Così come era arrivato, nel suo solito scatolone rattoppato con il nastro adesivo, se ne tornò.

In cantina.

Unica compagna del suo viaggio di quei pochi metri in verticale, una scatola di cartone scalcagnata contenente decorazioni e catenelle natalizie un po’ retrò e una ghirlanda home made di pino silvestre da appendere all’uscio.

Lei amava il Natale e la sua atmosfera surreale, come quei bambini che si incantavano a bocca aperta con occhi nuovi a guardare la neve cadere.

Quell’anno, gli ultimi giorni di un novembre nebbioso, lo aveva estratto con cura dallo scatolone, quasi per non rovinarlo, e lo aveva composto.

Lo aveva accarezzato, lo aveva annusato, prima di addobbarlo. Ogni anno cercava di renderlo speciale, riportandolo a nuova vita. E poi erano arrivate le palline, tirate fuori delicatamente dalla scatola compagna di viaggio, le catenelle, le decorazioni più preziose, le lucine e la punta stellata.

Gli scatoloni, poveretti, erano tornati in cantina nuovamente, insieme alla poltrona che, storcendo il naso, sapeva ormai che doveva sloggiare per lasciargli posto.

Lui, infatti, era enorme, seducente, maestoso. Fin troppo grande per quella piccola casetta. Per questo motivo la sua presenza escludeva quella della poltrona, almeno per un po’.

Lui, sorridente, brillava di luce propria e qualsiasi persona passasse di lì, si fermava ad ammirarlo.

Qualche manina si allungava timida verso di lui e lo strattonava, o anche gli staccava qualche ago o qualche pallina, che veniva però prontamente  ricollocata. Lui sorrideva bonariamente, nonostante il dolore. Era un buono, in fondo.

Così erano passati i giorni. Giorni assonnati, morbidi, incantati. La neve non era arrivata nemmeno quell’anno, ma andava bene così. Lui si era sentito importante. Si era sentito amato.

Si era goduto il suo mese e mezzo di gloria, insieme agli amici di sempre e a qualche nuova conoscenza. I bambini, nel frattempo, crescevano e vederli sempre più grandi, ogni anno, gli procurava un vago senso di malinconia.

Gennaio era poi arrivato, implacabile e puntuale come sempre. Lei, che amava il Natale, allo stesso modo odiava quel giorno, il sei di gennaio. Lo aveva guardato, lo aveva salutato.

Aveva recuperato gli scatoloni e, lentamente, lo aveva spogliato, accarezzato, annusato e riposto, smontandolo. Aveva sistemato le decorazioni nella scatola scalcagnata.

E, prima di riportare il tutto giù in cantina, aveva pensato a quando aveva fatto la stessa cosa, giusto un anno prima. E a come sarebbe stato bello ritrovarlo, enorme e seducente, da lì a meno di un anno…

 

Annunci