“(VI) auguro dei sogni. Non è importante che siano poi così grandi. Basta averne uno. Se già ne avete uno, difendetelo”

Odio le citazioni, da sempre.

A parte un breve periodo adolescenziale nel quale trascrivevo sul diario mio e altrui citazioni per lo più di Jim Morrison e Oscar Wilde, raramente uso frasi di altri, perché preferisco parlare con le mie parole.

Ma questa frase, detta da Lui, mi ha sconquassata per la sua semplicità e per quanto sia autentica e delicata.

Per questo la voglio regalare ai miei bambini.

Vi auguro dei sogni, Bimbi miei.

Non è necessario averne tanti. Il più delle volte ne basta uno.

Quello per cui vi brilleranno gli occhi quando vedrete una stella cadere.

Quello che esprimerete soffiando le candeline sulla torta.

Quello che vi farà strofinare il naso e piangere lacrime di gioia quando lo avvertirete un po’ più vicino o potrete addirittura toccarlo.

Quello che vi sembrerà inafferrabile, irraggiungibile, troppo grande, persino.

Nulla è troppo grande, troppo distante, troppo scintillante quando si sogna, ricordatevelo sempre.

Riconoscetelo, il vostro sogno. Quello che vi fa battere il cuore, sorridere, respirare a pieni polmoni, godere.

E difendetelo. Sempre.

Non tutti sogniamo alla stessa maniera, sappiatelo. Ma non per questo un sogno è meno dignitoso o incantevole di un altro. Ognuno ha il suo, tutto qua.

Il vostro sogno dovrà essere il vostro. Guardatelo al mattino e cullatelo la sera. Lo amerete.

Badate bene. I sogni possono anche cambiare. Vi auguro che il vostro sogno sia per sempre, ma potrebbe anche, a un certo punto, avvilupparsi, rigirarsi, cambiare forma. Non c’è nulla di male. Come vi ho spiegato all’inizio, l’importante è averne uno. E che lo riconosciate.

Me lo avete sentito dire tante volte: il mio, quello che mi sono portata in tasca per almeno un paio di decenni, era un sogno semplice semplice, un sogno nazional popolare, come amo definirlo. Agli occhi dei più poteva sembrare una banalità, una cosa da niente ma, caspita, era il mio sogno e quanto l’ho anelato, rincorso, custodito.

Solo i folletti del bosco sanno quante volte ho cercato il mio sogno dinnanzi alle stelle cadenti. Anche quando gli occhi si chiudevano o il cielo era troppo buio o denso di nuvole.

Le mie stelle siete Voi…

(Dedicato a Dudi, Chicchi e Paco, le stelle del mio cuore)

 

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