazzullo racconta perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo. I segni sono evidenti: a Berlino e a Londra governano due donne.

L’Italia, poveretta, rimane un Paese maschilista (e lo sappiamo), eppure sono donne il sindaco della capitale, la presidente della Camera,  l’astronauta più nota, la scienziata più importante. E questo sarebbe solo l’inizio…

L’autore evoca il genio femminile, attraverso figure del passato e del presente. Racconta le gesta di tante donne che conducono enormi battaglie contro le ingiustizie che ancora le penalizzano. Perché le donne hanno una marcia in più rispetto agli uomini. Perché sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura. Perché sanno amare e non perdono mai la speranza. E tutto questo è vincente, di questi tempi.

Fino a qui tutto vero.

Caro Cazzullo, eppure… Quel titolo lì… Non saprei come dirtelo, ma mi pare un tantino surreale. E paraculo, per dirlo alla maniera di alcuni amici miei. “Erediteranno la terra”, poi, cosa significherebbe? Che qualcuno la lascerà loro in eredità? Eh no, pretenderei, alla luce di quanto teorizzi, quanto meno la modifica del titolo in “Le donne conquisteranno la terra” o, almeno, “Le donne si prenderanno la terra”.

Aldo, la vedo dura. Non discuto le virtù che, correttamente,  ci attribuisci. Ognuna di noi è conscia di avere delle capacità diverse e alle volte superiori rispetto a quelle degli uomini. E’ la storia insieme alla genetica ad avercele date in dote: pazienza, forza, spirito di sacrificio, orientamento all’obiettivo,  intuito, resilienza, attitudine alla cura, solo per citarne alcune.

Non contesto i posti di rilievo che le donne cominciano, finalmente, a ricoprire (nonostante anche stavolta una donna sia rimasta fuori dall’uscio della Casa Bianca), anche se per farglieli occupare ci sono volute le quote rosa  o dei passi indietro da parte degli uomini.

Non discuto nemmeno quello che dici a un certo punto, ossia che anche dal punto di vista professionale le donne hanno una marcia in più. E’ da quando ho iniziato a lavorare che sento colleghi che tessono le lodi di colleghe brillanti, meritevoli, ingegnose. Peccato che queste devono mettere i remi in barca e passare all’anonimato, quando va bene, o addirittura dileguarsi, non appena hanno un figlio o una famiglia. E questo, lo sostengo sempre, non solo per colpa degli uomini!

Mentre sfogliavo le pagine di Cazzullo pensavo costantemente: “Vuole vendere un libro alle donne e ha capito che il modo migliore per farlo è accattivarsele e dire loro quello che vogliono sentirsi dire. Che la colpa è del patriarcato e che loro sono perfette e vinceranno”.

Non critico l’idea dell’autore di proporre una carrellata di storie di donne virtuose (anche se quello lo aveva già fatto la Gruber con il suo “Streghe”). Ciò che critico, dal mio modestissimo punto di vista, è il succo della pubblicazione, che mi pare un susseguirsi di luoghi comuni e arruffianate.

Un po’ come quando qualsiasi uomo esalta le virtù femminili e io controbatto: “Dì la verità, non faresti cambio un solo giorno con la vita di una donna. E faresti bene!”.

Al di là di tutto, chiudo il mio commento con tre considerazioni:

  1. Non mi interessa ascoltare costantemente discorsi con cui le virtù delle donne vengono esaltate come per dare loro un contentino o una benedizione. Mi accontenterei di pochi discorsi e trattazioni a riguardo,  meno dibattiti insomma, ma riconoscimenti veri e più libertà di azione per ognuna di noi.
  2. Mi piacerebbe non dover mai spiegare alle mie figlie perché si usa il termine “Donna con le palle” per definire una donna in gamba. Né constatare che ancora oggi le femmine debbano travestirsi da maschi per essere considerate, assumendo atteggiamenti e linguaggio virili che non sono propri della loro esistenza.
  3. Giuro che, se fossi una scrittrice o giornalista, mai e poi mai sceglierei come immagine di copertina per un libro che esalta il genio femminile una ragazza con faretra e frecce.

CLOSING: pollicione abbassato per il libro di Cazzullo.

P.S.: Il libro non l’ho acquistato, l’ho preso in prestito in biblioteca. Tiè.

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