Una delle domande che mi sono sentita più spesso rivolgere, in quanto mamma di gemelli, riguarda la scelta del passeggino: “Come deve essere un passeggino gemellare?”(quest’estate, in Bretagne, una ragazza mi ha addirittura fermato per strada per farmi questa domanda…).

La risposta è semplice, che più semplice non si può: sicuro e comodo per i bambini, facile da ripiegare, trasportare e manovrare per i genitori. Non sempre, però, la scelta è facile, perché ognuno di noi si scontra con le proprie esigenze personali e, soprattutto, perché questi articoli costano un mucchio di soldi (e quindi, se abagli nell’acquisto te ne penti eccome!).

Innanzitutto, un’informazione basilare: tutti i pediatri, pedagogisti, puericoltori consigliano di tenere vicini i gemelli durante i primi mesi (perché così erano abituati nel ventre materno) e quindi per il primissimo periodo si può utilizzare, per il passeggio quotidiano, una carrozzina singola e metterli entrambi dentro, come si suol dire “vicini vicini”.  N.b. Questa non è una scelta volta al risparmio, ma dettata dal buonsenso e consigliata, come detto, anche dagli operatori sanitari.

Ma veniamo all’acquisto del passeggino: bisogna tenere a mente che una delle caratteristiche basilari è la qualità del prodotto; un passeggino gemellare, infatti, è sottoposto a un’usura superiore perché sarà utilizzato più spesso e più a lungo rispetto ad un passeggino singolo. Secondo, occorre valutare il passeggino in base alle proprie esigenze e chiedersi: io, mamma, userò il passeggino per spostamenti brevi o lunghi? Mi servirà anche per gli spostamenti in macchina? E quindi, ci starà nel mio bagagliaio? Passerà dalla porta di casa? Entrerà nell’ascensore? E quanto peserà? Quale sarà l’ingombro una volta chiuso?

Lo so, lo so, queste sono domande che metterebbero in crisi chiunque, ma si sopravvive anche a queste domande. E io vi aiuterò nella scelta!

Partiamo dalle basi:

Esistono due tipologie di passeggini gemellari: quelli in linea, “a trenino”, per intenderci, con le due postazioni una di fronte all’altra o una dietro l’altra, e quelli affiancati, con le due postazioni disposte una di fianco all’altra. A onor del vero esistono anche passeggini singoli che si attaccano insieme fra loro grazie all’uso di ganci, ma li eviterei (e comunque non li ho mai sperimentati e neanche visti, a essere sincera).

  • Gemellari in linea: i bambini siedono uno dietro l’altro, oppure uno di fronte all’altro. Le sedute possono essere: entrambe totalmente reclinabili fino a raggiungere la “posizione nanna”, entrambe reclinabili ma non completamente, o solo la posteriore interamente reclinabile; ciò dipende – naturalmente – dal modello e dalla marca, ma ponete attenzione a questi particolari prima dell’acquisto! Nei passeggini in linea i bambini possono sedere: uno dietro l’altro rivolti verso la mamma, oppure uno dietro l’altro rivolti alla strada, oppure uno di fronte all’altro (anche in questo caso dipende dal modello e dalla marca). Questo perchè le sedute si possono staccare  e sistemare a seconda della necessità. Sulla base del passeggino in linea si possono montare non solo le sedute del passeggino ma anche, per i primi mesi, i cosiddetti “ovetti”, che sono utilizzabii quindi nel doppio ruolo ovetto/seggiolino auto 0-13 kg. Mica male! I gemellari in linea si manovrano più facilmente anche se sono, naturalmente,  più ingombranti in lunghezza. Caratteristica da non sottovalutare, però, è che passano attraverso quasi tutte le porte.

 

  • Gemellari affiancati: i bambini siedono uno accanto all’altro. La maggior parte dei modelli ha le sedute che si reclinano indipendentemente una dall’altra in “posizione nanna”: questa è una caratteristica a cui prestare attenzione prima dell’acquisto! Ultimamente, alcune marche, hanno proposto sul mercato i gemellari affiancati a tre ruote (una davanti e due dietro): sono passeggini di tipo “sportivo” adatti a terreni sconnessi, ma attenzione: non sono adatti a neonati! I passeggini affiancati – pur avendo ciascuna seduta più stretta rispetto a quella del passeggino singolo – hanno un ingombro notevole in larghezza e non passano attraverso la maggior parte delle porte normali (tipo quelle di casa, per capirci), mentre hanno un ingombro in lunghezza pari a quello di un passeggino singolo.

