C’era una volta una bimba alta poco più di mezzo metro. I suoi capelli erano dorati e i suoi occhi vispi e profondi, di quel colore che è un mescolarsi di sfumature di verde smeraldo e zaffiro che solo i folletti del bosco possono avere ideato.

La bambina era sfacciatamente bella ma profondamente introversa, timida e discreta. Tante volte anziché parlare si limitava a indicare le cose con un movimento leggero del capo. I suoi gesti erano lievi e delicati ed era cauta e controllata anche nei suoi rapporti con gli altri.

La bimba non amava sentirsi dire che il suo era un carattere complicato e che avrebbe potuto essere più vivace, più estroversa, più divertente. Ogni volta che sentiva queste frasi sul suo conto si incupiva un po’ e si sentiva profondamente sbagliata.

La sua mamma, però, la rincuorava. Le ripeteva ogni sera quanto l’amasse e quanto fosse fiera di lei. Perché a lei, alla mamma intendo, la sua bimba piaceva davvero tanto. Anche se non era chiacchierona, spigliata e disinvolta come le altre.

Figuratevi la sorpresa della mamma quando scoprì che sua figlia aveva stretto amicizia con un’altra bambina e che insieme trascorrevano interi pomeriggi all’insegna del puro divertimento, correndo, ridendo e chiacchierando complici.

“Dimmi un po’, come si chiama la tua amica del cuore?”, chiese un giorno la mamma. “Si chiama Gioia e gioia è il sentimento che provo ogni volta che sto insieme a lei”, sussurrò la bimba, sorridendo felice.

La mamma non aveva mai visto Gioia, eppure riusciva a immaginarsela dai racconti della sua piccola. Sapeva che era divertente, chiacchierona e spiritosa. Che amava le caramelle alla fragola e le ciambelle ricoperte di zucchero.

Sapeva anche che era un po’ dispettosa e che, un giorno, aveva sottratto alla sua piccola un braccialetto di plastica rosa. Ma non aveva fatto nulla per insinuarsi nella loro relazione, pensando che se la sarebbero vista da sole.

Con il passare del tempo e grazie all’amicizia con Gioia, la bambina cominciò a brillare di una luce nuova. Era più serena, sicura di sé e solare. Sembrava essere rinata e tutti intorno a lei lo intuivano.

Soltanto dopo molti mesi, una sera d’estate, la mamma incontrò l’amica del cuore di sua figlia e rimase così sorpresa da non riuscire subito a proferir parola. Gioia, che la guardava con aria interrogativa, era una meravigliosa bambina indiana, con occhi da cerbiatta e pelle color ebano.

La mamma, a dir la verità, aveva amici davvero di ogni colore e infatti non era sorpresa dalle origini culturali di Gioia, ma dal fatto che per la sua bambina quella differenza non fosse importante o comunque degna di nota.

In quella sera di fine estate la mamma sorrise a lungo e capì che i bambini sono esseri davvero speciali e sognò per la sua bimba mille amicizie come quella, che andassero oltre le differenze di colore, di genere o personalità.

Oggi quella bimba è cresciuta. Di Gioia ricorda ancora l’intensità dello sguardo e le risate di quei giorni passati. Ancora oggi per lei Gioia rimane la sua primissima amica del cuore e la bimba impertinente che le rubò quel braccialetto di plastica rosa.

 

 

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