Devo ammetterlo: pur rendendomi conto della loro profonda inutilità  nonché della loro infinita tristezza, subisco il fascino nazional popolare delle feste comandate. Amo il Natale, la festa della Mamma, il giorno di San Valentino e persino il Capodanno.

Non sopporto quelli che sentenziano: “Che bisogno c’è delle feste comandate? Sembra che ti devi divertire per forza”.

Sapete cosa vi dico? Non festeggiate. Ma almeno non rompete le palle a chi vuole farlo!

Io festeggio San Valentino alla maniera anglosassone: dedico un pensiero, seppur minimo, a tutte le persone che amo. E anche se quest’anno in realtà  mi sono dimenticata  di mandare il solito SMS strappalacrime a mia mamma, ho pensato a lungo a lei, ieri. Per me è  una giornata in aggiunta per dire ai miei amati che li amo.

Il mio compagno e io, ieri, ci siamo chiesti come rendere speciale quella giornata di San Valentino umida e piovosa per la nostra famiglia.

Cercavamo un momento speciale e conviviale, un’occasione un po’ diversa per stare insieme divertendoci. Un momento da ricordare per sempre.

I pochi istanti di riflessione hanno generato velocemente il lampo di genio… Andiamo al CINEMA!!!

Abbiamo optato per un film d’animazione per famiglie (di cui vi forniro’ la recensione a breve), uno spettacolo a un orario decente che scongiurasse la bolla al naso sia ai grandi sia ai piccini e siamo partiti.

Il bilancio del nostro San Valentino al cinema  è  stato tutto sommato positivo, nonostante:

– Il cinema multisala fosse davvero in un posto dimenticato da Dio (e dal segnale gps);
– La Chicchi sia arrivata davanti al cinema già  dormiente, salvo risvegliarsi in biglietteria di pessimo umore;
– Paco abbia trovato nel trangugiarsi 18 kg di pop corn il suo particolare amore per i film d’animazione;
– Noi adulti abbiamo chiuso le palpebre più  di una volta di nascosto;
– Paco abbia espresso due volte l’esigenza di andare in bagno per fare pipi (e cacca) durante il film;
– Chicchi abbia passato il 70% del tempo frignando: “Andiamo a casa?”;
– il film non fosse esattamente un capolavoro;
– La mamma abbia pregato più di una volta che una qualunque calamità naturale potesse interrompere quella lenta e fatale agonia;
– Dudi abbia dimenticato sulla poltroncina il pacchetto di chewing gum costringendo la mamma in una corsa furiosa in sala a spettacolo finito per recuperare il bottino.

Che dire? È stata una giornata speciale, considerando che qualsiasi pedagogista o persona dotata di un minimo di buonsenso sconsiglierebbe di portare al cinema i bambini al di sotto dei tre anni.
(Ndr: Chicchi e Paco hanno due anni e mezzo).

A cena ci siamo guardati tutti e cinque  negli occhi e ognuno ha espresso le proprie considerazioni sul personalissimo San Valentino trascorso al cinema.

Chicchi, che ha frignato tutto il tempo, ha detto che il cinema le piace.

Paco, che ha mangiato tutto il tempo, ha detto che il cinema non gli piace.

Dudi, che è  rimasta incollata con lo sguardo al mega schermo, ha detto che il film le è  piaciuto molto.

Mamma e papà  si sono guardati e hanno sorriso. La loro idea di San Valentino qualche anno fa non era esattamente  questa…

Va tutto bene.

 

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