La mia personalissima esperienza

Partiamo dal presupposto che il passeggino gemellare perfetto non esiste e che, sia quello in linea, sia quello affiancato, hanno i loro aspetti positivi e negativi. Tutto sta nel valutare attentamente le proprie esigenze e il proprio stile di vita.  Io,ad esempio, che devo sempre sentirmi indipendente dagli altri, ho considerato l’importanza di avere un passeggino che mi permettesse di scarrozzare i miei bambini senza l’aiuto di nessuno. Insomma, non avrei mai optato per due passeggini singoli. Poi nel mio caso era fondamentale che il passeggino entrasse nel baule della mia auto, visti i nostri continui spostamenti. E nell’ascensore di casa.

Ho optato fin da subito per un passeggino in linea. Gli aspetti positivi di questo tipo di passeggino sono i seguenti: ti permette di passare attraverso qualsiasi tipo di porta (come già detto). Dà la possibilità di applicarci sopra gli ovetti, che serviranno sia per il passeggio, sia per gli spostamenti in auto. Permette di affrontare facilmente le curve (quasi tutti i modelli hanno il volante!). Permette ai bimbi di stare voltati entrambi verso la mamma o di guardarsi vicendevolmente (io adottavo quasi sempre quest’ultima posizione). Per contro, gli aspetti negativi sono questi: è, normalmente, piuttosto pesante. Ha una lunghezza esagerata e può non entrare, ad esempio, in alcuni ascensori. La maggior parte dei modelli non si chiude a ombrello, per cui devi staccare le sedute dalla base sia per chiuderlo sia, ad esempio, per entrare nel baule dell’auto. Il tutto può diventare macchinoso e pesante (soprattutto quando i pupi piangono, vomitano o hanno fatto cacca!). Un altro aspetto negativo è che per il bimbo che siede nel sedile posteriore lo spazio è limitato. Idem per la visuale. Per questo è consigliabile alternare i bimbi nelle due postazioni.

Solo in un secondo momento, quando i bimbi stavano già seduti correttamente, ho optato per un passeggino affiancato, che sto usando ancora adesso. Il passaggio è stato fenomenale. I bimbi nel frattempo erano cresciuti e non avevano più bisogno di una seduta “avvolgente” come quella del passeggino in linea. Finalmente potevano stare uno accanto all’altro e non contendersi, come prima, il posto con la visuale migliore. Rispetto all’altro, questo passeggino è molto più leggero e facilmente richiudibile, con un meccanismo a ombrello. Le sedute sono un po’ più strette rispetto a quelle di un passeggino normale, ma i piccoli ci stanno benissimo. Infine, le sedute di questo passeggino sono fisse: questo significa che non devi staccarle dalla base,e quindi potrai chiuderlo più facilmente, ma non potrai usarlo anche in modalità ovetto. Quindi dovrai avere i due seggiolini già fissati sull’auto. Il principaleaspetto negativo di questo passeggino è che, avendo un notevole ingombro in larghezza, da tante orte non ci passi. Quasi sempre non potrai passare alle casse del supermercato e dovrai farti aprire le porte di emergenza. In alcuni ascensori non c’è verso di entrare. E, purtroppo, anche su alcuni marciapiedi potrai avere dei prolemi. Altro aspetto negativo è che è meno facilmente manovrabile del passeggino in linea.

Come si può notare, il passeggino gemellare perfetto non esiste. L’ideale è provarli entrambi! Secondo me, per tutto il primo anno, il più indicato è quello in linea. In un secondo momento si potrà passare a quello affiancat.

Consiglio a tutti, sempre, di valutare i prodotti acquistabili on line. Spesso si riesce a risparmiare parecchio. Un’altra possibilità è l’acquisto di questi articoli di seconda mano. Il più delle volte sono tenuti benissimo e costano anche meno della metà della quotazione da nuovo.

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