Imperversano in questi giorni post e commenti sulle categorie di mamme più odiose individuabili al parco o all’uscita dalla scuola:

  • La mamma schizzata;
  • La mamma vamp;
  • La mamma so-tutto-io;
  • La mamma ipocondriaca;
  • La mamma salutista;
  • La mamma chioccia.

 

Inutile approfondire con minuziose descrizioni, questi generi di mamme le conosciamo tutti molto bene. Sia ben chiaro, comunque, nessuna di noi riferisce di appartenere, nemmeno lontanamente, a una delle categorie sopra citate. E’ naturale.

Se posso essere onesta ‘sta mania di incasellare le mamme nei vari cliché adesso mi ha un tantino stufata, almeno tanto quanto l’intramontabile dibattito sull’essere o no una pessima mamma.

Mamme, cerchiamo di essere quello che siamo, al di là di inutili classificazioni.

Questa mattina splende il sole e io sto godendo di un momento privilegiato di vicinanza con i miei bimbi dovuto al loro inserimento  all’asilo (sì, lo so che adesso si chiama scuola materna, anzi no, scuola dell’infanzia, abbiate pazienza. Non sono una mamma precisina!).

Mi sento solare, raggiante, positiva (il che è tutto dire, per una che ancora sogna di tornare a dormire per sei ore di fila) e quindi mi chiedo: ma perché elencare e categorizzare sempre e soltanto il tipo di mamme che odiamo? Perché non stilare l’elenco di mamme che, invece, amiamo, approviamo, rispettiamo?

Certo, ognuna di noi ha le sue, a seconda delle proprie priorità o di ciò che reputa importante per sé e per i suoi bambini o ragazzi.

Ok, comincio io. Ecco le mamme che mi sono simpatiche, che mi piacciono, insomma, che amo:

  • La mamma che se ne frega: E’ una mamma d’altri tempi, che riesce a infischiarsene, anche al primo figlio, delle curve di crescita, del parere delle altre, del numero di poppate, dei consigli delle vicine di casa. Non le interessa se suo figlio non ha l’agenda zeppa di attività extra scolastiche, né se al parco gioca tranquillo da solo senza socializzare con gli altri. Fa come le pare, senza dare troppa importanza a quanto legge su internet o sulle riviste degli esperti. Riesce a non andare in ansia da prestazione nemmeno quando le altre mamme giurano che i propri figli hanno terminato i compiti per le vacanze il 15 di luglio. Perché lei, appunto, se ne frega;
  • La mamma che incoraggia i propri figli: E’ una mamma che crede più nelle capacità e nelle attitudini dei figli che nella competizione con gli altri. Per questo li supporta, li aiuta, li incoraggia il più possibile, anche quando questi sono duri d’orecchio, lenti di comprendonio o semplicemente pigri. Non perde la pazienza nemmeno quanto alla decima lezione di nuoto il figlio dimostra di non sapersi ancora mettere le ciabatte da solo;
  • La mamma capace di poesia: Questo genere di mamma riesce a far sì che l’infanzia dei suoi figli sia uno spazio tempo in cui regna la magia. E’ capace di decorare la cameretta della sua bambina affinché questa abbia la sensazione di  dormire in un bosco incantato, nasconde bigliettini con cuoricini colorati nella sua cartella, fa di tutto per rimandare la triste scoperta che Babbo Natale non esiste. Dimenticavo: le feste a sorpresa sono la sua passione;
  • La mamma che non sa: Arriva sempre di corsa davanti a scuola. Ignora i tormentoni delle altre mamme riguardo la nuova acconciatura dell’insegnante di matematica, i libri da foderare, i regali da acquistare per le maestre. Lei, semplicemente,  non sa. Però, proprio per questo, si sa adeguare. Ci sono da dare 10 euro per la gita? “Ah, non sapevo, tieni!”. Ci sono i pidocchi a scuola?. “Ma davvero? Controllerò la testa”. La mamma che non sa non va mai in ansia, ma può stare davvero tranquilla a una sola condizione: conoscere almeno una delle odiose mamme-so-tutto-io, che la guideranno, la informeranno, la indirizzeranno.

Non so che cosa farci. Mi rendo conto che queste tipologie di mamme non sono per nulla perfette, però a me piacciono, mi strappano un sorriso, le ammiro.

Credo fermamente  che ognuna di noi, magari anche solo in piccola percentuale, se lo desidera e se lo riconosce, sappia di essere o di poter rientrare in uno dei generi di mamma che approva.

Così come, ahimè, possiamo smetterla di stressarci troppo perché certamente, anche se non lo riconosceremmo mai, rientriamo (magari anche solo in piccolissima percentuale) in almeno una delle tipologie di mamme odiose che critichiamo tanto!

Annunci