L’11 ottobre è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze.

Lo scopro casualmente, scorrendo le notizie sui Social durante il mio consueto viaggio in treno.

Leggo articoli sulla schiavitù, sul dramma delle spose bambine, sulle violazioni sul corpo, su un percorso ad ostacoli che tante volte, per noi bambine, inizia già prima di nascere.

Penso alle mie bimbe. Bambine nate dalla parte giusta della terra. Bambine spensierate, protette, coccolate. Bambine fortunate.

Penso a mio papà, che mi chiama ancora “bambina” nonostante abbia ormai 40 anni suonati e in quel suo appellativo dimora tutta la tenerezza, la cura e il rispetto che si sente ancora di darmi.

Penso con il sorriso alla bambina che sono stata. Sempre un po’ goffa, anche se posata, gentile, generosa. Sempre un po’ troppo seria in quel non essermi sentita mai bambina.

Penso alle bambine di cui mi sono presa cura quando ero poco più di una ragazzina. Bambine che, a loro volta, sono diventate delle donne che mi piacciono davvero tanto e che vorrei incontrare ogni giorno sulla mia strada.

Penso a quelle bambine costrette a non essere bambine, a cui è negato il diritto all’infanzia, perché sporcato dalla violenza, dal lavoro imposto, da soprusi e sfruttamenti.

E penso che, da sempre, per partito preso, sto dalla parte delle Bambine.

 

Per le bambine di tutta la terra auspico una carta dei diritti più giusta.

Una carta dei diritti scolpita a fuoco, che non venga accartocciata, nascosta, bruciata, stracciata.

E sulla quale campeggi a caratteri cubitali il diritto di essere bambine.

Il diritto allo studio, alla conoscenza, alla scoperta

Il diritto a reinventare o a rifiutare le favole tradizionali

Il diritto a sentirsi belle anche se non si è smilze e alte, o non si è come gli altri si aspettano che siano

Il diritto a giocare col fango, a sbucciarsi le ginocchia, ad arrampicarsi su un albero

Il diritto a vestirsi con i pantaloni e non essere per forza una principessa o una fatina

Il diritto a essere una principessa, una fatina, una bambolina

Il diritto di scegliere facoltà scientifiche all’università

Il diritto di sperimentare, procedendo per tentativi ed errori

Il diritto di essere amate, protette, coccolate, desiderate

Il diritto a girare il mondo senza paura

Il diritto a far carriera senza essere equiparate a un maschio

Il diritto a non accontentarsi mai

Il diritto a denunciare ingiustizie e soprusi

Il diritto all’autonomia e alla libertà

Il diritto a ridere e urlare a squarciagola

Il diritto a sbagliare e ricominciare nuovamente

Il diritto di essere mamma o di scegliere di non esserlo

Il diritto a essere rispettate senza essere oggetti

Il diritto a essere sé stesse

Il diritto alla felicità

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