Un minuto è  composto da sessanta secondi. Questo lo sanno anche i bambini di sei anni.

Un minuto è un unità di misura infinitesimale rispetto a un’intera giornata, a una settimana o anche soltanto rispetto a un’ora. Questo è poco ma sicuro.

Eppure… Come può essere lungo, certe volte, un minuto…

Quanto è lungo un minuto quando il tuo treno sfigato, in ritardo, arriva finalmente sulla banchina della Stazione Centrale e ti rendi conto che in quel lasso di tempo devi correre a perdifiato per raggiungere il Frecciabianca sul binario quindici ma tu sei sul binario due e corri sbracciandoti sperando che il capotreno si accorga di te e che ti aspetti e pensi che la giornata è già iniziata male, ma che se riuscirai a mettere il piede su quel maledettissimo treno smetterai di fumare, di dire parolacce e di mangiare troppe caramelle;

Quanto è lungo un minuto quando aspetti quella telefonata che sembra non arrivare mai e che, quando arriva, si rivela la telefonata più bella della giornata;

Quanto è lungo un minuto quando apri un occhio sì e l’altro no, nel buio della notte, per mettere a fuoco l’orario sulla radiosveglia e ti accorgi che fra nemmeno 30 secondi quella sveglia suonerà, anche se tu nel frattempo hai richiuso gli occhi per goderti gli ultimi istanti di quella che ti sembra notte ma che è già mattina;

Quanto è lungo un minuto quando ti rendi conto che stai dedicando la tua attenzione a una persona che aveva proprio bisogno che tu le concedessi anche solo un pochino del tuo tempo e tu quel tempo hai deciso di regalarglielo e ne sei contenta perché leggi nei suoi occhi gratitudine;

Quanto è lungo un minuto quando il tuo bambino piange e tu non sai perché e piangi pure tu e preghi tutti i Santi del calendario affinché lui si quieti e riesca a dormire tranquillo;

Quanto è lungo un minuto quando aspetti una risposta su WhatsApp e vedi che l’altro è on line e vedi che sta scrivendo, ma la risposta non arriva e tu ti chiedi: “Ma quanto diavolo ci impiega a rispondere???”;

Quanto è lungo un minuto quando il comandante ti ha detto di mettere la testa sulle ginocchia e le mani alle caviglie perché il tuo aereo sta precipitando e tu piangi e ridi e straparli perché ti rendi conto che in quel momento è tutto così perfetto e assurdo che non ti sembra vero che stanno per spegnere la luce;

Quanto è lungo un minuto quando cammini con le scarpe col tacco e non sei più abituata e senti che ti brucia un po’ il tallone, che i piedi ti si gonfiano e tu, in realtà, vorresti solo mettere i piedi a bagno anziché zoppicare di corsa perché sei perennemente in ritardo e dietro di te c’è una con un tacco dodici da paura che cammina leggiadra e ti supera senza fare una piega;

Quanto è lungo un minuto quando il dentista ti inietta l’anestesia e tu sei lì tutta concentrata per non perdere il controllo ma senti che inavvertitamente il labbro comincia a tremare e lui ti chiede: “Tutto bene?” e tu fai cenno di sì con la testa mentre pensi: “Molto bene…”;

Quanto è lungo un minuto quando ti sei ripromessa di fare per prima gli auguri a una persona cara mandandole un messaggio e ti si chiudono gli occhi proprio mentre la lancetta passa dalla mezzanotte al nuovo giorno;

Quanto è lungo un minuto quando dovresti parlare e non sai proprio cosa dire e allora ti sforzi perché vorresti proferire parola, ma più ci pensi più ti rendi conto che quello che diresti sarebbe solo una grande vaccata;

Quanto è lungo un minuto quando ti accorgi che stai incassando il più bel complimento della tua vita e sei contenta perché quelle parole proprio nessuno te le aveva mai dette e tu sei felice, ti senti il cuore che esplode, però sei anche in imbarazzo perché quei complimenti ti sembrano davvero troppi e pensi soltanto: “Adesso basta, please…”;

Quanto è lungo un minuto quando realizzi che non riesci più a trattenerla e quel bagno è perennemente occupato e tu fai finta di non pensarci e stringi le gambe e però ti chiedi, anche: “Ma che cavolo sta facendo quella là nel bagno da dieci minuti?”;

Quanto è lungo un minuto quando ti rendi conto che stai guidando alla velocità della luce per arrivare davanti  a scuola e il tuo bambino sta per uscire, anzi, sarà già lì col naso all’insù per cercare di vederti in mezzo alla folla di nonni, nonne, mamme e papà, mentre tu in realtà sei ancora a seicento metri dalla scuola e davanti a te hai trovato il camion della monnezza che procede a 2 km all’ora;

Quanti minuti volano via indisturbati e irriconoscibili quasi senza dare fastidio e, invece, quanti altri ci rimangono impressi nella mente come il fuoco. Nella memoria ne ho almeno una dozzina di minuti da Oscar che credo rimarranno indelebili, nel bene e nel male, per sempre.

Felice notte…

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