Sei al supermercato e stai cercando quella maledetta confezione di semolino che non trovi mai (in alcuni supermercati la mettono vicino alla farina, in altri accanto alla pastina, in altri ancora nella corsia degli alimenti per neonati. Insomma, decidetevi!).

Vedi una perfetta sconosciuta che ti punta da lontano e si precipita sorridendo verso di te.

Cheppalle…

Sta’ a vedere che questa è una di quelle che si avvicina perché ha visto che il mio è un bellissimo passeggino gemellare e quindi crede di poterci trovare dentro due gemelli, oppure due fratelli molto vicini in termini di età, oppure… che altro?

In effetti la tizia si avvicina come un razzo e, senza un minimo di discrezione, getta la testa all’interno del nostro passeggino, con un sorriso a trentadue denti. Nonostante tu la stia guardando con un’espressione del tipo: “Signora, abbia pazienza, ma lei lo sa che io sono stanchissima perché non dormo la notte e non ho tanto tempo per darle retta e che, peraltro, stamattina è già la diciottesima persona che mi ferma per ammirare questi due gemelli?”, lei ti guarderà dritto dritto negli occhi facendoti una delle seguenti dieci domande:

  1. Ma sono gemelli? La domanda è sacrosanta e lecita. I due bambini potrebbero essere anche fratelli molto vicini in termini di età, soprattutto in quei casi dove uno è più grande dell’altro. E’ il mio caso: Paco è sempre stato più alto e pesante di Chicchi. La domanda, quindi, ci sta e tu rispondi tranquillamente.
  2. Ma sono gemelli? Come sono diversi! Anche questa domanda può essere lecita per chi non è ferrato sul tema. I gemelli eterozigoti possono essere profondamente diversi fra loro, tanto che li chiamano anche fratelli-gemelli o falsi-gemelli. Anche qui, la domanda ci può stare e tu spieghi, anche avvalendoti del manuale di genetica che porti sempre con te.
  3. Ma li allatti tu? La domanda va ben oltre quella dose di discrezione che ti aspetteresti da una perfetta sconosciuta, ma tu che ami insegnare e spiegare alla gente anche quanto di più basilare si può verificare nella vita di tutti i giorni rispondi. Se la risposta è affermativa puoi avvalerti anche di un gesto esplicativo mostrando che hai due tette e puoi attaccarne uno di qua e uno di là. Idem dicasi per il biberon. Uno in una mano e l’altro nell’altra.
  4. Ma è vero che quello che è nato per primo è, in realtà, il più giovane? Questa è una domanda che mi spiazza sempre, perché pare si basi su una grande bufala. Ma la gente ama fare questa domanda (ne ignoro il motivo). Io ogni volta dico: “Fa fede l’ora di nascita, quindi Paco è più vecchio di Chicchi di 12 minuti”.
  5. Ma li hai partoriti naturalmente? Anche questa domanda, tutto sommato, è lecita anche perché il più delle persone non può immaginare che da un unico buco possa uscire prima un bambino e poi l’altro. Tu rispondi in maniera affermativa o negativa, a seconda del caso.
  6. E’ vero che fanno tutto insieme? Su questa domanda non ho parole, perché mi domando a mia volta: “Ma ci sono due esseri umani che fanno tutto insieme?”. Boh, non so.
  7. Hai gemelli in famiglia? Questa domanda mi piace sempre molto perché mi permette di elencare la sfilza di gemelli che ho in famiglia, citando anche il caso esilarante della mucca di mia nonna che gemellava un parto sì e uno no. La maggior parte delle persone non sa che la discendenza gemellare ha base esclusivamente matrilineare, pertanto se tuo marito ha gemelli in famiglia non può influire minimamente sulla possibilità che tu abbia due gemelli (è, infatti, la mamma a produrre due uova!).
  8. Hai qualcuno che ti aiuta? Che domande!. La risposta deve essere univoca: o sì o no. Altra possibilità è rispondere: “Le uniche che mi aiutano sono le educatrici del nido!” (a proposito, grazie Clara, Luana e Barbara!).
  9. Quindi… E’ tutto doppio? Tante volte a questa domanda non sai cosa rispondere, anche se la tentazione sarebbe quella di sentenziare: “Certo, anche le rotture di palle da parte degli sconosciuti!”.
  10. Quindi hai fatto la coppia? Questa domanda è ad esclusiva dei gemelli eterozigoti maschio e femmina. Come negare l’evidenza? La risposta deve essere per forza affermativa. Quando rispondi che in realtà avevi già un’altra bimba o un altro bimbo all’attivo, al 99,9% dei casi ti risponderanno: “Tre è il numero perfetto”.

Ah, dimenticavo, se volete spiazzare l’interlocutore o interrompere la conversazione, alla prima domanda potete rispondere: “No, non sono gemelli, sono cugini. E sono nati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Li scarrozzo io perché mia sorella lavora come una pazza dalla mattina alla sera e non può prendersi cura di suo figlio”.

Potrebbe funzionare, credetemi.

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