Per la rubrica “Il mondo dei gemelli” oggi ho voglia di trattare il tema del sentimento dell’amicizia che i gemelli dimostrano di sperimentare in maniera molto diversa rispetto agli altri bambini.

Una convivenza speciale

Vi siete mai chiesti che cosa possa significare vivere in costante compagnia fin dalla nascita?

Anzi, riuscite a immaginare un’esistenza costantemente in compagnia di un’altra persona già dalla vita intrauterina? Con condivisione assoluta di spazi, situazioni, emozioni?

I gemelli sono gli unici esseri a sperimentare questa particolare esperienza, siano essi monovulari (gemelli identici) o biovulari (gemelli diversi).

Un’amicizia unica

Il significato dell’amicizia ha una connotazione molto particolare nelle coppie di bambini gemelli. Ognuno di loro un amico vero già ce l’ha. E questo è molto più che un amico qualunque,  è una persona con cui ha condiviso quasi ogni istante della propria vita da quando è nato. E’ quasi un’altra parte di sé. E non può immaginare la propria vita senza di lui

I suoi primi ricordi sono legati a lui, nel suo rapporto con la madre rientra sempre anche l’altro, così come in quello con gli altri fratelli e con i nonni.

Questo aspetto può essere una cosa bellissima, perché i gemelli non sono mai soli e sono abituati a condividere, a collaborare e a sostenersi reciprocamente. L’uno ha un alleato nell’altro, un compagno di avventure, un supporto emotivo, un complice con cui intendersi solo con uno sguardo.

Eppure, la speciale convivenza può essere anche un aspetto negativo del loro vissuto psicologico. Questo succede se la simbiosi è troppo stretta e se i gemelli tendono, come spesso accade, a vivere in un mondo a sé, non sentendo il bisogno di aprirsi all’esterno.

Verso la socializzazione. L’amicizia con gli altri bambini

E’ per quest’ultimo motivo che è importante favorire il più possibile la loro socializzazione con altri bambini e che ciascun gemello abbia un suo amichetto del cuore, per sperimentare una sana complicità anche al di fuori della coppia.

Ciascun gemello dovrà avere i suoi amici specifici e i genitori avranno il compito di spronarli in questo senso, perché normalmente i gemelli tendono  a essere meno motivati a cercare amici oppure tendono a contare sugli amici dell’altro.

Il rovescio della medaglia

Tutto sommato, leggendo quanto scritto sopra, essere gemelli ha molti aspetti positivi. Non si è mai soli, si può contare su un amico speciale e sempre presente, si ha sempre qualcuno con cui camminare al rientro da scuola. Il rovescio della medaglia è che nel momento in cui manca questo amico sempre presente si può essere in difficoltà a relazionarsi con gli altri bambini perché si è da soli e non più parte di un’unità.

Un altro genere di difficoltà può verificarsi quando è solo uno dei due gemelli a desiderare di avere amicizie specifiche mentre l’altro le rifiuta e rimane, per così dire, al traino oppure ai margini.

Anche in questo caso la funzione di facilitazione spetta ai genitori e passa attraverso il riconoscimento delle differenze dei due gemelli e la capacità di dare la giusta attenzione emotiva a ognuno dei due, veicolando il messaggio che entrambi sono due meccanismi meravigliosi della stessa unità, ma anche due esemplari inequivocabilmente unici e autonomi.

E che avere altri amici oltre al proprio gemello non significa né tradirlo, né amarlo di meno.

 

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