Si fa tanto parlare di Intelligenza Emotiva, negli ultimi tempi.

Ma cosa c’entrano le emozioni, ci chiediamo noi (cresciuti con il mito del Quoziente Intellettivo, dell’intelligenza razionale, logica e astratta) con l’intelligenza?

Ci hanno abituati a non fidarci delle nostre emozioni, responsabili di distorcere le informazioni fornite dall’intelletto. Ci hanno insegnato a nasconderle, a non manifestarle… Persino la definizione “emotivo” ha sempre avuto un non so che di debole, infantile, incontrollato…

E adesso?

Adesso (da circa vent’anni… per chi volesse approfondire, vedi Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista e il suo saggio “Emotional Intelligence”) si scopre che emozioni e intelletto non sono in antitesi fra loro, ma sono due facce della stessa medaglia. Che l’intelletto ci spinge a capire, ma sono le emozioni che ci permettono di agire.

Attenzione, però: l’Intelligenza Emotiva non è il libero sfogo delle proprie emozioni ma è la capacità di utilizzare l’energia delle nostre emozioni in maniera efficace.

Mi spiego meglio.

Avete mai lavorato con qualcuno che ha una enorme intelligenza razionale ma che non sa gestire le sue emozioni? Che non sa ascoltare gli altri, gestire un conflitto, veicolare ottimismo o che va in panico alla sola idea di aver sbagliato? Ecco, questa persona, che magari sa risolvere al volo una formula matematica difficilissima, è dotata di un’enorme intelligenza razionale, ma carente in intelligenza emotiva.

Quest’ultima è, infatti, la capacità di usare le emozioni con intelligenza, le proprie e le altrui, identificandole, comprendendole, gestendole per riuscire ad affrontare meglio la vita, sia personale, sia professionale.

In ambito lavorativo, oggi come oggi, le qualità più importanti per emergere sono indubbiamente l’ottimismo, l’adattabilità, lo spirito di iniziativa…Tutti aspetti dell’intelligenza emotiva che chiunque può apprendere e mettere in pratica.

L’intelligenza emotiva è un mix di predisposizione naturale e di background esperenziale. La buona notizia è che, a differenza del quoziente di intelligenza che resta pressoché invariato per tutta la vita, l’intelligenza emotiva può essere coltivata e rafforzata.

La ricerca in psicologia ha dimostrato, infatti, che è possibile allenare la propria intelligenza emotiva.  Ecco come:

1) Gestendo le emozioni negative;

2) Cercando di restare tranquillo anche sotto pressione;

3) Praticando l’empatia;

4) Essendo  perseveranti malgrado le frustrazioni

5) Conservando l’ottimismo

Eh lo so, anche qui mi tocca usare la locuzione dei miei amici cubani, ovvero… NO ES FACIL…

Ma, visto che siamo in ballo, balliamo.

 

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