Ebbene sì, l’inverno è finito! Non che sia stato particolarmente rigido o lungo quest’anno, ma da circa un mese possiamo esclamare: “Finalmente è primavera!”.

Quando le giornate si allungano, il clima diventa più mite, le condizioni meteorologiche meno avverse consentono uscite e passeggiate a cielo aperto, si verifica quel fenomeno  ciclico e comune a tutte le famiglie dalla penisola italiana: l’uscita delle mamme e dei bambini dal lungo letargo invernale.

I bambini quasi non ci credono: ritornare al parchetto dopo tutti questi mesi? Stop ai pomeriggi di freddo con tenebre già alle 5 del pomeriggio? Addio alle ore parcheggiati dinnanzi alla TV mentre mamma stira per riscaldarsi? Niente più giubbotti imbottiti, stivali col pelo, guanti o colbacchi?

Sì, l’inverno è finito, si aprono le gabbie e finalmente le mamme, dopo essersi dedicate al cambio degli armadi (attività odiosa e sfiancante, uno dei principali argomenti delle Chiacchiere al caffè delle mamme in questo periodo) riportano i loro bambini al parco, a giocare all’aria aperta.

C’è qualcosa di infinitamente magico e fatale, ma anche ricorrente, nelle prime uscite dopo il lungo letargo invernale delle mamme con i loro bambini.

I bambini quasi sempre si rendono conto che le scarpe dell’anno prima non vanno più bene. I loro piedi sono cresciuti! Allo stesso modo, le povere mamme, dopo l’inverno, constatano che il pantalone della stagione precedente si è un po’ ristretto in vita. ma si sa, una corretta alimentazione invernale richiede cibi nutrienti e ipercalorici che fanno ingrassare, quindi da domani dieta.

Passando davanti al bar o alla panetteria mamme e bambini vengono salutati dalle commesse, che in alcuni casi si affacciano persino fuori dal negozio: “Hey, come state? E’ da tanto che non vi vedo”. Le mamme sorridono (sempre se ancora non hanno realizzato che i pantaloni dell’estate precedente sono diventati piccoli) e salutano gioviali esclamando: “Eh… E’ la nostra primissima uscita al parco dopo l’inverno!”. I bambini proseguono, senza nemmeno voltarsi. L’obiettivo è arrivare al parco al più presto.

Le mamme si ritrovano secondo le solite dinamiche di gruppo ed è un continuo: “Come è cresciuto il tuo!”, “Quanto si è fatto alto!”, “Anche i più piccolini sono diventati grandi!”. Intanto si preparano ad affrontare i soliti tormentoni da mamma: nido o nonni? Scuola privata o pubblica? Vacanze organizzate o fai da te? A merenda frutta o merendine confezionate? Le più acute constatano amaramente che mentre i figli crescono loro invecchiano.

I bimbi ritrovano i loro giochi: l’altalena, il dondolo, la giostrina, lo scivolo e li toccano, come se fossero degli amici dai quali si è stati distanti per un po’.  Fa sempre un effetto strano pensare che quei giochi siano rimasti lì, immobili e in attesa, durante l’inverno, in balia del freddo, della pioggia, della neve. In assoluta solitudine. Ogni bambino pensa che lo scivolo avrà scambiato due parole con l’altalena e che, forse, il dondolo avrà fatto amicizia con la giostrina o con le panchine.

La natura, tutt’intorno, è esplosa nel suo spettacolo misterioso: gli alberi sembrano respirare nuovamente. Sono sbocciati sorprendentemente fiori sui rami anche quest’anno, le foglie sono rigogliose, l’erba sotto i piedi è folta e soffice. Le margherite hanno già fatto capolino così come i fiori delle cicorie, quelli che i bambini raccolgono  per regalarli alle ragazze della panetteria, al fine di avere una caramella in cambio.

Le amicizie si riallacciano. Quelle dei bambini, alcuni dei quali non si vedevano da mesi, e quelle delle mamme. La vita all’aria aperta mette di buonumore, ristabilisce le energie perse o che si credevano perdute, rigenera lo spirito. E allora via ad appuntamenti per l’indomani, a merende improvvisate, a staffette di mamme che recuperano da casa anche i bambini delle altre pur di farli giocare insieme.

Insomma, mentre le mamme rieducano i loro muscoli facciali per meglio comunicare con le altre e si godono i primi tiepidi pomeriggi di primavera, i piccoli finalmente riempiono di ossigeno i loro polmoni e allenano i muscoli per dedicarsi alle loro attività preferite: correre, saltare, trottare, scorrazzare. E se anche uno solo di loro durante i mesi infernali invernali ha familiarizzato con lo smartphone della mamma, ahimè, adesso se lo dovrà proprio scordare.

Ah, dimenticavo. In questi giorni fa capolino, inspiegabilmente, anche il bambino o la bambina che è in noi. C’è chi indossa una canotta fluorescente, chi azzarda l’infradito anche se è troppo presto; qualche mamma si mette un fiore fra i capelli o nell’asola della camicetta. Alcune mamme che normalmente si ignorano all’uscita da scuola, addirittura si salutano.

Questa è la magia dolce e surreale dell’uscita dal letargo… Una magia che ancora stupisce e, a tratti, lascia senza parole…

 

 

 

 

 

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