Per la serie… Interpretare un disegno – la famiglia.

E’ trascorso un anno, ormai, dal primo post sull’interpretazione dei disegni dei bambini . Questo fatto la dice lunga sulla mia costanza e coerenza circa la pubblicazione dei contenuti di questo blog. Comunque, dopo il test della casa, dell’albero e della figura umana, eccoci all’ultimo appuntamento, quello sulla famiglia.

Il disegno della famiglia ci può dare una visione molto completa su come il bambino (ma anche l’adulto, se questo test viene proposto a uno di noi) si integra nell’ambiente familiare, sulla posizione che occupa o che si sente di occupare all’interno di essa e su quali siano le relazioni affettive o di conflitto verso gli altri membri della famiglia.

Se avete letto i post precedenti ormai sarete degli esperti e avrete capito che, anche in questo caso, occorre esaminare e prestare attenzione alle dimensioni del disegno, alla collocazione dello stesso nel foglio, al tipo di tratto usato e ai colori scelti.

Naturalmente per i singoli personaggi disegnati valgono le indicazioni riportate nel post sulla figura umana (come sono disegnate le braccia? E la testa? Qual è la dimensione del corpo? Che colori sono utilizzati? E il tratto?).

I fattori indicativi del disegno della famiglia, in cui il soggetto disegna sé stesso ma anche le altre persone che gli stanno intorno, sono:

La valorizzazione dei personaggi. Il personaggio più significativo, quello che chi disegna ammira di più, che invidia o teme, insomma, la persona che il soggetto investe della maggior carica affettiva, spesso si riconosce perché:

  • è quella che viene disegnata per prima; in genere occupa il primo posto a sinistra. Spesso è la mamma o il papà Se si tratta di un bambino, il nostro soggetto vorrebbe prendere il suo posto mentre, se si tratta di sé stesso è segno di narcisismo accentuato;
  • è di grandi dimensioni o, comunque, più grande rispetto agli altri;;
  • è eseguito con maggior cura;
  • è ricco di dettagli (fronzoli, accessori, decorazioni…).

La svalorizzazione invece prevede l’omissione di colui che provoca  sentimenti negativi o contrastanti.
Se nel disegno manca un individuo della famiglia, il soggetto si augura in cuor suo che questo scompaia; spesso si tratta di un fratello o di una sorella (svalorizzazione del rivale), a volte di un genitore evidenziando un rapporto difficile, mentre se è il soggetto stesso a non esserci significa che vorrebbe essere diverso.

La persona svalorizzata può anche non mancare, ma essere:

  • la più piccola;
  • disegnata per ultima;
  • disegnata meno bene;
  • in disparte o al di sotto degli altri;
  • cancellata dopo esser stata disegnata.

E’ interessante notare anche la posizione dei diversi personaggi, quando questi sono disegnati uno accanto agli altri. Tanto per scomodare Edipo, con il suo complesso, spesso le bambine disegnano sé stesse fra la mamma e il papà, come a dire: “Occhio mamma, che vicino al papà ci sto io”. I maschietti, invece, tante volte si collocano vicini vicini alla figura materna.

Anche in questo caso bisogna guardare il disegno nel suo insieme, prestando attenzione ai tanti o pochi dettagli che lo compongono. L’ideale è chiedere, alla fine,  all’artista di commentarlo (… ne sentirete delle belle!).

Nell’immagine qui sopra è chiaro come i due piccoli Simpson vivano la loro condizione in famiglia. La piccola Maggie, la poppante, è esclusa dal gruppo…

 

 

 

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