“Caro Babbo Natale,
Sono lontani quegli anni in cui arrivavi nelle nostre case con pupazzi, bamboline e bambolotti che non ridevano, non piangevano, non parlavano, non si pisciavano addosso.
Carissimo, non so se qualcuno te l’ha mai detto, ma io e mio fratello abbiamo chiesto per anni il gioco di società ‘Indovina chi’, che però non ci portavi mai. Un anno ti sei presentato con ‘Forza quattro’. Noi ci siamo guardati e abbiamo pensato: “Boh. Si sarà sbagliato”. Quando ne parliamo adesso ridiamo a crepapelle constatando che quando finalmente è arrivato ‘Indovina chi’ eravamo ormai quasi maggiorenni!”

Insomma, questo per dire che una volta Babbo Natale portava quello che trovava. E non, necessariamente,  quello che avevi scritto sulla letterina.

Oggi Babbo Natale sembra attenersi scrupolosamente a quanto scritto dai bambini. Poco importa che siano dei giochi da mentecatti (ma ben pubblicizzati in tv), inutili o con cui i bimbi giocheranno solo un paio di volte

Ecco, è per questo che io quest’anno gioco in anticipo e se posso esprimere anche io un desiderio a Babbo Natale (hey, Babbo, è  qualche anno che a me non porti manco un fico secco!) gli vorrei chiedere questo:

“Ti prego, caro, anche se i miei bimbi te li chiederanno, stavolta niente cuccioli interattivi.

Negli ultimi anni ci hai portato, nell’ ordine:

– il cagnolino che cammina e abbaia. A dire il vero è  il più  innocuo di tutti. Non sporca,  non è  molesto, se fa troppo casino lo spegni e via.
– il gattino interattivo. Lo addestri muovendogli una   piuma sotto al naso. Lui miagola, si alza in piedi, fa le fusa. Anche se sei convinto di averlo spento, nel bel mezzo della notte si mette a miagolare. Provocando un infarto a ogni genitore.
– il mini pony parlante. Oltre a fare tutto quello che fanno le altre bestie sopracitate, questo a un certo punto beve il latte e… tira un bel ruttone! Simpatico come un dito nell’occhio.
– il chiuaua che risponde ai comandi. Non solo abbaia, si inchina, dorme, si alza sulle zampe posteriori.  A un certo punto si mette a ballare facendo mosse da cane inequivocabilmente  in calore. Inquietante.

Ordunque, caro Babbo, ho deciso: quest’anno cogliero’ l’occasione per spiegare ai miei bimbi perché non possiamo tenere un cucciolo vero in casa. E perché un cucciolo interattivo non può sostituire un cucciolo in carne e ossa.

Quindi, ti scongiuro, quando leggerai ‘foca’ sulla letterina (e ce ne vuole di fantasia a ideare una foca interattiva!) tu porta un FICO. Diremo che hai sbagliato a leggere.

E ci risparmieremo un altro cucciolo interattivo in cameretta…

Grazie, Babbo, so che capirai!
Ps. Quest’anno doppia razione di biscotti per te!”

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