Questa è la mia personalissima recensione del cartoon Il viaggio di Norm, il film di animazione per famiglie al momento nelle sale. Abbiamo assistito allo spettacolo il giorno di San Valentino, come ho raccontato qui,  portando per la prima volta in una sala anche i piccoli, Paco e Chicchi.

LA TRAMA, IN BREVE

L’orso polare Norm è un orso senza qualità: non sa cacciare una foca, non prova nessun gusto nel dare spettacolo agli umani di passaggio e non sa bene che farsene di quella che potrebbe essere l’unica sua dote: quella di parlare e capire “l’umanese”. Tutto ciò fino a quando non si scontra contro una durissima realtà: lo spietato costruttore statunitense Mr. Grenne, sta per mettere in atto un piano di edificazione del Circolo Polare Artico destinato a mandarne in frantumi l’ecosistema.

Da qui il titolo del film. “Il viaggio di Norm” è il viaggio che condurrà l’orso bianco dal Circolo Polare Artico a New York, per cercare di salvare la propria terra, facendo sì che il piano di urbanizzazione fallisca, grazie all’aiuto di Olympia, una ragazzina tutta cuore e cervello che lo aiuterà nel suo intento.

COSA NON MI HA CONVINTA

Descritta così come l’ho descritta la trama potrebbe anche convincere, eppure… Il cartoon non decolla e, a mio parere, è assolutamente privo di fascino, di magia.

Il film non ha personaggi convincenti, a cui affezionarsi. Insomma, se penso a grandi classici, siamo lontani anni luce dai protagonisti che portavamo nel cuore e che suscitavano in noi simpatia e affetto.

Le situazioni umoristiche sono banali: l’orso che balla, che si atteggia ad attore… Persino le gag dei tre lemming pensanti come spalla dell’orso sono parecchio scontate…

SÌ POTEVA FARE DI PIÙ…

La tematica legata alla tutela dell’ecosistema poteva essere vincente se trattata con più sensibilità.

Un approccio diverso sul tema avrebbe potuto suscitare emozioni più profonde soprattutto fra i più piccini che invece, stando ai commenti  che ho sentito uscendo dalla sala, non hanno fatto una piega a riguardo.

CHE COSA MANCA

Manca la scintilla, manca l’emozione.

Manca la magia.

Manca quel tocco lieve che permette a una storia, seppure semplice, di toccare il cuore.

Chissà se, fra i più piccini, ci sarà qualcuno che chiederà ai propri genitori di attaccare la locandina di Norm in cameretta…

Mi spiace, non tornerò a vederlo… (anche perché ormai vado al cinema ogni tre o quattro anni e la prossima volta che ci andrò credo che Norm sarà già in pensione…). ma non escludo, come sempre, che ad altri piacerà!

 

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