Il vero dilemma di ogni Natale: panettone o pandoro?

Non importa dove ti troverai: alla cena in famiglia, a pranzo dagli amici, alla cena aziendale, alla merenda prenatalizia, alla recita di Natale della scuola. La domanda sarà sempre la stessa… “Panettone o Pandoro?”. Questa è l’unica e immancabile domanda che aleggia sulle tavole del Bel Paese durante il periodo natalizio, da nord a sud e da sud a nord.

E tu non puoi startene lì imbambolato, devi avere la risposta pronta. La domanda non lascia dubbi: o uno o l’altro.

Dalle mie statistiche personali rilevo che il pandoro ha, ormai da anni, soppiantato il vecchio e caro panettone. Piace di più, ha un gusto più delicato, lo puoi farcire come vuoi. E, soprattutto, ci solleva da quell’ulteriore dilemma storico: uvetta o canditi? Mi ha sempre colpito molto la precisazione di quei commensali che dichiarano: “Sì, ma senza canditi”, “Sì, ma senza uvetta”. E mangiati ‘sta fetta di panettone e non rompere le scatole. Altrimenti stattene a bocca asciutta, e che cavolo, cosa ti faranno mai due chicchi di uvetta passa?

Giusto per dare una patina di coerenza a questo post a bassissimo contenuto concettuale, indico due riferimenti storici sulla nascita di panettone e pandoro, che possono essere utili in queste festività natalizie per intrattenere brillantemente un ospite o anche solo per tener sveglia la zia che pranza accanto a voi con la bolla al naso.

Come è nato il panettone?
Mi spiace illudere i più romantici e tradizionalisti, ma molto probabilmente il nome “panettone” deriva semplicemente dal fatto che è un dolce pane grande. Ma la leggenda narra che un tale di nome Toni (da cui “Pan del Toni”, panettone), garzone a servizio di Ludovico il Moro a Milano, una vigilia di Natale,  salvò lo sfarzoso pranzo di Natale rovinato dal dolce che era andato bruciato nel forno, ideando, appunto, il nuovo dolce: una grossa pagnotta arricchita di uova, canditi e frutta secca. La sua invenzione, semplice ma geniale, salvò il pranzo regale e fece nascere la nuova tradizione. A partire dal XV secolo il panettone si diffuse sempre più, prima in Lombardia e poi nel resto d’Italia, fino a diventare il dolce simbolo del Natale in Italia. Il panettone è rimasto opera dei panettieri fino all’inizio del secolo scorso, quando è iniziata la produzione industriale e, con essa, l’esportazione di questo dolce tradizionale verso ogni angolo del mondo. A me fa sempre tanta tenerezza vedere il panettone sulle tavole dei miei amici che vivono all’estero, perché è un dolce così popolare, così semplice e genuino che ogni volta stento a credere che abbia potuto addirittura essere esportato.

E invece il pandoro?
Il nome pandoro non può che essere la combinazione di “pane”, vista la lievitazione naturale, e “oro”, dal colore dei tuorli delle uova che arricchiscono l’impasto. Ma c’è chi lega il tipico dolce veronese agli sfarzosi cibi della Venezia rinascimentale. La città si era enormemente arricchita con i commerci marittimi e ostentava lusso anche nella preparazione dei banchetti, dove non mancavano piatti coperti davvero  con foglie di oro zecchino. La forma di stella? Deriva in realtà dal “nadalin”, un dolce familiare e popolare che i veronesi consumavano a Natale. La produzione del pandoro come grande dolce lievitato a forma di stella si è affermata stabilmente a Verona dalla fine dell’Ottocento. Il pandoro, nel corso del Novecento, ha affiancato sempre più il panettone sulle tavole delle feste degli italiani.

Per concludere… Sarà che sono nata e cresciuta a Milano, sarà che i miei ricordi di bambina si perdono fra uvette e canditi, sarà che l’impasto mi ricorda il crogiolo e la confusione a cui sono abituata per natura… Lo ammetto, ho una personale e sfrenata predilezione per il panettone!

E qui non voglio spendere frasi del tipo: “Dimmi che dolce scegli e ti dirò chi sei”. E nemmeno dire che chi ama il panettone sia più di sinistra o di destra rispetto a chi ama il pandoro, e tantomeno che chi predilige il panettone sia più o meno rock di chi preferisce il pandoro… A me il pandoro sembra un po’ più da fighetti rispetto al panettone, che è più da sbragoni. Ma, ripeto, è la mia personale opinione.

E comunque… C’è un’unica grande evidenza che accomuna il panettone al pandoro… Entrambi sono alimenti che fanno ingrassare, e pure tanto. Ma si sa, se ingrassare non è concesso manco a Natale… Che Natale è?

 

 


11 risposte a "Il vero dilemma di ogni Natale: panettone o pandoro?"

    1. Madda! sai che leggo il tuo commento solo ora???
      A distanza di quasi un anno. Io ne conosco diverse di persone che sono nate il 25 dicembre.
      Che dire? Meno male che non ti hanno chiamata Natalina… Eheheh…

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        1. Mah, su di me non fare affidamento. Potrebbe essere, anzi sicuramente è così, che io ai tempi non l’abbia visto. Oggi ho messo il post su fb e ho notato il commento….
          Comunque sì, conosco qualche eletto del 25 dicembre. Tutte persone molto belle , peraltro (e qui scatta la serenata….. 🙂 )
          Ciao Madda! Smack

          Piace a 1 persona

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