Avanti, Mamme, ammettiamolo: ci sono dei giocattoli, solitamente quelli molto amati dai nostri bambini, che noi odiamo profondamente. Sono quelli che lanceremmo giù dalla finestra, che ci fanno imprecare quando vediamo che i nostri bambini li hanno fra le mani, che disintegreremmo con il lanciafiamme, che ci fanno storcere il naso quando vengono regalati loro per il compleanno.

Poi, è ovvio, noi i nostri bambini li amiamo e faremmo davvero di tutto affinché si divertano, però… Alcuni giocattoli sono davvero odiosi. Insopportabili. Inqualificabili.

Ogni mamma ha la sua classifica personale più o meno lunga e legata, alle volte, anche a traumi infantili o ad associazioni mentali particolari. Ma non siamo qui per affrontare l’argomento da un punto di vista clinico-psicologico. Vogliamo solo liberarci da quel senso di esasperazione e (un po’) di colpa dovuto al nostro profondo odio verso quei giocattoli.

Ecco la mia personalissima lista:

IL PRIMO DELLA LISTA: Il Cicciobello Bua

La pubblicità lo garantiva: il Cicciobello Bua è un giocattolo interattivo che non ti scordi. Non farà la fine di quei doni di cui i vostri bimbi si dimenticano facilmente. E’ la bambola che tutte le bambine desiderano. Permetterà alle vostre bambine di sentirsi delle vere mamme perché per loro sarà come avere fra le braccia un bambino vero.

Appunto.

Il Cicciobello Bua, lo dice già il suo appellativo, è una bambola che, come tutti i bebè, si ammala. E chi di noi non ha voglia di avere per casa un bambino malato che inizia con il lamentarsi e finisce, nel breve, con lo strillare sfoderando pianti sovrumani?

Non solo. Le sue guance si infiammano a tal punto da risultare fluorescenti e visibili, di rosso vivo, al buio. Se la sua mamma non è brava a curarlo grazie alle boccettine di farmaci di vari colori che deve conficcargli in gola e a propinargli la puntura nel sederino al momento giusto lui strillerà ancora di più.

Lo sostengo da sempre. Non c’è nulla in natura di più straziante del pianto del Cicciobello Bua (nemmeno quello dei neonati veri!). Le mamme che ancora non ce l’hanno per casa lo evitano (o, in taluni casi, minimizzano, soprattutto le mamme dei maschi). Chi lo conosce lo odia con tutte le sue forze e non sa che a nulla servirà tappargli la bocca o chiuderlo in un’altra stanza. Il suo pianto atavico vi raggiungerà ovunque.

Dimenticavo. Alcuni papà hanno rischiato grossi problemi di salute quando, recatisi nella camera da letto per dare la buonanotte alle figliolette già dormienti, hanno inavvertitamente provocato la perdita del ciuccio al Cicciobello che, maledetto lui, ha cominciato a strillare nel bel mezzo della notte.

IL PIÙ SUBDOLO: La sabbia magica (o sabbia cinetica)

Anche qui, la pubblicità sembra descrivere un gioco delizioso, educativo, atossico e che richiama gli elementi basici naturali. Qualsiasi mamma, all’inizio si lascia ingannare. Cosa c’è di più naturale della sabbia del mare? La risposta corretta è solo una: la ghiaia del mare. E non la sabbia magica, che di magico non ha un bel niente, mentre di diabolico ha molto.

“Non sporca, non appiccica, non lascia residui”.

Parliamone.

Lasciate il vostro bimbo da solo (in compagnia è molto peggio, fidatevi) in una stanza con il suo secchiello di Sabbia magica fra le mani.

Riaprite quella porta dopo solo 10 minuti.

Troverete il vostro bambino con sabbia in ogni recondito angolo del proprio corpo: fra le dita, sui capelli, nell’incavo dei gomiti, in bocca (niente paura: è atossica, almeno questo è vero). Vogliamo parlare, poi, della stanza? Residui di sabbia ovunque. Sui letti, sotto i letti, sotto al tappeto, sulle mensole e così via. La sabbia non appiccica, sì, ma si attacca inesorabilmente alle calze e ai pantaloni e si sparge ovunque, per la gioia della mamma.

La pallottola di sabbia diventa rapidamente ricettacolo di pelucchi, polvere e capelli degli inquilini di casa. Uno schifo!

Infine la superficie sulla quale la sabbia è stata collocata rimane scivolosa. Vi lascio immaginare cosa può succedere quando i bambini corrono sul pavimento della “scena del delitto”.

No comment


L’EVERGREEN: Il Didò

Sia ben chiaro: quello che provo nei confronti del Didò è un sentimento di odio-amore. Ogni volta che lo regalano ai miei bambini non posso fare a meno di annusarlo, manipolarlo e strofinarmelo lentamente sul labbro superiore (lo ammetto, dev’essere un residuo della mia mai superata fase orale freudiana…).

Ma, perdonatemi, quando lo trovo appiccicato sotto le suole delle scarpe, sotto il tavolo o semplicemente incollato al pavimento non posso fare a meno di detestarlo con tutto il mio cuore e inveire contro la persona che l’ha donato ai bambini (eccheccavolo, usalo a casa tua!).

Lo stesso sentimento di stizza mi assale quando sorprendo i bambini mischiare Didò di diversi colori o lasciarlo all’aria aperta provocando l’effetto sasso (quando il Didò si secca e perde consistena morbida e profumo). Ma anche questa deve essere una mia deviazione psicologica infantile.

Per concludere….

È scientificamente provato. Tutte le mamme odiaino, chi più chi meno, questi tre giocattoli. Qualche mamma li usa anche come arma impropria, conoscendone l’effetto finale, regalandoli a quei bambini le cui mamme sono particolarmente anitipatiche….

(Paola, non è il tuo caso. Perdonami. Quei kg di sabbia magica te li ho regalati in assoluta buona fede. Non ne avevo ancora sperimentato gli effetti catastrofici ..)

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