PICCOLO PREAMBOLO

Il più delle volte, quando diventi mamma, realizzi che mai e poi mai lasceresti il tuo frugoletto per dedicarti ai tuoi interessi personali, a una cena, a una serata con gli amici o, tanto meno, con il tuo partner. Lui è così dolce, tenero, indifeso (il frugoletto, non il partner, intendo…) e tu non vorresti davvero allontanartici mai.  A dire il vero, non è che non vorresti, semplicemente non ne senti il bisogno.

Tutto il resto può attendere. Questa fase, ben nota a qualsiasi mamma, può durare qualche mese o anche, ahimé, molti anni.

Poi, a un certo punto, il cambio di prospettiva. Ossia: a un certo punto ti ricordi che accanto a te c’è lui, il tuo partner, quello sconosciuto con cui tempo fa passavi nottate folli, con cui condividevi interessi e passioni, con cui trascorrevi buona parte del tempo libero e ti divertivi pure. La persona che avevi scelto per percorrere insieme tanti km. Colui che ti aveva scelta.

Come dopo un lungo sonno, ti risvegli e ti ritrovi davanti questo essere di cui, presa da mille pensieri quali l’allattamento, lo svezzamento, il ruttino e lo spannolinamento, quasi ti eri dimenticata. Ma lui è sempre lui (si spera!) e ritrovarlo accanto a te sarà un momento importante della tua esistenza (anche qui, sperando che si faccia trovare. Si sa, a causa della maternità la coppia può anche scoppiare…).

Qualsiasi manuale che tratti il tema del benessere della coppia dopo l’arrivo di un bebé suggerisce, nei modi e nei tempi giusti per ogni coppia, di concedersi periodicamente una piccola libera uscita per godere nuovamente dell’intimità compromessa dal nuovo ruolo genitoriale e per non allontanarsi troppo l’uno dall’altra.

E qui ci siamo! Il preambolo lungo e contorto voleva esattamente arrivare a snocciolare la seguente tematica: ma quando poi, finalmente, dopo tanto o poco tempo, Lei e Lui si reincontrano e si dedicano una libera uscita da soli e senza prole, che cosa succede?

LA FASE PREPARATORIA

Il più delle volte, Lei si rende conto che era da tempo che non si dedicava un po’ di tempo per sé. Che non si vestiva in un certo modo, che non si truccava per piacersi e per piacere.

Lei si fa mille problemi perché quel vesititino così carino non le va più e si ripromette di iscriversi in palestra.

Lei si ricorda di che cosa era la sua vita prima di diventare mamma.

Lei si chiede che cosa se ne facesse di tutto quel tempo libero che aveva a disposizione prima di diventare mamma.

Lui si prepara e basta.

LA LIBERA USCITA

E’ giunto il momento tanto atteso. Lei e Lui hanno lasciato il pupo (a seconda dei casi di cui parlavamo poc’anzi il pupo potrà avere da pochi mesi a 17-18 anni) alla nonna e hanno deciso di dedicarsi una serata romantica dopo tanto tempo. Ebbene, ecco cosa succede di solito:

Lei sale in macchina voltandosi malinconica a guardare il posto sul sedile posteriore, vuoto.

Lui le dà una pacca sulla spalla, dicendole di non preoccuparsi, che il piccolo è in ottime mani e che loro due si divertiranno come tanto tempo prima.

Lei fa tremilaottocento telefonate alla nonna ricordandole le goccine per il naso, dove si trova il pigiama, quale orsacchiotto dovrà dare al piccolo per farlo addormentare.

Lei e Lui tirano, infine, un sospiro di sollievo constatando che la fuga romantica è già iniziata e che devono assolutamente godersela.

Arrivati al ristorante, Lui e Lei si guardano negli occhi come due nuovi fidanzatini e si ricordano dei tempi, romantici, che furono.

Nell’ordinare da bere, Lei chiede acqua naturale a temperatura ambiente, perché è quella che ordina quando con loro c’è anche il pupo.

Lei e Lui, parlando con il cameriere, raccontano ridacchiando di essere in libera uscita. A quello, naturalmente, non gliene frega niente.

Lei nota che, allineati lungo la parete, ci sono tanti seggioloni che potrebbero utilizzare se il pupo fosse lì con loro.

Lui, già durante l’antipasto, propone come se fosse un bambino birichino di tre anni, di chiamare la nonna per sapere come sta il pupo. Lei accetta sghignazzando.

Lei afferra lo smartphone di Lui e con voce stridula parla a lungo con il pupo attirando l’attenzione di tutte le persone presenti nel locale. Alla fine della telefonata si commuove.

Lui ne approfitta per scolarsi due litri di vinello e fa il simpaticone con la cameriera. Lei, ovviamente, lo odia per questo.

Lei va in bagno e, guardandosi allo specchio, si rende conto che il tempo è passato, sì, ma che è sempre una bella donna.

Lui la osserva tornare dal bagno e le dice che è sempre una bella donna. E ammicca, lasciando intendere che quella serata può concludersi in modo davvero passionale.

Lei guarda l’orologio e si chiede se il pupo a quell’ora stia già dormendo.

Per tutta la serata Lei e Lui parlano di quello che erano e di quello che sono. Si meravigliano di quanto sono stati lontani psicologicamente da quando sono diventati genitori. Si stupiscono di come sia stato difficile lasciare il piccolo alla nonna ma di quanto la serata abbia fatto loro bene.

IL RITORNO A CASA

Torneranno a casa complici, consapevoli, affiatati. La serata potrà concludersi in soli due modi:

– con un epilogo davvero passionale, nel caso in cui il bimbo in questione sia un bimbo dormiente;

– con una lunga notte di sonno ristoratore, nel caso in cui il pupo sia un esemplare non dormiente, che costringe Lei e Lui a nottate terribili con riposi di al massimo due ore di fila.

In ognuno di questi due casi, bisogna ammetterlo, la libera uscita sarà considerata proficua.

Ah, dimenticavo… L’indomani Lei guarderà Lui ed esclamera’ “Ma perché non l’abbiamo fatto prima?”.

Lui le risponderà: “Prima di Natale replichiamo!”

 

 

 

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